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Coronavirus, Celia: “L’Italia abbia il suo storico coraggio”

Fabio Celia catanzaro

Pubblichiamo un messaggio postato sul proprio profilo Facebook dal nostro editore Fabio Celia, che da imprenditore, esprime tutta la sua preoccupazione per quanto sta accadendo in Italia e in Calabria a causa dell’emergenza Coronavirus. 

“Adesso-scrive Celia- però spiegateci come si fa ad essere orgogliosi di essere Italiani. Perché io lo sono da sempre, lo sarò per sempre. Sono orgoglioso di un Paese che ha segnato il destino del pianeta per millenni. E sono orgoglioso del mio Paese anche ora, che mi appello a chiunque abbia risposta: di cosa si deve essere orgogliosi? Il premier Conte fa l’ennesima conferenza stampa, si preoccupa giustamente di blindare gli italiani, comunicando che ci saranno misure sanzionatorie più importanti se si dovesse trasgredire, ci comunica che dobbiamo essere orgogliosi, ma dimentica di dirci come. Come deve fare un imprenditore ad interpretare ed attuare il loro emendamento? Misure di blocco pagamenti, misure di sostegno per i pagamenti preventivati di fine mese, misure che pretendono liquidità. Ricordiamo a Conte che nell’ultima guerra ogni giorno il nostro Paese produceva 35 carri armati, oggi ci hanno obbligato a chiudere le aziende, ma dimenticano che le scadenze continuano ad arrivare puntualmente, che dietro le aziende ci sono i lavoratori e dietro i lavoratori ci sono le famiglie. Mi si spieghi allora come si fa ad essere orgoglioso di un Paese che sta letteralmente vedendo sgretolare ogni equilibrio economico e sociale. Perché la strada intrapresa porterà a questo. Ma io, ostinatamente, voglio essere orgoglioso del mio Paese. Continuo ad esserlo osservando le famiglie italiane, i lavoratori, gli imprenditori. Tutti sanno che durante questa emergenza abbiamo il dovere di unirci. Separati saremmo morti. E non di coronavirus, ma per la recessione tremenda che si sta creando. Il Governo trovi soluzioni migliori, investa sui sistemi di sicurezza, spenda milioni di euro per acquistare mascherine a tutta la popolazione. Ma faccia ripartire il Paese al più presto. Meglio spendere un miliardo di euro in sistemi di sicurezza e sanità, anziché bruciarne decine di miliardi senza possibilità di ripresa. In tre settimane, da umile osservatore, impotente di poter parlare o agire, sono stato investito dall’incompetenza generale di chi gestisce il nostro Paese, a tutti i livelli. Sono stato disorientato dalla superficialità di chi prende decisioni per un popolo intero. Sono stato confuso da chi va in televisione a buttare sul tavolo sentimenti e sacrifici, infondendo insicurezza e panico. Ci state accompagnando alla morte, ma gli italiani non vogliono morire. Nelle ultime settimane hanno fatto solo aria fritta. Ad oggi siamo inermi e passivi, il Coronavirus ha trovato campo fertile nelle nostre debolezze. Sanità, sicurezza, impresa ma soprattutto coraggio. Ecco, il coraggio. Il mio Paese è da millenni il Paese del coraggio. Di chi muore per un ideale, di chi ha cambiato il mondo con il suo amore e la sua passione. Il Bel Paese, quello che tanto amiamo, è l’emblema del sacrificio e del coraggio. I nostri genitori, i nostri nonni, i nostri bis-nonni erano questo. Ed erano cittadini di un Grande Paese. Sono orgoglioso del mio Paese. Tuttavia, durante e dopo il coronavirus, perché passerà senza dubbio, il mio Paese deve continuare ad essere coraggioso. Questo Governo ha paura, la classe politica è rintanata perché ha paura. Tirate fuori il coraggio. Perché lo dovete fare? Perché siete Italiani e non dovete mai dimenticarlo”.

Redazione Calabria 7

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