Calabria7

Continua l’incubo dei tirocinanti calabresi. La questione verrà portata al Ministero

“Prosegue il calvario dei circa 7mila tirocinanti calabresi dopo l’incontro alla cittadella regionale del 7 settembre tra l’assessore al lavoro regionale Fausto Orsomarso e le sigle sindacali (Uil,Cgil,Cisl). Sono padri e madri di famiglia, giovani e meno giovani, lavoratori disoccupati e appartenenti al bacino della mobilità in deroga, che attendono risposte. Prestano quotidianamente servizio presso Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact) senza alcun diritto contributivo e previdenziale, pertanto schiavi di quel sistema chiamato lavoro nero legalizzato”. Si legge così in una nota degli stessi che continuano a battersi per i loro diritti.

“Sono famiglie – dicono – perlopiù mono reddito e la cui retribuzione mensile è di 500 € (di cui hanno diritto solo se raggiungono almeno il 70 % delle ore mensili).Per loro continuano a registrarsi prospettive di lavoro di lavoro nulle dopo anni di competenze acquisite nel corso degli anni nei settori in cui hanno prestato servizio cioè Enti e Ministeri (Giustizia,Miur,Mibact). Continuano a rincorrersi le ultime affermazioni dell’assessore al lavoro calabrese Fausto Orsomarso che afferma che la Regione Calabria non ha alcun potere in merito a questa drammatica vertenza, perché non c’è una legge a tutela di queste persone e afferma che non ci sono risorse (in precedenza vi avevamo informato del dirottamento delle risorse future che saranno sottratte dal dipartimento formazione e lavoro, e destinate altrove) per duplicare queste politiche attive”.

“La questione – continuano – verrà portata sul tavolo del ministro del Lavoro  e indirettamente a tutti i ministri competenti, in una regione in cui il dramma lavoro è uno spauracchio che ha portato molti cittadini calabresi (soprattutto giovani) a emigrare altrove dopo avere tollerato anni di soprusi e sopraffazioni da parte di un sistema politico colluso e ostile alle reali problematiche del comune cittadino quale il diritto al lavoro che teniamo a ricordare che è ancora menzionato e riconosciuto nel dettato della nostra Costituzione italiana. Ma secondo ultime affermazioni che giungono da altre realtà politiche traspare solo l’intenzione di premere per riaprire i concorsi pubblici e che non si ha  intenzione di portare avanti questa drammatica vertenza e che (ai stessi tirocinanti) verrà riconosciuto solo un punteggio se si supera il concorso”.

“Quindi – concludono – dopo avere manovrato per anni per pura propaganda politica i tirocinanti calabresi con vane promesse illusorie in termini di prospettive di lavoro future, continuano a permanere scenari sempre più drammatici e per nulla chiari riguardo al futuro dei circa 7mila persone, molti delle quali preme ricordare, sono persone che hanno lavorato una vita e che il lavoro lo hanno perso per colpa non loro”.

© Riproduzione riservata.

Articoli Correlati

PNRR al Sud Italia solo il 40% dei fondi, presentata petizione

Maria Teresa Improta

Fase 2: Ugl, Regione dimentica autonomi e professionisti

Matteo Brancati

Sanità, sindacati: “Commissario ha fatto saltare tavolo”

Matteo Brancati
Click to Hide Advanced Floating Content
Click to Hide Advanced Floating Content