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Coronavirus, ancora limitazioni per bar e ristoranti: “A Catanzaro situazione drammatica”

di Damiana Riverso – Nell’arco di poche ore sono due le attività a Catanzaro che hanno abbassato la saracinesca e non la rialzeranno mai più. Il Coronavirus miete vittime non solo tra gli esseri umani, ma anche tra le attività economiche messe in ginocchio dalle restrizioni decise dal Governo, che da un lato cercano di arginare una pandemia che ha ripreso a correre velocemente, dall’altro però hanno costretto moltissimi imprenditori a dire “basta”. Troppe spese, pochi ristori e poca speranza. Ad essere maggiormente colpiti dalla crisi sono i ristoratori e i gestori di palestre che in tutti i dpcm, anche nell’ultimo ancora in corso sono stati costretti alla chiusura parziale e nel caso delle palestre totale.

Rispetto delle regole ma sempre limitati

“Stiamo subendo forte restrizioni, ma la situazione è seria, la pandemia c’è e bisogna proteggersi e proteggere gli altri per quanto possibile. Abbiamo cercato di rispettare sempre tutte le regole che ci hanno imposto ma nonostante questo ora siamo costretti a chiudere alle 18”. Un ulteriore schiaffo a chi a stento sta riuscendo a tenere aperta la propria attività, a pagare le bollette e i dipendenti che in molti casi non hanno mai ricevuto la cassa integrazione. Nei giorni scorsi tramite i social è stata lanciata la campagna #ioapro, ideata dai ristoratori ‘ribelli’ che hanno annunciato l’apertura serale dei loro locali per protestare contro i divieti imposti dai decreti governativi per limitare la diffusione del coronavirus. Sia in Italia che in Calabria l’adesione è stata molto scarsa, nonostante per lo più sia stata una protesta simbolica per richiamare l’attenzione del Governo sulla problematica.  C’è infatti chi ha preferito rispettare le regole e affrontare in maniera diversa la pandemia non aderendo all’iniziativa. C’è invece chi punta al significato della protesta: “Il disagio sociale arriverà per le strade. Non è solo una questione di lavoro, ma questa le persone devono dare risposte alla famiglia, ai figli, pagare le utenze. La situazione è drammatica. Siamo consapevoli che lo Stato non potrà garantire risposte a tutti, ma sono loro che stanno ai posti di comando e sono loro che devono necessariamente trovare soluzioni adeguate. Nessuno nega la serietà e la drammaticità della situazione, ma chi sbaglia deve pagare”.

Si lotta per restare aperti

Negli occhi degli imprenditori c’è ancora il desiderio di farcela, di lottare ma nelle loro voci c’è solo tanta stanchezza. Alcuni non vogliono neanche parlare, come se qualsiasi appello o dichiarazione possa ormai cadere nel vuoto, rimanere ancora una volta inascoltata. Il Coronavirus è entrato prepotentemente nelle nostre vite quasi un anno fa, travolgendole, cambiando le nostre abitudini, il modo di vivere, di socializzare. Prendere un caffè al bar non ha più lo stesso sapore ma ha sicuramente la stessa importanza e sicuramente Catanzaro, come qualsiasi altra città italiana, può permettersi di perdere neanche un’attività.

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