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Coprifuoco alle 23, i ristoratori calabresi: “Boccata d’ossigeno, per abolirlo serve prudenza” (VIDEO)

di Antonio Battaglia – L’arrivo della bella stagione e l’allentamento delle restrizioni strappano un sorriso ai ristoratori calabresi. Dopo mesi interminabili di chiusure e riaperture a singhiozzo, lo slittamento del coprifuoco alle 23 rappresenta una prima iniezione di fiducia per la categoria più colpita dagli effetti della pandemia. A partire da questa sera non sarà più necessario controllare continuamente l’orologio. Non si rischierà più di incorrere in una multa salata per essere rientrati a casa dopo le 22, orario che ha sempre spento quasi del tutto la vita sociale.

Una vera e propria boccata d’ossigeno per i clienti e soprattutto per i titolari, che da questa sera potranno gestire con maggior facilità il doppio turno e, di conseguenza, massimizzare le entrate. “Questa decisione significa libertà. Libertà per noi di poter lavorare con più tranquillità e per i nostri clienti di muoversi per un’ora in più – ci dice una ristoratrice – Credo che i rischi fossero maggiori prima, lavorare all’aperto fino alle 23 non può favorire l’aumento dei contagi”.

“Necessario lavorare all’interno dei locali”

Lenti passi in avanti verso una tanto auspicata “normalità”. Manca poco prima che i cittadini italiani possano rientrare la sera a casa all’orario che preferiscono. Tra circa un mese il coprifuoco sarà solo un brutto ricordo: il limite verrà slittato alle 24 a partire dal 7 giugno, per poi essere abolito del tutto dal 21 giugno. Per i titolari delle attività di somministrazione, però, la vera svolta è rappresentata dalla possibilità di riaccogliere i clienti all’interno dei locali a pranzo e soprattutto a cena. E per quello se ne riparlerà l’1 giugno. Troppo tardi per i ristoratori: l’esterno rappresenta infatti sempre una minima parte dei coperti che i ristoranti hanno in totale, considerando anche l’incognita brutto tempo che a maggio è abbastanza presente.

“E’ giusto che il coprifuoco rimanga fin quando le vaccinazioni non saranno più veloci, ma poteva essere spostato a mezzanotte – afferma ai nostri microfoni un’altra ristoratrice -. Spesso i clienti escono sul tardi e non riusciamo a servirli con calma. Non abbiamo ricevuto gli aiuti adeguati ed è stato molto difficile riaprire tutte le volte. Nonostante ciò mi trovo d’accordo con la linea del governo, ma mi chiedo quale differenza ci sia tra un esterno chiuso con le vetrate e un interno con porte e finestre aperte. Questa non è una riapertura ‘economica’, ma solo simbolica”.

“Serve prudenza”

Nella mappa diversificata delle reazioni all’allungamento del coprifuoco c’è anche chi teme che l’allentamento delle misure possa sfociare in un “liberi tutti” in grado di far degenerare nuovamente la situazione. “E’ solo una questione di coscienza, possiamo essere liberi ma è necessario mantenere le misure di sicurezza. L’abolizione totale del coprifuoco dipende dall’educazione delle persone e dal ritmo delle vaccinazioni. Non è l’orario che ci fa immuni, ma i nostri comportamenti. Va bene la riapertura totale, ma se affrontata con coscienza”.

© Riproduzione riservata.

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