Calabria7

Consiglio Comunale Catanzaro: Merante, “se Cardamone continua a parlare fatelo allontanare dai vigili”

di Danilo Colacino 

Ore 17.52 Ultimo punto all’ordine del giorno (che ottiene il via libera con 17 sì, 4 voti contrari e un astenuto della maratona consiliare odierna: approvazione del bilancio di previsione finanziario 2019/2021 (artr. 151 — 174 del d. lgs. n. 267/2000 e art. 10 e 11 d. lgs. n. 118/2011). Nel frattempo Filippo Mancuso dice che il Comune di Catania, per il default, non ha pagato gli stipendi. E a seguire Mirarchi: “Prima dell’estate abbiamo tenuto diverse Commissioni con gli assessori Migliaccio, Lobello e Longo, sulla pineta di Giovino, verificando lo stato delle staccionate e della segnaletica nella pineta di Giovino”. Riccio però rilancia: “Occupatevi di più del vostro, della delicata funzione che ricoprite senza incidere. E state tranquilli che senza l’opposizione di questo argomento neppure si sarebbe parlato”

Ore 17.47 L’emendamento di Riccio viene ritirato dallo stesso consigliere – che lo aveva presentato circa mezz’ora prima – in cambio del formale impegno da parte del sindaco a reperire risorse in favore della pineta di Giovino

Ore 17.40 E’ l’ora del fuoriprogramma, torna Bosco e prende la parola, concludendo riferendosi all’asilo Pepe che versa in condizioni disastrose.

Ore 17.34 Palla di nuovo a Merante per dichiarazione di voto: “Il Bilancio è tecnico, ma il controllo è politico. Questo documento non è virtuoso, è credibile”. Smorza i toni, dunque. Almeno così sembra e chiude il suo intervento mentre continua la votazione”

Ore 17.31 Costanzo replica ad Abramo: “Lei ha parlato di consenso. C’è chi ci arriva attraverso la politica e chi lo fa mediante la gestione. Poi lei fa sempre riferimento a catastrofi nei Comuni calabresi, mi porta qui un esempio di un singolo lavoratore non pagato a Cosenza, Reggio, Vibo e così via. Altrimenti è bravo solo lei”.

Ore 17.13 E’ ancora la volta di Abramo. “Sono sempre attento – spiega – alla gestione amministrativa. Lo sapete tutti. Rosario Mancuso non ha accusato Falcomatà di aver portato il Comune al dissesto finanziario, ma di averlo certificato all’Anci. Comunque sia, questa è una situazione drammatica. Soprattutto per i lavoratori, che corrono il rischio di non percepire lo stipendio a lungo. Guai, quindi, ad avere i conti in rosso. Ecco perché noi stiamo attentissimi. Il depuratore di Catanzaro quando puzza ha una quantità di fanghi che non riesce a smaltire. Se fosse diversamente la Procura lo sequestrerebbe e questo è noto”.

Ore 17.04 Riccio dichiara che si asterrà sul Bilancio: “Abramo su questo terreno, dove mai lo affronterei, ha qualità taumaturgiche. Complimenti pure al dottore Lino Costantino, a cui va dato atto che non scappa. E lavora bene. Solidarietà poi a Rino Colace (coinvolto in una recente inchiesta giudiziaria per un incarico pubblico, ndr) che ha speso molto del suo tempo per questa città. Io inoltre sono due anni che presento l’emendamento sulla pineta di Giovino che dovrebbe avere la stessa dignità del Parco della Biodiversità”

Ore 17.01 La vicepresidente del consiglio comunale Gallo mette in risalto: “La gestione delle finanze comunali è stata perfetta, ce n’è dà atto IlSole24Ore e così abbiamo evitato il default. E’ stato però un lavoro corale, che va premiato e i complimenti vanno a tutti. Compreso il mio gruppo”.

Ore 16.50 Filippo Mancuso: “Chi conosce la verità e non la dice è strumentale. Noi del gruppo Catanzaro con Abramo su Giovino siamo sulla posizione del sindaco, per lo sviluppo armonico di Giovino nel campo della ricettività e del turismo. Siamo aperti a tutte le situazioni, però. Adesso tuttavia fatemi parlare di Bilancio, su cui dissento dal mio collega e omonimo Rosario Mancuso. Il rendiconto è nostro e ce lo votiamo noi, assumendocene la piena responsabilità. Certo è ingessato come dicono Costanzo e Guerriero, ma ci salva dai commissariamenti. Un equilibrio raggiunto pure l’anno scorso”.

Ore 16.35 Costanzo: “Voi non siete all’altezza di ribattere a questa minoranza, a cui cercate di non dare voce. Ma politicamente non siete in grado di attaccarci”. E replica inoltre a Rosario Mancuso che ha stigmatizzato i problemi del sindaco Giuseppe Falcomatà a Reggio. Conclude però affermando: “Al Politeama vanno troppi soldi. Il teatro ha ben tre direttori artistici e di questo nessuno ne parla (in realtà ha un sovrintendente e due direttori di area artistica, circostanza che rappresenta comunque un unicum a livello nazionale soprattutto per strutture di queste dimensioni, ndr). Ma i lavoratori delle partecipate poi non hanno soldi”

Ore 16.14 Ursino precisa – su una sollecitazione di Riccio, che dichiara egli stesso di aver letto la dichiarazione sul nostro resoconto live su calabria7.it – e dice in risposta al collega e sotto forma di chiarimento a tutta l’Aula: “Siamo aperti a ogni  proposta del sindaco, a condizione che siano rispettate le linee guida sotto il profilo dello sviluppo economico e turistico del verde. Non si può realizzare, su 280 ettari di terreni, il 100% di alberghi e strutture ricettive”

Ore 16.11 Il sindaco, oggi chiamato agli straordinari, relaziona pure sul documento unico di programmazione (Dup) — periodo 2019/2021. Discussione e conseguente deliberazione ( art. 170, comma 1, del d. lgs. n. 267/2000). L’assemblea dà il via libera con 18 sì, 4 no e un astenuto: Eugenio Riccio

Ore 16.05 Guerriero non rinuncia alla polemica: “Un maldestro errore di Ursino sulla questione Giovino è palese. Ma preciso che non ho alcunché contro di lui e neppure nei confronti dello stesso Mirarchi. Ma quest’ultimo non fa, mai, un intervento politico. O chiediamo troppo. Ursino, noi dobbiamo sapere se gli atti si condividono con il presidente della Commissione Mirarchi o meno. Le sue presenze sono un altro fatto, ma non deve abdicare al suo ruolo. Tu, Antonio, sgusci davanti alle decisioni. Ti nascondi. E resti sempre in silenzio”.

Ore 16.02 Tranquilli non siamo ‘rinco’ e ridiamo quanto ci definite inadeguati. Tuona Antonio Ursino, che prosegue: “Non è in discussione Giovino. Di cosa, allora, doveva relazionare Mirarchi. E poi, state calmi, noi vogliamo dare a tale area solo una vocazione turistica mentre, in parte minoritaria, il 40%, da dedicare alle villette”

Ore 15.54 Mirarchi torna e si dedica – per così dire – a Guerriero: “Mi spieghi il signor consigliere in questione cosa significa che le sedute vanno deserte? Mi pare che lei dica tutto e il suo contrario. Poi, se io sono inesperto, preferisco rimanere tale. E me ne vanto. Verificate il mio lavoro. Io, su Giovino, non mi nascondo. Sulle Commissioni, invece, il regolamento prescrive che le si debba chiudere dopo il secondo appello a cui si riscontra la mancanza del numero legale”. Guerriero però replica: “Lei è un dipendente dello Stato. Io no”

Ore 15.51 Si vota il documento unico di programmazione (Dup) — periodo 2019/2021. Discussione e conseguente deliberazione ( art. 170, comma 1, del d. lgs. n. 267/2000), a cui arriva il disco verde con 21 favorevoli e 5 contrari

Ore 15.42 La manifestazione su Giovino era concepita fin dall’inizio. Parola di Abramo. Non si tratta di una toppa o di un ritardo. Io, oltretutto, non parlo di tripartizione come dite voi. Questo è stato, in sintesi, il mio pensiero sul delicato argomento. Una materia ostica. Se la pratica non è perfezionata, comunque non può andare in Consiglio. Tanto rumore per nulla, dunque.

Ore 15.39 Fiorita si associa a Merante: Mi dia la normativa, che così anch’io mi farò riprendere

Ore 15.33 Riccio avvisa che “sul sito del Comune – riguardo alla Catanzaro Trasparente – alla sezione performance dei dirigenti dell’Urbanistica variante e tripartizione non ci sono. Sindaco coinvolgiamo i cittadini, i quali hanno sempre ragione, non come una parte dei membri della maggioranza che neppure sanno di cosa si sta parlando oggi”

Ore 15.24  Merante continua a ‘silurare’ al microfono Cardamone – con dichiarazioni registrate e pubbliche, che portiamo all’attenzione dei lettori in ossequio al diritto di cronaca, costituzionalmente garantito – profferendo nei suoi confronti frasi al vetriolo: “Il dipendente della struttura regionale ha riferito in maniera sgrammaticalmente inacculturata una serie di circostanze. E mi fermo qui altrimenti rientra in quest’Aula. Sindaco lei fa parte di Forza Italia e pure Polimeni, quindi entrambi lo richiamino”. Ma Cardamone c’è. Merante, comunque sia, continua poi su Cardamone: “Io lavoro e garantisco un emolumento a 140 persone. Di altri, che mi chiamano ripescati, non conosco l’occupazione. Io ho invece rispetto di Levato che ha doppiato Cardamone il quale offende gli assessori ripescati Alessio Sculco e Danilo Russo e il consigliere Antonio Angotti e i colleghi neofiti, come vengono definiti, i quali però hanno appreso alla svelta le regole del gioco”.

Ore 15.06 Costanzo precisa: “Pisano le denunce noi le abbiamo già fatte. Stai sereno. E non ho alcun rapporto con dirigenti e funzionari degli Uffici comunali come l’Urbanistica. Anzi con alcuni ho anche contenziosi pendenti. Poi legge atti della Procura che parlano di atti perfezionati da ex consiglieri forzisti”. Costanzo che parla fino alle 15.15 incalza il sindaco con una serie di domande su Giovino: lei è o non è per la tripartizione? Che farà sulle prossime pratiche che saranno portate al vaglio dell’Aula? E così via

Ore 15 Guerriero su Mirarchi: Viene, fa la morale, si guadagna il suo gettone di presenza con 5 minuti in aula e va via. Complimenti. Ecco chi è il presidente della commissione urbanistica. Me ne duole di averlo attaccato quando era in lutto ma se noi, io e Bosco, ignari del suo momento sbagliammo, Mirarchi comunque ci rispose subito. Da quando c’è lui alla presidenza della Commissione il 90% delle sedute va deserto per mancanza del numero legale. Di conseguenza o è sfiduciato dalla sua maggioranza o è incapace. Senza contare che dovrebbe essere qui a relazionare, ad informarci dei lavori della Commissione e invece, ribadisco, viene, firma, prende il gettone e se ne va”

Ore 14.58 Il presidente Mirarchi telefona a noi di calabria7.it e precisa – in una dichiarazione resa al nostro giornale – di essere presente a Palazzo De Nobili ogni mattina, sin dal 2017, con questa cadenza: dopo essere stato al lavoro dalle 7 alle 8.30, fare commissione fino alle 10.30, tornando infine alla sua abituale mansione occupazionale sino alle 13″

Ore 14.55 Antonio Triffiletti precisa a Manuela Costanzo i termini del confronto tra lui, Merante e il sindaco, alle provinciali. “Noi abbiamo detto sempre no, anche quando hanno tentato di comprarci con qualche posto in struttura  sulle spalle dei colleghi, a un vecchio volpone che, pur messo da parte, vuole ancora tenere in pugno il consiglio comunale. E che dire di chi ha paura d’affondare e si è piazzato il sommergibile”

Ore 14.52 Riccio bacchetta il sindaco: “Non si può fare una variante a un atto scaduto (il piano attuativo del Prg, ndr). E’ l’Abc. Come si può sbagliare così”

Ore 14.43 Mirarchi risponde a Guerriero e precisa “sono andato in ospedale a fare un Pac cardiologico prenotato da tempo”. Ed esibisce le carte, come si dice in questi casi. “Non si permetta Guerriero – aggiunge Mirarchi – di asseverare la tesi che io scappo dall’Aula quando si vota su Giovino o altre pratiche. Ma forse è abituato a fare sfilate di moda e non politica”. Ma Guerriero non ci sta e cerca di zittire Mirarchi che a sua volta lo accusa: “L’anno scorso, nel giorno della morte di mio suocero, mi ha fatto le condoglianze salvo poi attaccarmi sulla stampa. Io ho un lavoro, eppure sono sempre qui, mentre a lei non la vedo. Mai”. Mirarchi poi abbandona l’assise con un gesto di stizza rivolto a Guerriero

Ore 14.40 Al dipendente Cardamone che mi accusava prima di narcisismo e a tutti gli altri dico che autorizzo chiunque alla videoripresa dei miei interventi ai sensi delle normative vigente. Le nostre sono sedute pubbliche e in cui si discute di città. Altro fendente ai vertici di Forza Italia, che non avrebbero – diciamo così – un contraltare da proporre

Ore 14.34 Le pratiche sull’Imu e il piano triennale dei Lavori Pubblici – al vaglio dell’assise quasi in maniera congiunta – passano rispettivamente con 20 sì e 6 pareri contrari nonché con 22 sì e 5 no. Ma prima Fiorita definisce imbarazzante quanto successo con Cardamone. Merante – a seguire – rincara la dose, riservandosi di tornare sulla questione appena il regolamento lo consentirà. Lo stesso consigliere parla di squallore in Aula e chiarisce alla Migliaccio: “Lei è una valente assessore, ma è Forza Italia che la vuole fare fuori. Peccato solo abbia firmato il documento che decretava il mio isolamento politico. Lorenzo Costa, invece, come capogruppo del Pd si dichiara indisponibile a qualunque dialogo con la maggioranza su Giovino o la pineta di Siano. L’area deve mantenere la sua vocazione naturalistica. Punto e basta

Ore 14.16 Bosco va via e parte la gag: consegna la penna rotta, che lancia sul suo banco a ogni intervento, alla maggioranza. Un gruppo che lo saluta ironicamente con il gesto del ciao. Succede anche questo mentre infuriano le polemiche

Ore 14.10 Parte la votazione sulle prime due delibere e Polimeni prova a smorzare l’asperrimo battibecco Cardamone-Polimeni e intanto si becca gli improperi di Costanzo per la sua gestione del dibattito. Ma il giovane presidente prova a districarsi fra i marosi di un Consiglio oggi molto agitato e gliene va da atto. Polimeni poi sceglie l’ironia di un accento per ‘difendersi’. La colgono in pochi, ma è davvero tagliente

Ore 14.01 Cardamone interviene per fatto personale: Chiedo scusa a tutti, ma Merante se ravvisa un calo di attenzione prende la parola. E’ un fatto patologico per il suo conclamato narcisismo. E’ un ripescato che vuol fare il guastatore. Meno male che fosse assente all’ultimo civico consesso. Ce ne siamo giovati tutti: centrodestra e centrosinistra. Come assessore nella scorsa consiliatura ha fallito in tutto. Ha avuto da Abramo più deleghe di un primo ministro, ma è stato un disastro anche sul mercato di Via Teti che in cinque anni non è riuscito a spostare. Vada nella minoranza con i cui membri messaggia in continuazione. Se lo volete, oltre a dialogare, prendetevelo. Tanto la sua strategia è chiara come il sole. Ricordo quando Wanda Ferro ti ripescò ancora da assessore, anche lei, dal momento che hai fatto una lista ma hai avuto risultati scarsissimi. Ci liberi dunque dal ‘Merante quotidiano’ che è superato. Sei fuori da Forza Italia. Non sei un tesserato, semmai uno che ha goduto di una fiducia immeritata. Se il nostro partito non ti sta bene, transita nel Gruppo Misto o nell’opposizione, a patto che ti vogliano”. 

Ore 14.01 La vicepresidente dell’assemblea Roberta Gallo è perentoria: “Assistiamo da qualche mese ad attacchi proditorii ai danni del partito, di un nostro assessore del valore professionale di Modestina Migliaccio, e all’intera maggioranza, che pur costituita da neofiti, lavora malgrado un comprensibile rodaggio. Molti però esagerano con le parole a cominciare dal collega Merante. E’ intollerabile. Non si mistifichi la realtà e non si accusino i miei assessori di non leggere quanto firmato. È falso oltreché oltraggioso”.

Ore 13.56 Filippo Mancuso prova a rasserenare gli animi, riportando delle pratiche all’ordine del giorno

Ore 13.50 Esprimo il mio sdegno personale – tuona Manuela Costanzo – su teatrini e giochetti: “La minoranza è nervosa e sfibrata, perdendo di dignità, e accusa una persona del valore dell’assessore Migliaccio. Merante si è isolato dalla maggioranza e questa non è comunque la sede adatta per affrontare i problemi all’interno di Forza Italia”.

Una volta, non molto tempo fa, un fatto del genere non sarebbe di certo accaduto, ma forse è proprio vero il proverbio che recita: “Gli assenti hanno sempre torto”

Ore 13.47 Luigi Levato, capogruppo di Forza Italia, afferma: “Ci chiamano il partito e la coalizione del mattone e ci augurano processi che non auspicherei per alcuno. La Migliaccio non ha bisogno di fiducia e non la sfiducerei per una mera svista”. Levato glissa però sull’attacco ferale di Merante a Cardamone

Ore 13.44 Arriva puntuale una delle solite battute di Fabio Talarico a Bosco: “Ma le pause (talvolta sembra infatti Adriano Celentano, ma lo fa in modo calcolato, ndr) sono computate nel tempo che ha disposizione per parlare”. Costanzo viceversa, prendendo a pretesto le manifeste idee politiche di Bosco, di cui è amico, intona in maniera scherzosa “Avanti popolo alla riscossa…”

Ore 13.35 E pure Bosco piazza la bandierina della stilettata alla Migliaccio, dopo aver detto: “Io non condivido in quasi nulla Merante, ma oggi ha ulteriormente spaccato una maggioranza che si va sfaldando”

Ore 13.26 Mentre al microfono c’è Gianmichele Bosco, fa ancora discutere l’allusione di Merante alla Banda Bassotti. Frase registrata, ma stavolta scommettiamo che non ci saranno querele. Altrimenti salta tutto”

Ore 13.17 ‘Linea’ a Roberto Guerriero e sono altre raffiche di mitra: “Il sindaco non favorisce i palazzinari, ma fa costruire un edificio su un campo di calcio, ancorché privato, dove giocavano i ragazzini. È di sicuro colpevole però di non aver avuto il coraggio di denunciare tante nefandezze”. Ma Guerriero è un fiume in piena: “C’è un presidente della commissione Urbanistica, Antonio Mirarchi, che viene qui, prende la presenza e poi va via. E’ un fatto inaccettabile. A Pisano invece dico: se ti chiamano per raccomandazioni è un problema tuo”

Ore 13.12 Interviene Giovanni Merante.” Ero assente giustificato – afferma – all’ultimo consiglio comunale, ma ho letto molto sulla stampa. Da consigliere ripescato di Forza Italia e salvato dal sommergibile del vicesindaco Cardamone, devo però oggi trarre sul dibattito inerente a Giovino un’altra considerazione. Una riflessione sul mio partito, da cui nessuno è riuscito a cacciarmi malgrado un grande impegno. Io e il collega Antonio Triffiletti abbiamo idee chiare e in Consiglio il vero problema è Forza Italia con alcuni maggiorenti di Palazzo Campanella che si arrogano le sorti di controllare il civico consesso. Ma non possono e neppure hanno il potere di toglierci dalla maggioranza”. Cardamone si agita e Merante chiede di tacitarlo in malo modo: “O lo fate tacere o lo allontanino i vigili”. Ecco il bubbone che scoppia. “Fate poi parlare – chiosa Merante – la Migliaccio, che non si sente. Mai”. Stavolta è difficile mascherare il tutto con speculazioni giornalistiche partigiane, di fronte a una bomba del genere

Ore 13.08 Il consigliere regionale Enzo Ciconte vuole dire la sua su Givino: non roviniamo il polmone verde di Giovino. Abramo ha finora avuto la grande fortuna di proseguire il lavoro fatto e le idee sviluppate dagli altri. Oggi deve iniziare a programmare. Non vanifichi tutto, allora. Non si occupi di area A, B e C, mentre ad esempio il centro storico langue. Su Giovino facciamo un percorso tutti insieme. E poi sul depuratore che doveva essere completato entro un anno dalle elezioni e dopo tre è ancora in alto mare cosa dite? Un sindaco, si badi, deve risolvere i problemi

Ore 13.02 E’ il momento di Fabio Celia. Nella zona Sud e a Lido – dopo aver subito l’insediamento commerciale del Parco Le Fontane – insistere con la vocazione commerciale di Viale Crotone distruggerà tutto il resto. Sarebbe dunque una follia continuare. Dovrete calmierarvi meglio. E il sindaco se ne potrà rendere conto frequentando Lido il sabato e la domenica. Sono poi decenni, da quando io ero piccolo e ci passavo con mio padre, che la gente in transito nei pressi del depuratore è costretta a tapparsi il naso e siamo alle porte di Lido

Ore 12.57 Giuseppe Pisano incalza: Se avete le prove di quanto dite andate a Piazza Matteotti (in Procura, ndr) a denunciare e non fate chiacchiere sulla stampa, che si presta a darvi credito. Io, nel mio piccolo, quando mi chiedono raccomandazioni per i concorsi, rispondo di non poterlo e volerlo fare. Punto e basta. Io inoltre, essendo ancora fieramente comunista e tesserato come tale, sabato sarò da Fiorita. E’ un incontro aperto e io vi prenderò parte

Ore 12.48 Nicola Fiorita al presidente Polimeni: sia inflessibile custode delle regole e scandisca meglio il tempo degli interventi. Sul piano politico dico che spesso vi fate del male da soli e noi ne saremmo contenti se non faceste così anche del male alla città. Parte poi l’ennesimo affondo alla Migliaccio. Una cosa scontata, sembra ormai il tiro al piattello. Mi chiedo poi chi pagherà i danni per gli errori commessi? Oppure c’è qualcuno che trama contro il sindaco? In altri termini, di chi è la colpa di quanto sta accadendo? Ed ancora che dire della tripartizione su Giovino, un altro sbaglio. C’è inoltre l’apertura a un’ampia contrattazione con il privato. Un grosso rischio. Il bando internazionale è riservato ai sette proprietari dell’area o agli imprenditori che preventivamente acquisteranno parte dell’area. Noi sabato faremo già l’assemblea pubblica con tutti i portatori d’interesse di Giovino, non le pare di essere un po’ in ritardo? Venga allora sabato alle 17 al Dopolavoro ferroviario. Ma se ci sarà, azzeri la tripartizione e torni alle linee-guida del vecchio Psc. Metta insomma all’angolo i signori del mattone

Ore 12.45 L’assessore…della discordia, verrebbe da dire. Povera avvocato Migliaccio, il sindaco si allontana dall’Aula senza difenderla

Ore 12.39 Interviene Riccio: Apprezzo la pacatezza odierna del sindaco, a cui dico che su Giovino non vogliamo il modello Calabria anni ’70, ’80 e ’90. Riccio, la volta scorsa rimbrottato sul punto dal sindaco insieme a Costanzo, annuncia di volersi dissociare dalla delibera. Io poi approvo la sua presa di posizione di ieri, perché ha sfiduciato a mezzo stampa l’assessore Modestina Migliaccio. Lei è andato in una direzione diametralmente opposta ed è evidente. Parrebbe insomma che il lavoro della titolare della delega all’Urbanistica non venga condiviso. ha sbagliato e virato sulla questione palazzine, ma c’è chi ancora non lo fa

Ore 12.36 Polimeni rintuzza le accuse dell’opposizione: Il sindaco ha avuto 6 minuti in più, perché ha parlato in luogo dell’intera Giunta. La minoranza però risponde: interpretazione parziale e personale del regolamento

Ore 12.27 Il sindaco prova a tendere la mano alla minoranza: ragioniamo insieme su Giovino e facciamo del bene alla città come quando abbiamo impedito che si costruisse a meno di 200 metri dal porto, proprio per evitare lottizzazioni. Sul depuratore la ditta, per problemi interni all’Ati, legati alla ‘bollettazione’ ha avuto dei contenziosi al suo interno. Ha quindi chiesto delle precise garanzie, una fideiussione. Ma non è servito a molto. I 14 milioni e mezzo di euro sul sistema depurativo sono nostri. Sono insomma restati a noi. E ci sarà dunque un sistema nuovo che eviterà i cattivi odori, sarebbe allora auspicabile non spostarlo

Ore 12.21 Lo notiamo soltanto adesso, ma il vicesindaco e assessore alla Cultura Ivan Cardamone si è seduto accanto al suo capogruppo Luigi Levato, tornando a essere un ‘semplice consigliere comunale’. Chissà forse vuole dargli manforte o dare plasticamente l’idea della compattezza all’interno del gruppo di Forza Italia in cui, come noto, non mancano i dissidenti. E che dissidenti. Nel frattempo però torna al proprio posto

Ore 12.15 Il sindaco su Giovino spiega: Faremo entro fine mese l’incontro con gli ordini professionali inerente a Lido. Benché non sia un tecnico di Urbanistica, vi dico però che Giovino è in sostanza una macro-area con tre comparti. Ma noi parliamo di Giovino prima del Piano Regolatore, dal momento che se non ci fossero risposte sotto il profilo turistico relativo ai 100 ettari oggetto del bando internazionale converrà inserirla nel nuovo Prg come area verde. Non dimenticando che abbiamo vinto i ricorsi al Tar e al Consiglio di Stato. Ma senza accordo, dovremo cancellare anche quella zona. Ecco perché faremo un convegno in maniera molto trasparente. Dobbiamo tuttavia procedere, altrimenti gli interessati ai bandi ci denuncerebbero per averli bloccati. Ma se il privato non sarà interessato alla realizzazione di strutture ricettive, rimarrà un polmone verde

Ore 12.09 Demetrio Battaglia stigmatizza che si va fuori tema. Ma ci avete definito i Cavalieri del Mattone. Io sto imparando qualcosa in politica e so che Costanzo conduce una battaglia contro i mulini a vento. Noi non edificheremo villette e villini, ma daremo una vocazione all’area in questione. E voi ne siete consapevoli e temete quanto di positivo faremo. Il sindaco non ha commistioni con i costruttori. Il nuovo depuratore, poi, eliminerà l’emissione di cattive esalazioni. A questo aggiungasi che ci vorranno tre anni in meno di tempo, ma voi strumentalizzate tutto. E’ la vostra mission

Ore 12.00 Prende la parola Sergio Costanzo e fa subito capire che di bilancio non parlerà. Anzi, tutt’altro. Abramo viene eletto nel 1997 e nel 2002 quella Giunta è commissariata dalla Regione per il Prg. Nel 2005, invece, prima di dimettersi per candidarsi a governatore fa approvare una variante Urbanistica con altri consiglieri e dirigenti che prevede un insediamento di 10mila persone a Giovino e altre opere primarie, collocando il comparto in zona G. Si va quindi avanti con Olivo che ribalta un po’ tutto nel 2007 e a seguire si arriva al 2014 con ancora Abramo in sella. Perché se per il nuovo Psc ci vorranno 9-10 mesi perché si accelera e si bocciano quanti avevano accesso al Psc a titolo gratuito. Noi, viceversa, dividiamo le aree tra Bellino e Giovino. Certo, Abramo ha fatto marcia indietro discostandosi per i burocrati ma resta ancorato al concorso di idee che a noi non piace. Senza contare l’importanza di un’armonizzazione con il Piano Spiagge. Un raccordo fondamentale. Lei si è scagliato contro di me, ma sul depuratore e altri temi avevo ragione io. C’è infine chi mi ha attaccato vilmente, ma malgrado abbia gestito potere in questa amministrazione e sia sostenuto a spada tratta dal suo mentore alle elezioni viene puntualmente doppiato

Ore 12 Ci sono dirigenti e il collegio dei revisori dei conti al gran completo, oggi in Aula. E non accade spesso, ma è notissimo come il documento economico-finanziario di un ente pubblico sia prioritario.

Ore 11.52 Inizia anche la relazione sulla conferma aliquote tributo sui servizi indivisibili (Tasi) per l’anno 2019

Ore 11.43 Il presidente del consiglio comunale Marco Polimeni richiama i capigruppo al rispetto dei tempi del dibattito, considerata la presenza di tutti i dirigenti in Aula. Il sindaco Sergio Abramo inizia a leggere la relazione sulla conferma delle aliquote e detrazioni imposta municipale propria (Imu) anno 2019, primo punto all’ordine del giorno

Ore 11.40 Finalmente si procede con l’appello. A breve si parte, dunque

Ore 11.37 Le concertazioni si sprecano, mentre la campanella suona e sembra il refrain de ‘E La Nave Va’ di felliniana memoria

Ore 11.34 Più di qualcuno, anche nelle alte sfere, è scuro in volto. La sensazione sempre più evidente è che gli equilibri siano precari e basti poco per far ‘saltare il banco’. Certo, nessuna maggioranza cadrà oggi o fra qualche giorno, ma potrebbero lo stesso volare gli stracci

Ore 11.28 Il vicesindaco Ivan Cardamone catechizza i suoi e avverte gli alleati, “se succede questo” – ma noi non riusciamo a capire cosa – “ci alziamo e ce ne andiamo”. Tu chiamala se vuoi…maggioranza unita

Ore 11.22 Suona la campanella della sala consiliare di Palazzo di Vetro, che ospita ormai da oltre un anno i civici consessi in attesa del ripristino dell’Aula Rossa in Comune, ‘fusse che fusse la vorta bbona’ per iniziare? Staremo a vedere. Intanto i minuti di ritardo sulla tabella di marcia stanno per salire a 90.

Ore 11.19 In Giunta non sono rose e fiori, si sa, ma cosa avranno  nell’occasione da dirsi in maniera perentoria l’assessore Modestina Migliaccio e la sua collega Alessandra Lobello? Sembra tutttavia solo un normale chiarimento

Ore 11.16 Si accettano scommesse: quanto farà durare i lavori il ‘Giovino-gate’, vale a dire il cold case della politica catanzarese terrà banco? Claro che sì

Ore 11.10 Sui banchi della minoranza si studia in vista di interventi verosimilmente incandescenti. Tra i banchi della maggioranza, invece, si registra una piccola discussione accademica fra ‘pochi intimi’. Niente di serio, per così dire

Ore 10.41 In compenso, però, c’è l’assessore al ramo Domenico Cavallaro che presta attenzione a Francesco Mardente, noto e apprezzato componente del Meet Up dei Cinquestelle catanzaresi, sull’attuale situazione di Via Basilicata – nel rione Corvo – in cui per uno scarico abusivo di rifiuti in micro-discariche in cui ci sarebbe anche dell’amianto, che potrebbe tuttavia essere stato nel frattempo rimosso, è stato interdetto l’accesso al transito dei mezzi

Ore 10.38 Le consuete riunioni, formali e informali, pre-seduta devono essere febbrili, altrimenti non si spiega il perché l’Aula sia ancora quasi desolatamente vuota. A fare eccezione, in senso positivo, la parte dirigenziale con su tutti la segretaria generale Vincenzina Sica e il jolly di vari enti – per le sue indubbie capacità tecniche e qualità morali – Tonino De Marco.

Ore 10.20 Seduta odierna di consiglio comunale molto attesa – nelle previsioni ‘fiume’ – e non già per la pur importante pratica sul bilancio di previsione in discussione, ma per la rovente polemica su Giovino e altri temi caldi della situazione politica locale. Già circa mezz’ora di ritardo sull’avvio dei lavori, però questa sì che è una non notizia. 

 

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