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Consiglio comunale Catanzaro, disco verde alla variazione di bilancio con “aiutino” al centrosinistra

di Danilo Colacino – Il consiglio comunale di Catanzaro è oggi ripreso dal pronunciamento relativo all’emendamento (a firma di Giorgio Arcuri, Valerio Donato e Gianni Parisi) sulla ‘variazione al Bilancio di previsione 2022-2024 e al Dup, conseguente all’iscrizione di risorse assegnate nell’ambito di finanziamenti statali e regionali, rettifiche e integrazioni di fondi comunali di entrate e spese’. Atto respinto con 5 voti contrari, 14 favorevoli e 7 astenuti.

Manuela Costanzo vota con il centrosinistra

Fra i contrari all’atto e invece poi favorevole alla variazione di bilancio anche la vicepresidente del civico consesso Manuela Costanzo, ormai quasi organica al centrosinistra e per cui il capogruppo di Alleanza per Catanzaro Eugenio Riccio (pur mai nominandola) ha chiesto un intervento da parte dei maggiorenti del centrodestra. Sempre ad avviso di Riccio alcuni membri dell’assise dovrebbero autodeterminarsi: “Colleghi, esorto alcuni di voi ad avere un minimo di dignità che vi deriva dalla funzione. Perché non possiamo far diventare l’Aula il mercato delle vacche. Siamo sotto le feste (ironizza, ndr), fatevi esame di coscienza. I maggiorenti del centrodestra, però, lo ribadisco: intervengano e mandino via chi vota come fanno dall’altra parte”. Comunque sia, disco verde anche alla variazione ma soltanto con 13 sì, 12 no e 2 astenuti (Francesco Scarpino e Rosario Mancuso). Quest’ultimo, in particolare, ha così motivato la sua decisione: “La vera manovra è da 600mila euro, di cui 400mila usati per pagare la quota annuale all’Enel con un aumento del 50%. E poi c’è il pagamento per Catanzaro, Città dello Sport. Ecco perché ho rivisto la mia contrarietà, anche se non sono persuaso su tante cose”.

Botta e risposta tra Donato e Talerico

Soliti strali, poi, da parte del già candidato a sindaco Valerio Donato che ha peraltro definito illegittima la convocazione dell’odierna seduta per una serie di ‘vizi formali’. E giudicato la bocciatura del Collegio dei Revisori rispetto alla sua iniziativa una decisione dal sapore politico e non tecnico. È chiaro che se passa l’emendamento, di per sé atto politico, io poi do il mio assenso alla variazione. È una conseguenza, non un baratto”. Eccola dunque la sua risposta a chi, come l’altro aspirante primo cittadino Antonello Talerico, ha più volte parlato di richieste di inciuci da parte della minoranza. Un concetto espresso in modo anche molto duro: “Se la minoranza trova 16 favorevoli alle dimissioni, io mi accodo. E sono sicuro che lo farà anche Fabio Celia. Ma non usate il falso argomento che noi siamo traballanti e, come non bastasse, arroganti per poi negoziare favori e ruoli. Giochetto che emerge con chiarezza nelle distonie delle posizioni fra Commissioni e Consigli degli stessi elementi sui medesimi argomenti”.

Polimeni: “Fiorita implora i nostri a votare le pratiche”

Salace, infine, uno degli esponenti di spicco dell’opposizione. Quel Marco Polimeni che ha affermato: “Va fatta una piccola riflessione su quanto successo oggi, partendo da ieri. Quando per una scelta politica, abbiamo fatto venir meno il numero legale. È da ciò, infatti, che derivano delle domande a Nicola Fiorita. Che, se ci fosse, verrebbe interrogato su quanto tempo vuole andare avanti con questa presunzione e sciatteria istituzionale, telefonando personalmente a consiglieri eletti dall’altra parte per implorarli di votare le pratiche. È sostenibile – ha detto ancora – gestire così la città. Mi chiedo, inoltre, dove troverà nuova linfa mentre si regge sui molti a cui fa comodo non tornare a casa e gli danno i voti necessari”.

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