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Consiglio regionale, Tallini torna in aula: “Accuse infamanti, disprezzo la ‘ndrangheta”

È ritornato sui banchi del Consiglio regionale Domenico Tallini, l’ex presidente dell’Assemblea legislativa calabrese che era stato sospeso dalla carica dopo il suo coinvolgimento nell’inchiesta “Farmabusiness” condotta dalla Direzione distrettuale antimafia di Catanzaro. Tallini, indagato per concorso esterno e per voto di scambio politico-mafioso, era stato posto agli arresti domiciliari il 19 novembre scorso. L’esponente di Forza Italia, va precisato, aveva presentato le proprie dimissioni da presidente del Consiglio regionale e da tutti gli incarichi di partito (annunciando la decisione di non volersi ricandidare) mentre nella sua qualità di Consigliere regionale era stato sospeso a seguito dell’intervento del Governo. Il Consiglio, per come previsto dalle norme, aveva proceduto alla surroga di Tallini con il primo dei non eletti nel collegio Calabria centro, Frank Mario Santacroce. Il 17 dicembre, tuttavia, il Tribunale del Riesame di Catanzaro ha annullato la misura cautelare, disponendo la liberazione di Tallini, che adesso può così riprendere il suo posto di consigliere regionale. A richiamare in aula Tallini è stato il presidente del Consiglio regionale, Giovanni Arruzzolo, in apertura della seduta odierna.

I lavori del Consiglio regionale sono iniziati, con oltre 5 ore e mezza di ritardo rispetto all’orario prefissato. Il ritardo è stato determinato dal protrarsi di alcune riunioni, soprattutto della maggioranza di centrodestra, dopo la Conferenza dei capigruppo. L’aula è chiamata ad affrontare 15 punti all’ordine del giorno, gran parte dei quali relativi alla sessione di bilancio. L’Assemblea legislativa calabrese, infatti, esaminerà, tra gli altri, il Rendiconto 2019 della Regione, l’assestamento del bilancio di previsione della Regione per il 2020-22, il Documento di economia e finanza (Defr) e la Legge di Stabilità 2021 e il bilancio di previsione della Regione per il triennio 2021-2021: completa l’ordine del giorno l’approvazione del Piano sociale regionale 2020-2022.

Tallini: guai a delegittimare l’operato della magistratura

“Sono lontano anni luce dagli ambienti criminali, disprezzo la ‘ndrangheta che considero la principale causa di arretratezza della nostra terra”. Lo ha detto il consigliere regionale di Forza Italia, Domenico Tallini, ex presidente dell’Assemblea, intervenendo nella seduta consiliare odierna dopo il suo ritorno tra i banchi dell’aula: Tallini, sospeso dalla carica e dimessosi da presidente del Consiglio regionale dopo essere stato posto agli arresti domiciliari nell’ambito dell’inchiesta “Farmabusiness” della Dda di Catanzaro, è stato reintegrato nell’Assemblea alla luce del provvedimento del Tribunale del Riesame di Catanzaro che, il 15 dicembre, ha annullato la misura cautelare a suo carico.

“Non è facile per me – ha esordito Tallini – prendere la parola in quest’aula, anche se supero la commozione e l’emozione e tutto quello di sentimentale può sopraggiungere dopo le tristi vicende che mi hanno riguardato, e che mi hanno lasciato un segno profondo con effetti devastanti nel fisico e nella psiche, avendo toccato la mia persona e la mia dignità, ma anche gli affetti più cari. Una vicenda surreale, un brutto incubo, un film dell’orrore che non auguro a nessuno di vivere. Ma nemmeno la drammaticità e l’assurdità di questi eventi – ha proseguito il consigliere regionale – hanno annullato la mia ferma volontà di difendermi da accuse infamanti e e al contempo senza fondamento. La difesa della mia onorabilità è oggi la mia principale ragione di vita, a cui dedicherò ogni energia, lo devo alle migliaia di persone che mi hanno onorato del loro voto e anche a voi colleghi che mi avete dato fiducia chiamandomi a presiedere questa assemblea”.

“Non ho mai tradito la vostra fiducia”

Tallini ha quindi osservato: “Posso gridarlo forte, non ho tradito mai la vostra fiducia, sono lontano anni luce dagli ambienti criminali, disprezzo la ‘ndrangheta che considero, e l’ho detto in tutte le occasioni, la principale causa di arretratezza della nostra terra. Non sono animato da alcuno spirito di rivalsa, non serbo rancore – ha sostenuto il consigliere regionale – nei confronti di chi ha chiesto ed emesso nei miei confronti la misura restrittiva dei domiciliari sulla base di accuse inconsistenti, discutibili, superficiali e campate sul nulla. Però, guai a delegittimare l’operato della magistratura, nemmeno quando si resta vittime come nel mio caso. La magistratura rimane una baluardo nella lotta alle mafie e all’illegalità. Non è certo questo il mio intento: proprio per questo parlo di abbagli, errori, errate interpretazioni, facendo salva la buona fede della Procura escludendo ogni ipotesi di inchiesta a orologeria o con lo scopo di eliminare un punto di forza di una coalizione o di una parte politica. Ho avuto così tanta fiducia nella magistratura da mettermi subito a disposizione, con i miei difensori dei giudici e rispondere a tutte le loro domande, mi sono messo a disposizione al Tribunale della libertà che ha annullato la misura cautelare. Tutto ciò – ha quindi rilevato Tallini – non mi basta, non avrà un attimo di pace fino a quando non mi sarà restituita totalmente la mia onorabilità. Ho dimostrato la mia correttezza, non c’è un solo elemento o una sola prova di un mio contatto con la criminalità organizzata, che ho sempre tenuto a debita distanza, e che mi ha sempre tenuto a debita distanza”. Tallini ha infine concluso: “Ringrazio di cuore i colleghi della maggioranza per la loro sincera solidarietà ma anche i colleghi dell’opposizione che hanno mantenuto un atteggiamento equilibrato e garantista pur nella legittimità delle critiche politiche. Purtroppo resta forte l’amarezza per i tanti ingiusti giudizi sommari che si registrano oggi o le perplessità di amici o alleati, ma questa è la vita, sono le miserie umane a cui nessuno si potrà mai sottrarre. Tengo a ribadire che questo Consiglio regionale è stato presieduto con onesta e correttezza da uno che non si è mai macchiato di alcun reato”. (bru. mir.)

 

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