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Coronavirus, Fase 2 come la 1 ma con qualche “scusa” in più

di Danilo Colacino – Fase 2 come la Fase 1, ma con qualche ‘scusa’ in più per circolare. Il cosiddetto lockdown da Covid-19 parrebbe avere ormai le ore contate.

Una settimana appena e poi ‘tana libera tutti o quasi’.

No, non proprio.

Anzi, manco per niente… si direbbe gergalmente, chiacchierando per la strada o al bar.

E del resto sarebbe stato strano uscire da 51 giorni di rigida quarantena con uno “scurdammuce o passato”, senza una cura o un vaccino pronti a depotenziare lo stramaledettissimo Coronavirus.

La sensazione, tuttavia, è che ulteriori 15-18 giorni di test – e restrizioni, seppur leggermente più soft – potrebbero bastare a costituire quel periodo finestra per traghettare il Paese nella direzione di un’altra conquista: un successivo passo verso la vita di prima: una normalità fatta di abbracci, bevuteidi gruppo o pranzi e cene in famiglia o al ristorante e mille altre cose, anche semplici, simili.

Ma niente, almeno per ora si naviga a vista e sempre muniti di autocertificazione.

Perché, dal 4 maggio prossimo, ci si potrà sì recare a casa di un familiare o parente non convivente con sé, ma senza farsi balenare l’idea di portarsi dietro i dolci della propria pasticceria preferita o quella bottiglia pregiata da stappare in compagnia nelle occasioni speciali.

Un paradigma della situazione attuale, insomma: niente bollicine ancora, al massimo solo un ‘buon fermo’. 

 

© Riproduzione riservata.

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