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Coronavirus, farmacisti calabresi: nuove “misure di sicurezza”?

farmacisti catanzaro

(D.C.) – La paura in alcuni farmacisti, anche calabresi, fa novanta. Ed è comprensibile, perché fra i tanti clienti che si ritrovano ogni giorno potrebbero esserci degli affetti da Coronavirus, seppur a loro insaputa naturalmente.

Certo, le prescrizioni sono rigide. La gente deve fare la fila per entrare all’interno in numero peraltro non superiore alle due unità; detergersi all’ingresso con del disinfettante all’uopo predisposto dalle stesse strutture e infine restare ad almeno un metro di distanza dal bancone.

Ma il rischio zero è forse un’astrazione. Malgrado ciò, nessuno di loro dà a vedere il disagio che prova o si sottrae e pressoché tutti continuano quindi a garantire un fondamentale servizio assistenziale al pari dei medici e del personale sanitario in servizio negli ospedali e negli altri presidi clinici.

Ma la richiesta che ormai da più parti proviene – in attesa che le associazioni di categoria si pronuncino, magari dopo una qualche intesa con il Governo – sarebbe quella di distribuire i farmaci come nei giorni o nelle ore di turno, vale a dire durante la chiusura delle altre farmacie. Un modo per eliminare quasi completamente  il rischio contagio per il personale.

Proposta che forse verrà accolta o forse no. Difficile dirlo in un periodo in cui tutto sembra in divenire e comunque assai vago.

L’unica certezza è che l’intero comparto della Sanità deve avere la massima priorità su ogni decisione da prendere.

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nico de luca
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