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Corap, i sindacati “mettono in mora” Orsomarso: azioni di lotta dietro l’angolo

Corap, azioni di lotta ad opera delle parti sociali e lo stato d’agitazione permanente del personale sono dietro l’angolo. Lo fanno sapere le sigle sindacali della Funzione pubblica della Triplice, l’Ugl e il Findici su scala regionale, aprendo di fatto un contenzioso in materia con la Regione Calabria e in qualche modo “inchiodando” l’assessore competente Fausto Orsomarso alle sue responsabilità.

Il fatto è – spiegano le forze sociali – che la legge regionale numero 47 dello scorso anno prevede che venga approvato il Piano industriale «entro 90 giorni dalla pubblicazione», scopo ultimo: l’istituzione dell’Arsai (Agenzia regionale Sviluppo aree industriali), destinata ad avvicendare il Corap, che certo non ha dato bella prova di sé nella scorsa consiliatura regionale nel tentativo di sostituire e unificare le varie Agenzie per lo sviluppo delle aree industriali su scala territoriale.

Sul tema, si registra fin qui un solo incontro con Orsomarso, tenutosi il 25 maggio scorso alla Cittadella regionale. In quella sede, il membro della giunta Santelli aveva fornito ampie rassicurazioni su tempi e modi della nascita dell’Arsai, per certi versi sorta di good company rispetto a un Corap oberato e schiacciato dai debiti fin dalla nascita.

A questo punto i segretari regionali delle sigle coinvolte (Alessandra Baldari per Fp-Cgil, Luciana Giordano per Cisl-Fp, Elio Bartoletti per Uil-Fpl, Ornella Cuzzupi per l’Ugl e Beniamino Maci per il Findici) mettono i “puntini sulle i”: nella loro analisi, «ulteriori esitazioni nell’attivare il confronto con le organizzazioni sindacali saranno interpretate come una volontà di non voler affrontare e risolvere il problema» anche perché, a fronte di un Corap in liquidazione coatta amministrativa a cura del commissario liquidatore Fernando Caldiero, la stessa “legge 47” in realtà fissa un orizzonte cronologico molto preciso per dare risposte da parte dell’Ente regionale, indipendentemente dall’avvicendamento Oliverio-Santelli e insomma chiunque ci sia al “timone”: fine anno, al massimo.

Di converso, il fatto che sia passato più di un mese dall’incontro più recente con l’assessore competente senza news di sorta e che la Regione (Jole Santelli inclusa) abbia fatto orecchie da mercante alla scontata richiesta di un nuovo abboccamento da parte dei sindacati viene valutato come un elemento più che negativo, «un silenzio che alimenta il clima d’apprensione vissuto dai lavoratori del Corap», in particolare quanto alla (assai dubbia) salvaguardia dei livelli occupazionali.

Con due nodi bestiali sullo sfondo come il «deficit infrastrutturale enorme» che la Calabria sconta da sempre e «un settore manifatturiero prossimo alla desertificazione» (Svimez docet), urge invece porre dei punti fermi sulla necessità di non perdere neanche un posto di lavoro – tuonano i rappresentanti dei lavoratori – e definire modi e tempi certi per il varo dell’Arsai, lamentano i sindacati.
A maggior ragione perché, nel post-lockdown, difettare di un Ente di programmazione in materia d’attività produttive significa, di fatto, concedere alle altre Regioni del Mezzogiorno, che invece ne sono provviste, un vantaggio competitivo che potrebbe rivelarsi esiziale per la Calabria.

(ma.me.)

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