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Corap, sindacati: “Serve atto di responsabilità della politica”

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I sindacati chiedono “un atto di responsabilità” alla politica regionale sulla vertenza Corap. “Sono diversi mesi – è scritto in un comunicato stampa di Fp-Cgil, Cisl Fp e Uil-Fpl – che la Regione Calabria non riesce ad affrontare l’emergenza CO.R.A.P., già da tempo si registrano ritardi nell’erogazione dei salari ai dipendenti, e per ciò le organizzazioni sindacali sono intervenute, prima con riunioni alla presenza del commissario straordinario e dell’assessore regionale, poi con la proclamazione dello stato di agitazione, e per tutto questo il 20/06/2019 il Direttore Generale comunica ai dipendenti il default dell’ ente. Nonostante tutto ciò – si fa rilevare .- ancora oggi nulla è stato fatto per dare respiro ai lavoratori ed assicurare il normale svolgimento delle attività istituzionali. Oggi, dopo l’audizione della I e III Commissione Consiliare regionale del 30/09/2019, si è ancora nella consapevolezza che la questione del Corap necessita di un sereno confronto e non di scambi di accuse, nel rispetto dei lavoratori (padri e madri di famiglia), che nonostante la situazione di precarietà svolgono con impegno e serietà il loro compito istituzionale”.

Per i sindacati “esiste la necessità di approfondire tutte le problematiche sollevate, ma è altrettanto necessario e prioritario evitare atteggiamenti che possano far slittare ulteriormente la discussione perché l’ente, le funzioni ed i lavoratori non possono più aspettare soluzioni che dovevano arrivare già tempo. Occorre evitare personalismi e per questo – si legge ancora – è importante che tutti gli attori facciano la loro parte con serenità e spirito di collaborazione, con il fine unico e più importante di salvaguardare il posto di lavoro, le funzioni e le attività del Corap, senza che nulla possa andare a bloccare l’attività legislativa della Regione”. Per tale motivo, si sottolinea, “i sindacati in commissione hanno consegnato un documento nel quale congiuntamente hanno chiesto maggiori tutele per i lavoratori che oramai sono stremate da questa situazione, alla quale la Regione Calabria ha il dovere morale e istituzionale di dare seguito”.

Si chiedono pertanto “chiarezza e certezza per le cento famiglie coinvolte in questa crisi, che ad oggi, dopo la comunicazione con la quale il commissario straordinario valuta l’avvio delle procedure per il licenziamento collettivo, si sentono ancora di più precari e senza un futuro. Avviso sicuramente non condiviso e privo di qualsivoglia fondamento, che fin da ora le organizzazioni sindacali rifiutano e per il quale manifestano il loro fermo disappunto”. I sindacati chiedono ai consiglieri ed alla Giunta regionale “un atto di responsabilità nell’assumere questo onere e nel non lasciare nella disperazione totale 100 famiglie” e ricordano che “quando parliamo del Corap ci si riferisce allo sviluppo industriale (Zes), alle infrastrutture necessarie per le attività produttive, alla depurazione di ampi territori della Regione Calabria (Vibo, Crotone, Gioia Tauro, ecc..), a funzioni e compiti assegnate per Legge e finalizzate allo sviluppo delle attività produttive”. I sindaacti confermano che lo stato di agitazione è ancora in essere e i lavoratori con le organizzazioni sindacali “sono pronti a manifestare la loro rabbia e la loro disperazione in tutti i modi che la legge consente”.

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