Consulenze irregolari e anomalie sui lavori pubblici al Comune di Sorbo San Basile, 7 indagati (NOMI)

L'inchiesta della Procura di Catanzaro ruota attorno ad un presunto patto corruttivo. Tra gli indagati anche un avvocato

Un presunto patto corruttivo o più accordi collusivi voluti a turbare la libertà degli incanti, attraverso l’affidamento di incarichi irregolari conferiti dal Comune di Sorbo San Basile, nel Catanzarese a un avvocato. L’inchiesta del sostituto procuratore Saverio Sapia, che ruota intorno a queste consulenze irregolari e alle presunte anomalie nei lavori pubblici, ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di sette persone, tra professionisti e il primo cittadino di Sorbo San Basile, annunciando alla stampa le sue dimissioni dopo aver preso atto dell’indagine che lo vede coinvolto (LEGGI). 

I nomi degli indagati 

Si tratta di Maurizio Riccelli, 44 anni, residente a Sorbo San Basile; il sindaco Vincenzo Nania, 78 anni, residente a Catanzaro, l’architetto Marco Levato, 39 anni, di Catanzaro; Francesco Mazza, 38 anni, di Catanzaro; Antonio Spagnolo, 36 anni, di Catanzaro; l’architetto Gennaro Procopio, 58 anni, residente a Soverato e l’avvocato Giuseppe Pitaro, 60 anni residente a Catanzaro. I primi sei sono indagati per associazione a delinquere, falsità materiale e ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, abuso di ufficio, turbata libertà degli incanti e corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio, mentre nei confronti dell’avvocato Pitaro si ipotizzano la corruzione per un atto contrario ai doveri di ufficio e la turbata libertà degli incanti. 

La perquisizione e il sequestro 

Nei giorni scorsi gli uomini della Digos e i carabinieri della Compagnia di Soveria Mannelli hanno perquisito lo studio legale dell’avvocato Pitaro, eseguendo il decreto vergato dal gip Sara Mazzotta a caccia di documenti anche informatici relativi all’illegittimo affidamento degli incarichi e dei lavori pubblici, alla ricerca di conversazioni telematiche, missive, corrispondenze intrattenute con i coindagati e con terzi, relative al patto corruttivo, per cercare riscontri ai presunti incarichi conferiti dall’ Ente all’avvocato Giuseppe Pitaro e la sussistenza della causa di incompatibilità per tutta la durata dell’iscrizione di Pitaro nella white list. Atti relativi alle consulenze che l’avvocato avrebbe effettuato nei confronti di Nania per coadiuvarlo negli atti illeciti. Una serie di documenti ritenuti necessari per la prosecuzione delle indagini e per cristallizzare le prove. Si tratta di un’inchiesta ancora in fase embrionale e di ipotesi di reato ancora tutte da dimostrare.

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