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Consiglio comunale Catanzaro, via libera alla risoluzione per salvare il S. Anna (VIDEO)

di Bruno Mirante – “Il Consiglio Comunale di Catanzaro, con la presente risoluzione, propone un intervento immediato, perentorio, incisivo ed efficace – coinvolgendo anche la classe dirigente, quella medica, quella politica-parlamentare e quella accademica del territorio – affinché si trovi una soluzione urgente ed immediata che garantisca la continuità delle prestazioni al Sant’Anna Hospital, salvaguardando sia la salute dei pazienti sia l’ubicazione a Catanzaro di tale indispensabile centro cardochirurgico. La presente risoluzione viene inviata al Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte e al ministro della Salute Roberto Speranza perché assumano ogni iniziativa utile a salvaguardare le eccellenze del Sant’Anna Hospital, i suoi livelli occupazionali e le prestazioni erogate sul territorio, anche in considerazione che il commissario ad acta alla Sanità in Calabria e la triade commissariale dell’Asp di Catanzaro sono espressione del Governo nazionale di cui loro stessi sono la più alta rappresentazione”.

E’ quanto si legge nel deliberato della risoluzione approvata all’unanimità dal Consiglio comunale di Catanzaro alla presenza del presidente del Cda della struttura d’eccellenza, Gianni Parisi. Al lungo dibattito che ha preceduto l’approvazione della risoluzione hanno portato il loro contributo i consiglieri comunali Sergio Costanzo, Eugenio Riccio, Giuseppe Pisano, Nunzio Belcaro, Filippo Mancuso, Maurizio Mottola D’Amato, Roberta Gallo, Antonio Ursino, Lorenzo Costa, Enrico Consolante, Raffaella Sestito e Giovanni Merante. Dopo gli interventi politici, è intervenuto il presidente del Consiglio d’amministrazione della clinica, Parisi: “Al 26 dicembre avevamo in programma 292 interventi all’esito dei quali le persone continuano a vivere e 1400 controlli post-operatori. La prima migrazione che rischiamo è quella dei pazienti, ma anche quella dei dipendenti, professionalità che tutta Italia ci invidia. Dobbiamo intervenire, insieme, in maniera tempestiva – ha detto Parisi rivolgendosi all’aula. “La problematica attuale che investe il Sant’Anna non ha nulla a che vedere con l’indagine della procura. Riguardavano il reparto Utic che oggi non viene più utilizzato. Sono fatti circoscritti per i quali ci sarà un giusto processo. Altra cosa è il piano amministrativo. La crisi di liquidità non è causata dalla vicenda giudiziaria, è causata dal mancato introito delle spettanze dovute con l’accreditamento.  Al sindaco di Catanzaro oggi – ha aggiunto Parisi –  affidiamo la nostra vertenza perché siamo convinti che senza confronto istituzionale non si possano trovare soluzioni percorribili”.


Abramo: “Siamo pronti a occupare la Regione”

“Se il Sant’Anna chiude dimettiamoci tutti e chiediamo che facciano lo stesso i nostri rappresentanti in parlamento”. Questa la proposta provocatoria lanciata dal sindaco Sergio Abramo nel suo intervento. “L’unico modo per essere ascoltati è quello di protestare anche in maniera clamorosa, occupando insieme ai lavoratori la Cittadella, perché i problemi della sanità calabrese partono da lontano e si riverberano in situazioni come quella che la struttura, suo malgrado, sta vivendo: ancora non si è riusciti a realizzare l’integrazione tra l’azienda ospedaliera e quella universitaria”.

“Il Sant’Anna Hospital – si legge nell’atto licenziato dal Consiglio – è da anni un riferimento fondamentale, anzi indispensabile, per la cura delle patologie cardiovascolari, essendo un presidio altamente specializzato nell’erogazione di servizi legati alla Cardiologia e alla Cardiochirurgia, risultando fra i più importanti d’Italia per numero di interventi realizzati (circa 1000 ogni anno) e di vite umane salvate. L’Asp di Catanzaro ha bloccato ogni attività del Sant’Anna Hospital dal 28 dicembre 2020, nonostante la Regione Calabria abbia comunque validato circa 17 milioni di euro per garantire la continuità assistenziale in un ambito così delicato dove la priorità è, e sempre dovrebbe essere, la salvaguardia della salute e della vita di tanti pazienti calabresi e non solo. Molti pazienti in gravi condizioni di salute e già inseriti in lista per essere operati si ritrovano, ex abrupto, a non sapere quale sorte toccherà loro, a quali altri centri specializzati calabresi o italiani dovranno urgentemente rivolgersi per essere operati  e quali tempi e sacrifici dovranno sopportare per avere la speranza di salvarsi la vita”. I consiglieri evidenziano, inoltre, “che gli altri due centri cardiochirurgici che insistono sul territorio regionale, ossia il Policlinico Universitario Mater Domini e l’Ospedale di Reggio Calabria, non possono assorbire nella sua interezza il drammatico e paventato “esodo” sopra menzionato. Inoltre la chiusura del Sant’Anna Hospital, imposta di fatto dall’Asp di Catanzaro, significa lasciare senza lavoro diverse centinaia di famiglie, ciò determinando un danno non solo alle stesse, ma all’intero tessuto sociale ed economico della città capoluogo, che fra l’altro verrebbe privata di un presidio di eccellenza e dell’opportunità di continuare a rappresentarsi quale “Città della salute” al servizio di tutti i calabresi”.

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