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Consiglio comunale e covid, il ritorno in aula a Catanzaro è a porte chiuse

Palazzo De Nobili, si terrà a giorni la conferenza dei capigruppo chiamata a fissare la data della nuova riunione dell’assise del capoluogo dopo il rinvio dovuto alla prematura scomparsa del presidente della giunta regionale Jole Santelli. Anche se manca ancora l’ufficialità, il ritorno in aula dovrebbe essere fissato per l’inizio della prossima settimana: lunedì in prima chiamata e mercoledì in seconda convocazione. L’ufficio di presidenza guidato da Marco Polimeni, in osservanza del recente Dpcm licenziato dal governo, ha stabilito che la prossima seduta della civica assise si terrà a porte chiuse, senza l’accesso del pubblico, ma con la presenza degli organi di informazione (previo accreditamento) al fine di garantire il diritto di cronaca. L’aula “Ferrara” del Palazzo della Provincia, che ospita le riunioni del Consiglio comunale nell’attesa che venga finalmente ripristinata l’aula rossa di Palazzo De Nobili, dispone infatti di ampi spazi che consentono il distanziamento tra i consiglieri, i giornalisti e gli addetti ai lavori.

Durante l’ultima seduta si è consumato lo strappo tra i consiglieri vicini a Filippo Mancuso della Lega (che hanno abbandonato i lavori dietro il pretesto di una mancata calendarizzazione di una pratica di viabilità) e il sindaco Abramo, con il primo in rotta di collisione con il partito di Salvini mentre il sindaco prosegue nell’interlocuzione con i vertici del Carroccio iniziata già in vista delle passate consultazioni regionali. E poi, a breve si terranno le elezioni provinciali di metà mandato in vista delle quali il gruppo del sindaco formato (almeno sulla carta) da ben nove consiglieri comunali starebbe incontrando non poche difficoltà nel trovare la quadra per esprimere un proprio esponente in Consiglio provinciale.

L’ ordine del giorno dei lavori riprenderà da dove era stato interrotto. A cominciare dalla “pratica della discordia”,   quella relativa alla presa d’atto della sentenza della Corte di Appello sul contenzioso tra il Comune e la curatela del fallimento Calicolai Srl (una società che gestiva molti anni orsono un negozio di giocattoli) che ha condannato l’ente al pagamento della somma di 488.067 euro oltre interessi legali dalla data di pubblicazione della sentenza ed oneri accessori, per un totale complessivo – alla data del 01 ottobre 2019 – di 529.285,84 euro; A tale importo, ha fatto seguito la transazione definita dai legali del Comune e della curatela Calicolai per l’importo complessivo di 385.694,10 euro. La proposta di delibera  contiene il parere dell’avvocato Raffaele Mirigliani con il quale il legale ribadisce, nonostante “l’ingiustizia sostanziale della sentenza della Corte d’Appello di Catanzaro”, la favorevole praticabilità della transazione per il Comune “stante la difficoltà di addivenire alla cassazione della sentenza sebbene appellata”. Nella passata seduta dopo quasi quattro ore di interruzione dei lavori richiesta da Forza Italia che, contestualmente, ha radunato le truppe alla presenza del deus ex machina del centrodestra catanzarese, Mimmo Tallini, la capogruppo Roberta Gallo aveva chiesto il rinvio della seduta per approfondire la questione. All’esame dei consiglieri arriveranno altre 14 pratiche inerenti il riconoscimento di debiti fuori bilancio.

L’assemblea sarà, inoltre, chiamata a discutere dell’affidamento all’Azienda sanitaria provinciale di Catanzaro, Unità operativa di medicina legale, della gestione dell’obitorio con annessa sala morgue e del locale deposito per la conservazione di campioni anatomici. La proposta che arriverà in aula prevede la rettifica della deliberazione di Consiglio Comunale n. 42 del 16 aprile 2019 con la quale è stata affidata all’Asp di Catanzaro la gestione dell’obitorio ad un importo annuo di 30.000 euro. «Bisogna procedere alla stipula di una nuova convenzione – si legge nell’atto – impegnando annualmente un importo sempre crescente per gli anni 2020, 2021, 2022; rimane invariata la somma già impegnata per l’anno 2019». Il Comune in tal modo corrisponderebbe all’Azienda Sanitaria un corrispettivo di: 30.000 euro oltre Iva per l’anno 2019; 32.786,89 euro per il 2020; 34.500,00 per l’anno 2021; 36.225 euro per l’anno 2022.

L’assise comunale sarà chiamata inoltre all’approvazione del nuovo regolamento dell’Area dell’infanzia comunale paritaria “Pepe” che comprende più servizi educativi per bambini di età compresa tra i 3 mesi e i 6 anni (Nido – Sezioni Primavera e Scuola dell’Infanzia).  «A seguito delle continue innovazioni legislative in relazione all’attività didattico-pedagogica, nonché per le procedure di autorizzazione al funzionamento e accreditamento dei servizi educativi (previste dalla Legge n. 15/2013 e successivo Regolamento Regionale di attuazione n. 9/13 e successive integrazioni e modificazioni) – si legge nella proposta di delibera – il regolamento dell’Area dell’Infanzia Comunale G. Pepe risulta essere non adeguato alle attuali esigenze». Da qui la necessità di un “aggiornamento” sulla base delle recenti normative. (bru. mir.)

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