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Corap Catanzaro in liquidazione, sindacati sul piede di guerra: “Proclamato lo stato d’agitazione”

 

Stato d’agitazione al Corap, il consorzio regionale per le attività produttive. A proclamarlo sono FP Cgil Calabria, Cisl FP Calabria e Uil FPL Calabria, i cui segretari, Alessandra Baldari, Luciana Giordano, Elio Bartoletti, hanno spiegato le ragioni della scelta in un documento. “Con decreto del Presidente della Regione Calabria n. 202 del 15 novembre 2021 – scrivono – l’avv. Enrico Mazza è stato nominato Commissario liquidatore del Corap in liquidazione coatta amministrativa ai sensi e per gli effetti della Legge 15 luglio 2021 n. 111”.

“I dipendenti sono esausti”

“Siamo alla terza procedura di liquidazione da inizio anno…….. Ormai i dipendenti sono esausti vivono da precari e sono coscienti che questa volta rispetto alle altre l’Ente è arrivato al capolinea basti pensare che a causa dei tanti problemi amministrativi legati alle procedure ed ai bilanci non approvati da inizio anno perdono buona parte dei ricavi mensili che nelle precedenti procedure hanno permesso ai dipendenti di pagarsi tranquillamente. La Regione – proseguono – ha avviato le procedure per riprendersi il patrimonio “indisponibile” dell’Ente fatto di infrastrutture pubbliche realizzate con Fondi Nazionali, Regionali e Comunitari, nella legge 15 luglio 2021 n. 111 sono previste tutele per i dipendenti, con la possibilità che gli stessi siano trasferiti in altri enti regionali, anche se rispetto al personale in forza nel 2016, anno di accorpamento, l’Ente ha già ridotto l’organico ai dipendenti strettamente necessari per la gestione della depurazione e per la gestione degli agglomerati, quindi trasferendo le funzioni il personale sarebbe assorbito con le stesse”.

La denuncia dei sindacati: “Situazione di stallo”

“Oggi a più di 2 mesi dall’avvio della procedura – prosegue il documento – dobbiamo prendere atto che sia la nuova Amministrazione Regionale che il nuovo Commissario ancora non hanno provveduto a convocarci per discutere il futuro dei dipendenti e lo spostamento delle funzioni importanti e strategiche per la Regione Calabria, in vista del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) le cui relative sovvenzioni potrebbe rientrare nella mission del Corap , oggi ci vediamo costretti a sollecitare la Regione dopo numerose richieste di incontro, inevase perché in queste condizioni il Corap può garantire pochi mesi di retribuzioni a dipendenti che hanno già sulle spalle il peso di retribuzioni arretrate e di lavoro in condizioni inaccettabili”. Considerato che le precedenti richieste di incontro liquidate “con irragionevoli risposte del Commissario Straordinario, gli accessi agli atti inevasi e l’attuale situazione di stallo”, i sindacati, “visto l’irriverente atteggiamento assunto” proclamano lo stato di agitazione dei dipendenti del Corap “riservandosi di attivare le procedure di sciopero qualora la Regione Calabria unitamente al Commissario Liquidatore dell’Ente non convochino le organizzazioni sindacali per avviare le procedure volte al trasferimento del personale e delle funzioni in tempi brevissimi, considerato che non esistono di fatto alternative”.

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