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Coronavirus, Calabria verso la zona gialla: domani il monitoraggio dei dati

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È prevista per venerdì 29 gennaio l’ordinanza del ministero della Salute che cambierà i colori delle regioni in zona rossa, arancione e gialla a partire da domenica prossima. Il monitoraggio del ministero della Salute e dell’Istituto Superiore della Sanità, in base al quale si riunirà la Cabina di Regia, è previsto in consegna per la mattinata di domani e si baserà sui dati relativi alla settimana dal 18 al 24 gennaio. I numeri analizzati la settimana scorsa, se confermati, porterebbero diverse regioni nelle aree a minori restrizioni.

Domenica prossima, quindi, l’Italia potrebbe trovarsi con 16 Regioni e Province gialle, 10 in più rispetto a quelle di oggi. La circolazione dell’epidemia pare essersi ridotta. La regola sul cambio di colore, come ribadito in ogni Dpcm, prevede che si debba restare due settimane in una zona prima di passare a quella con meno restrizioni, sempre che i dati siano per due monitoraggi consecutivi compatibili con la nuova classificazione.

Zona Bianca

Per entrare in zona bianca bisogna avere un valore Rt inferiore a 1 e un’incidenza settimanale della malattia inferiore a 50 casi per 100mila abitanti nella settimana. In questa zona sarà consentito qualsiasi spostamento e sarà possibile riaprire ogni attività: palestre, musei, piscine, teatri, bar e ristoranti senza limitazioni. Bisognerà solo continuare a praticare il distanziamento e indossare la mascherina.

La zona bianca, per il momento, appare lontana in tutta Italia ma c’è una Regione che appare più vicina alla meta e si tratta della Basilicata, che ha avuto un’incidenza settimanale di 60,58 casi. In corsa anche la Sardegna, ma essendo entrata in zona arancione per via del rischio calcolato su altri indicatori, dovrà restarci per almeno due settimane.

Calabria verso la zona gialla

Emilia Romagna, Veneto e Calabria, arancioni dall’8 gennaio, diventeranno gialle se anche venerdì 29 gennaio, come appare dalle proiezioni dei dati, continueranno ad avere un Rt inferiore a 1 e un rischio basso o moderato. Ma il 15 sono diventate arancioni anche Lazio, Piemonte, Val d’Aosta, Liguria, Marche, Friuli e Abruzzo. Queste regioni alla fine della settimana saranno rimaste per 14 giorni in quella zona e nel monitoraggio di venerdì scorso avevano dati da gialla. Ancora una volta, se quei numeri domani saranno confermati, le stesse Regioni potranno tornare nella classificazione con meno restrizioni. La Lombardia appare nella stessa situazione. È infatti in zona arancione solo da venerdì scorso ma come ormai noto è stata riclassificata in quel colore anche per la settimana precedente, in base alla rettifica.

E quindi se i suoi dati saranno buoni passerà in giallo. In quel colore si trovano, e dovrebbero restarci visto come sono andati i numeri, ad esempio quelli dei contagi, la Toscana, il Molise, la Basilicata, la Campania e la Provincia di Trento. Puglia, Umbria e Sardegna, resteranno arancioni perché la scorsa settimana avevano dati compatibili con quella zona. Se anche domani andassero bene sarebbero solo alla prima settimana con numeri da giallo. Dovranno aspettare. Infine, la Provincia di Bolzano e la Sicilia. Al momento si trovano in zona rossa ma l’altra settimana la prima aveva dati da arancione e la seconda da giallo. In base alle regole dettate dal Governo, potrebbero finire entrambe in arancione.

 

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