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Coronavirus e giovani, l’allarme: “In crescita problemi psichici e autolesionismo”

“Il disagio dei ragazzi è educativo perché manca la scuola per come sono abituati a conoscerla. Ma è anche sociale: si chiudono in se stessi o sfogano la loro rabbia con la violenza. Anche il quadro clinico dei giovani si è aggravato notevolmente con l’insorgere della pandemia. Infatti, sono aumentati in modo drammatico gli accessi al pronto soccorso per problemi psichici e di auto-lesionismo, oltre che tentativi di suicidio dei giovanissimi. Ancora più grave è la drammatica solitudine in cui sono stati abbandonati gli studenti con disabilità”. È il grido di allarme lanciato da Giuseppe Raiola, direttore del reparto di Pediatria dell’ospedale Pugliese-Ciaccio di Catanzaro e past president Lions Club Catanzaro Host, durante l’incontro“Anatomia di un pandemia-Anno I D.C. (Dopo Covid)” organizzato on line dal Lions Club Catanzaro Host.

Disagio somatizzato

“I giovani stanno somatizzando il disagio – ha spiegato Raiola – Vedo bambini che non camminano più come se avessero una paralisi alle gambe, o che dicono di non vedere più, né riconoscono i genitori. Ho visto anche un bambino di 9 anni che improvvisamente ha perso l’uso della parola, come se avesse sviluppato un mutismo. Poi ha riacquisito tutto. Ogni giorno ho almeno un paziente con una sintomatologia che non è medica, ma di tipo psicologico, e siamo impreparati ad affrontarla. E’ necessaria un’alleanza con gli psicologi e i neuropsichiatri infantili per affrontare questa emergenza. Il tutto avviene in una regione come la Calabria in cui non esiste un reparto di Neuropsichiatria Infantile”.

Peggio di una guerra

L’appuntamento è stato aperto dal past governatore del Distretto Lions 108 Ya, Giuseppe Iannello: “”Quella che stiamo vivendo è peggio di una guerra. La pandemia ha colpito soprattutto i giovani. I bambini si sono chiusi in se stessi e si è registrato un forte abbandono scolastico da parte degli adolescenti. Tutti speriamo di tornare al più presto alla normalità ma non sarà semplice né immediato”-
 Il presidente del Lions Catanzaro Host, Antonio Scarpino, ha sottolineato come il Club non si sia fermato durante la pandemia e abbia portato avanti innumerevoli azioni, come le donazioni nei vari reparti dell’ospedale “Pugliese-Ciaccio” di Catanzaro e, la più recente, la presenza attiva dei soci come volontari nella campagna vaccinale anti-Covid.   La prima sessione è stata moderata da Franco Scarpino, II vice governatore Distretto Lions 108 Ya.  “Le norme di corretto comportamento dovrebbero superare il concetto di obbligatorietà e diventare norme di buon senso – ha affermato Antonio Messa, già ordinario della cattedra di Economia aziendale all’Università Ludes di Lugano-Pazzallo – Bisogna ripensare il Sistema Sanitario Nazionale come un ecosistema composto da vari soggetti in connessione tra loro: il cittadino, il medico di base, le strutture sanitarie, la pubblica amministrazione e la ricerca pubblica e privata. Il successo della campagna vaccinale sarà decisivo per poter riaprire tutte le attività e tornare al più presto alla normalità”.

Solitudine e mancanza di motivazione

A moderare la seconda sessione è stato Domenico Minasi, presidente della sezione calabrese della Società Italiana di Pediatria. “Gli adolescenti – ha sottolineato Federico Bianchi di Castelbianco, psicologo e psicoterapeuta dell’età evolutiva, direttore dell’Istituto di Ortofonologia di Roma – si sono ritrovati chiusi in casa coi genitori. Se già c’era poco dialogo con padri e madri, la reclusione forzata ha acutizzato la situazione e molti hanno ritrovato la loro dimensione sul web e i social. In molti si è sviluppata la “sindrome della capanna”: diversi giovani non vogliono più uscire, non hanno stimoli e si sentono abbandonati e inascoltati. Per ripartire coi bambini e i ragazzi bisogna trovare nuove strade che partono dalla didattica e dalla relazione”. Nella terza sessione – moderata da Tommaso Di Napoli del Lions Club Eboli-Pattipaglia Host – è intervenuto Antonio Marziale, già garante per l’infanzia e l’adolescenza della Regione Calabria, che nella sua relazione si è schierato dalla parte dei genitori, sostenendo come “anch’essi si sentano disorientati in una società che porterà le ferite di questa pandemia chissà per quanto tempo”. “Solitudine e mancanza di motivazione sono i motivi principali delle carenze del rendimento scolastico ha spiegato Rossella Anfosso, responsabile del Servizio promozione della Salute, afferente al dipartimento di Prevenzione dell’Asp di Catanzaro – Il disagio, in questo caso, è condiviso anche con gli insegnanti, che si sono sentiti abbandonati a loro stessi in una situazione d’emergenza”.  Quali sono le prospettive future per recuperare i giovani che soffrono per le conseguenze della pandemia? “Soprattutto il dialogo e l’ascolto in famiglia – per il governatore del Distretto Lions 108 Ya, Antonio Marte – Non dobbiamo perdere di vista il benessere dei ragazzi in quella che è la loro ora più buia”.
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