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Consiglio comunale Catanzaro: Scoppia la bagarre su Giovino. Il sindaco punta Riccio e Costanzo

 

di Danilo Colacino 

Ore 20.40 I lavori del Consiglio si avviano stancamente alla conclusione con la disamina sulla Mozione “Comune plastic free” – risoluzione ai sensi dell’art. 31 del Regolamento. Un argomento in discussione fortemente voluto da Fiorita, che ha peraltro esortato l’assise a non sottovalutarne la rilevanza. La maggioranza però, anche in considerazione del fatto che si trattasse di una pratica originariamente proposta dall’attivista del Movimento Cinque Stelle Serena Varano, si dichiara non persuasa di una deliberazione così strutturata e non appoggia la proposta fioritiana, votando in “senso negativo” – a prescindere dai sì di Battaglia e Manuela Costanzo, che decidono di discostarsi dal parere contrario del resto del centrodestra – e allora ecco che finisce con 15 voti contrari e 8 favorevoli

Ore 20.10 Il presidente Polimeni relaziona sul punto all’ordine del giorno inerente al Regionalismo – risoluzione ai sensi di dell’art. 31 del Regolamento del civico consesso, su cui l’assise si pronuncia così: parere favorevole all’unanimità (20 i sì)

Ore 19.47 Altro giro, altra corsa, del Riccio-show con lo stesso membro del civico consesso che stasera non si dà pace: “I dirigenti hanno una tale mole di lavoro che – in occasione dei consigli comunali – stanno in Aula cinque minuti e poi scappano in Ufficio a smaltire il loro oberante fardello di occupazioni invece di aiutare noi e la Giunta a capire meglio di cosa si discute quando dal politico si passa al tecnico. Io quindi non posso votare al buio”. 

Ore 19.44 E’ ancora la Migliaccio a relazione sulla delibera relativa all’Approvazione del regolamento edilizio tipo (Ret). La minoranza chiede il ritiro della pratica, ma la maggioranza dei capigruppo che si deve determinare sul punto dice niet e allora ecco il voto: 17 sì e 5 astensioni

Ore 19.38 Bosco alla Gallo: “Io cerco solo di informarmi, non sono un  tuttologo”

Ore 19.35 La vicepresidente del Consiglio Roberta Gallo prima fa i complimenti alla Migliaccio e poi rimbrotta Bosco per quelle che definisce “le sue favolette”, che si chiede a chi racconta.

Ore 19.32 Filippo Mancuso, sempre lui, stuzzica Bosco: “I suoi interventi sono motivo di crescita per me, ma quando entra su questioni come quella sui compensi dei revisori dei conti tende a scivolare. E allora tocca a qualcuno di noi, stavolta a me, chiarirgli le idee”

Ore 19.20 I complimenti della Migliaccio a Bosco, per la preziosa collaborazione fornita, non bastano. Il consigliere di Cambiavento fa le pulci al documento ed esprime dubbi.

Ore 19.11 Colpo di scena…Il Consiglio sembra quasi Carramba che Sorpresa! Ma la motivazione del fuoriprogramma è molto seria: il sindaco telefona a Polimeni e giustifica il suo allontanamento con un fatto inequivocabile: “Doveva andare alla commemorazione del fratello Walter, scomparso prematuramente in un tragico incidente, mentre era in bicicletta, ormai tanti anni fa”.

Ore 19.05 L’assessore Migliaccio relaziona sulla quinta delibera sull’Approvazione del regolamento per il decoro estetico-ambientale, che ottiene il disco verde con 19 sì e 3 astensioni

Ore 19.02 Alla fine di un lungo dibattito il Consiglio licenzia con 18 pareri favorevoli e 5 contrari la pratica sull’Adeguamento del compenso dei componenti dell’organo di revisione economico-finanziario.

Ore 19.02 Talarico: “Il sindaco non ha bisogno di avvocati difensori, ma voi lo avete esasperato, spingendolo a reagire male. Parlate come se tra di noi ci fossero i disonesti e voi foste tutti onesti. Così non c’è equilibrio”

Ore 18.57 Riccio non molla: “Abramo prima o poi torna. Ne sono sicuro, perché io ho molte cose da dirgli. Ma intanto possiamo affermare che su Giovino ha commesso un marchiano errore politico”

Ore 18.54 Filippo Mancuso, come premesso una sorta di portavoce del sindaco in Aula, sembra gettare benzina sul fuoco delle polemiche, ma poi attacca: “Oltre a noi della maggioranza, secondo voi incapaci, non è che lo siano anche i cittadini responsabili della scelta di Abramo appoggiato da sette liste e non lo sfidante Ciconte, forte di ben 27 (un’iperbole naturalmente, tuttavia i rapporti di forza numerica erano, almeno sulla carta, tutti in favore dell’alfiere del centrosinistra, ndr)?”

Ore 18.48 Celia non lo dice chiaramente nel suo intervento, ma a noi viene in mente una serie televisiva che l’anno scorso ha spopolato su Sky: The Young Pope – che parlava ai fedeli con le spalle girate – immagine suggerita dallo stesso consigliere: “Ci ha voltato le spalle ed è andato via. Dovrà darne conto”

Ore 18.39 Rosario Mancuso si concentra sulla terza delibera: “A mio avviso il compenso dei revisori dei conti va ‘parametrato’ alla grande responsabilità di cui sono investiti”.

Ore 18.21 Riccio ne ha per tutti, evidentemente ancora inviperito dalla questione villette: “Il vostro problema, cari colleghi, è che non accettate il dissenso. Ma voi dovete farvene una ragione. E’ nella logica delle cose. Eppure siete sempre scomposti e dimostrate un certo nervosismo, come ad esempio sulla vicenda concorsi da cui sono stati esclusi i laureati in Economia e Commercio (non ammessi, per così dire, al bando per Istruttore contabile, ndr). Un brutto messaggio per chi, pur a prezzo di grandi sacrifici, manda i figli all’Università. Ma al di là di tutto, concludo precisando che io pur stimando l’assessore all’Urbanistica Modestina Migliaccio Santacroce devo stigmatizzare la sua uscita a mezzo stampa sull’etica della minoranza”.

Ore 18.06 Comunque sia, dopo le precisazioni di Cardamone sulla questione della sua determinazione e l’avvio della votazione appunto sul Museo del mare e delle tradizioni marine della Calabria, ecco il sì unanime dell’assise

Ore 18.03 Riccio: “Il sindaco adesso è scappato. Ma prima ha fatto cinema, gridando contro di noi come il boss della Mala fa con i picciotti. Gli replicherò appena torna”.

Ore 17.55 Guerriero è categorico: “Noi abbiamo mani e teste libere e non ci facciamo dettare la linea da alcuno, sindaco in testa. E ci mancherebbe pure”

Ore 17.52 Fiorita, seppur con il suo consueto garbo, spara a zero su Abramo: “Non siamo dei bambini a cui intimare le seguenti frasi: vi siete comportati male e io non vi invito più e neppure vi ascolto. E dove siamo, alle elementari? E che dire di quanto stia accadendo adesso: sono tutti fuori dall’Aula. In sostanza, comunque, è stato fatto largo spazio alla propaganda. Perché votiamo una pratica su cui nemmeno sappiamo se ci siano le indispensabili coperture finanziarie a supporto”.

Ore 17.43 Costanzo sceglie l’ironia e afferma: “Più Abramo si arrabbia, più certifica che noi abbiamo ragione. Devo inoltre ricordargli quanto detto da Carlo Tansi sul suo capo politico, definito Cetto La Qualunque, che lo controlla (Costanzo cita la nostra intervista rilasciata dall’ex direttore del dipartimento regionale della Protezione Civile su cui il coordinatore provinciale di Forza Italia Mimmo Tallini, così definito dallo stesso Tansi, ha ritenuto opportuno annunciare la querela dell’intervistato, della nostra testata giornalistica, del suo direttore responsabile e in ultimo anche di chi ha materialmente condotto l’intervista, ndr). Il fatto grave, però, è che da garante dell’assemblea il sindaco abbia mancato di rispetto agli oltre mille e seicento cittadini che mi hanno votato. Ma è il suo modo di fare con la gente”.

Ore 17.40 Celia: “Quanto fatto da Abramo oggi non fa bene alla sua salute, ma soprattutto a noi della minoranza e alla democrazia. Un padre-padrone, offensivo e tirannico. Ma ci deve rispettare, e non dirci non vi ascolto più, perché noi siamo stati eletti come lui”. Rincara la dose Costa: “Abramo ha dimostrato di gestire tale assemblea come gli pare e piace e nessuno glielo impedisce”. Costa difende inoltre Costanzo: “Su Giovino fu spina nel fianco e lo testimonio io, che pure spesso mi trovo in disaccordo con lui”.

Ore 17.31 Qualche consigliere – oltre al sindaco, subito dopo – fra cui Talarico, Riccio e alcuni altri sono fuori dall’Aula e dai corridoi arriva un vociare concitato. Piccolo confronto fuori microfono sugli spinosi argomenti in discussione, riferiscono i ben informati.

Ore 17.22 Riccio è furente. Non ha evidentemente gradito – e come potrebbe essere altrimenti, del resto – la stoccata del sindaco sulle “villette di Giovino”. Faccenda che meriterebbe un approfondimento, altrimenti resta un sasso in uno stagno che altera comprensibilmente il diretto interessato. Si tratta dell’ex componente di Catanzaro nel Cuore, sì rimbrottato dal sindaco ma mai quanto Costanzo. Un consigliere, quest’ultimo, a cui Abramo ha addirittura imputato lo scadimento di livello generale dei consigli comunali. La guerra è dunque iniziata e tutte le dichiarazioni al vetriolo sono registrate dai rispettivi microfoni. 

Ore 16.59 Sergio Abramo è caustico: non volevo intervenire, ma se mi provocate non posso farne a meno. “Facciamo squadra – ha sentenziato – questa è la notizia. E le delibere sono concertate tra me e i miei delegati di Giunta. A Costanzo ricordo che l’Europa non finanzia in via diretta, ma attraverso bandi ad hoc. A Riccio invece dico che quando è stato con il centrosinistra forse era troppo piccolo, perché né lui né l’intero fronte di Olivo ha lasciato un’opera a Lido. Altrimenti, mi smentisca. Eppure avete avuto 30 milioni di euro dalla Regione nel 2007, salvo andarvene senza aver messo in cantiere un progetto”. Poi il consueto match verbale con Costanzo: “Registra i tuoi interventi, che ormai sono fotocopie. E non mi interrompere quando parlo. Io non lo faccio. Mai”. Il sindaco successivamente si dichiara strenuo difensore del capoluogo: “Io, a differenza di altri, non ho accompagnato costruttori negli uffici dell’Urbanistica. Anzi, i miei colleghi imprenditori spesso li ho avuti contro per non averli accontentati. Senza contare che l’area delle villette di Giovino, Riccio sa bene dove sia”. Ecco allora che il primo cittadino lancia l’affondo e sfida la minoranza: “Certificate un accordo tra me e una o più ditte per lottizzare. Fiorita, tu sei una persona perbene, io non ti accuso, ma considera che dalla tua parte ci sono comportamenti inaccettabili. Mi avete offeso e denigrato, ma non denunciato. Ecco perché ve ne chiederò conto”

Ore 16.50 Antonio Ursino rinsalda l’attenzione su Giovino: “E’ la nostra ultima possibilità e lo sappiamo tutti. La minoranza, però, ci definisce sui social e sulla stampa una coalizione corrotta e che ha già deciso tutto da sola. Non è così. Di certo l’unico indirizzo scelto dal nostro schieramento è turistico, ma sempre assecondando le esigenze della città”. Il sindaco successivamente si definisce uno strenuo difensore del capoluogo: “Io, a differenza di altri, non ho accompagnato imprenditori da alcuna parte”.

Ore 16.44 Fabio Talarico replica a Costanzo: “Questa maggioranza ha dichiarato che non permetterà la realizzazione di impianti a Giovino che non siano di natura turistica. Non strumentalizzate posizioni che non esistono. Noi, in realtà, bocciamo le lottizzazioni”

Ore 16.32 Filippo Mancuso rammenta, anche per il suo ruolo di “pasdaran” del sindaco Sergio Abramo, quanto di buono fatto dall’Amministrazione, ma dà per così dire il via a un febbricitante Sergio Costanzo che risponde in blocco a tutti i colleghi del centrodestra e tira fuori la questione degli impianti sportivi. Altro che fiore all’occhiello – sostiene – sono un disastro. In particolare il Ceravolo. E che dire della situazione che si registra nell’Amc con la vicenda dei part-time? E la differenziata? Non proprio il manifesto di una Giunta e una maggioranza a prova di bomba”. Ma il leader di Fare per Catanzaro incalza infine l’Esecutivo su Giovino: “Se farete le cose perbene, vi aiuteremo anche.  Ma voi tutelate i palazzinari e adesso querelatemi che io per la mia città sono pronto ad andare anche in galera. Faccio pure una battuta sulla rotatoria sul Nalini, un’infrastruttura che servirà a far sentire la puzza del depuratore che non funziona”. 

Ore 16.25 Roberto Guerriero riflette sul fatto che oggi ci si esprime su un indirizzo politico e quindi – a suo avviso – non è detto che debba essere la Regione a finanziare il progetto sommergibile. Il Comune – spiega – se serve vada pure a Bruxelles, ma non faccia di un atto politico – pur benemerito – una questione mediante cui attaccare amministrazioni di segno diverso

Ore 16.22 Luigi Levato approva quanto avvenuto finora in Aula, pur stigmatizzando qualche intervento pervenuto dai banchi dell’opposizione, con questa motivazione: “Ecco un modo serio e costruttivo di confrontarsi in assemblea”.

Ore 16.20 Giuseppe Pisano spende parole di approvazione per la figura di Cardamone

Ore 16.18 Ezio Praticò loda il suo assessore Alessandra Lobello per l’ottimo lavoro svolto in occasione del Carnevale e bisogna dire che si tratta di complimenti meritati, poiché il giovane membro della Giunta brilla per una serie di iniziative in grado di riscuotere un certo successo

Ore 16.14 In Aula è arrivato anche Antonio Mirarchi di Catanzaro da Vivere, adesso lo spazio vuoto è solo quello di solito occupato da Merante e Triffiletti. Ma si nota di meno perché ad occuparlo per legittime e inderogabili esigenze di servizio, considerato che si lavora da un anno in una sede inadeguata dopo il crollo di un’Aula Rossa…consegnata al dimenticatoio, c’è il componente dell’ufficio stampa di Palazzo De Nobili, Andrea Celia Magno

Ore 16.11 E’ il turno di Eugenio Riccio: “Siccome vuol esaltare la risorsa mare della città, il vicesindaco va supportato. Ed io do un’entusiastica adesione”.

Ore 16.08 A intervenire è Gianmichele Bosco: “Cardamone ci paragona in qualche modo a Genova. Similitudine ardita”. Nel prosieguo, tuttavia, apre una finestra sulla spinosa questione di Giovino (pesanti le accuse di cementificazione selvaggia dell’area pervenute a mezzo social e stampa da parte della minoranza all’amministrazione Abramo nello scorso finesettimana, ndr) e chiede lumi sul coinvolgimento di Fincantieri nell’affaire sottomarino. In che modo – si chiede – sarà uno strumento di attrazione turistica?

Ore 16.05 Fabio Celia dice che quella del sommergibile è un’ottima idea, ma sul piano pratico si dichiara perplesso. “Vorrei saperne di più – afferma – sulla piastra logistica della nostra costa. Resta però un possibile volano di sviluppo per la nostra costa”.

Ore 16.02 Demetrio Battaglia interviene difendendo Cardamone: “Fiorita parla per invidia, avrebbe voluto essere lui protagonista di tale lodevole iniziativa”

Ore 15.56 Nicola Fiorita – che apre il giro degli interventi – si dà al sarcasmo: “mentre il vicesindaco affonda, cerca un sottomarino”. Dopo la boutade, corregge però leggermente il tiro:” l’idea è brillante. Certo, considerata l’aria che tira, i bookmaker non danno i favori del pronostico a Cardamone. Ma noi siamo con lui. Staremo in questo caso al suo fianco perché siamo sempre con Catanzaro”

Ore 15.56 Commosso ricordo del presidente Marco Polimeni di Antonio Davoli e da parte di Lorenzo Costa dell’ex assessore Aldo Stigliano Messuti. Ambedue sono recentemente scomparsi

Ore 15.42 Seconda delibera in discussione – ma solo sulla carta, dopo la rituale approvazione dei verbali delle sedute precedenti – e a prendere la parola, per la relazione di prammatica, è Cardamone mentre Merante e Triffiletti mancano. Parrebbe allora che non fosse un contrattempo, il loro. E’ quasi impossibile, infatti, che sia capitato in contemporanea ad entrambi. Prove tecniche di pace quindi miseramente fallite o almeno chiaro avviso ai naviganti lanciato all’ala talliniana: la tregua resta armata e le carte le dà sempre il nutrito ed eterogeneo gruppo Abramo

Ore 15.39 Appello in corso e il clima si scalda subito. Aria di guerra nella “parte alta” dei banchi di Forza Italia

Ore 15.33 Primo punto all’ordine del giorno la pratica sul Museo del Mare e a essere ancora assenti – insieme a pochi altri colleghi – sono Giovanni Merante e Antonio Triffiletti. Solo un piccolo, si fa per dire, ritardo ovvero ormai è rottura insanabile con il vicesindaco Ivan Cardamone che del progetto è “padre putativo”?

Ore 15.24 Molto prima che iniziasse l’assemblea, scambio di battute non proprio all’insegna della simpatia fra un assessore di una certa corrente e un giovane consigliere di un’altra. Aria pesante, dunque. Chissà se ci saranno strascichi durante la seduta

Ore 15.21 Mai vista tanta attività preliminare prima di una civica assise, sembra di essere in una riunione sindacale: per cercare di evitare contrasti si concerta su tutto. Basterà? Difficile

Ore 15.15 In previsione di una seduta-fiume di consiglio comunale, in Aula si aspetta “beckettianamente” Godot. Già tre quarti d’ora di ritardo sul previsto avvio dei lavori.

© Riproduzione riservata.

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