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Coronavirus, Galli: “In Italia i contagiati sono più del numero ufficiale”

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“Il numero reale di contagiati” dal Coronavirus “è più alto di quello ufficiale”, dice Massimo Galli, primario infettivologo dell’ospedale Sacco di Milano.

Grazie alle forti misure di contenimento in atto “eviteremo un picco insostenibile, diluendo e rallentando i casi di coronavirus, che comunque ci saranno, in un tempo più lungo: l’epidemia in atto, cioè, durerà di più ma il numero di casi risulterà gestibile per il Servizio sanitario”. Lo spiega all’ANSA Pier Luigi Lopalco, professore di igiene all’università di Pisa e responsabile epidemiologia nella task force della Regione Puglia per il contrasto al nuovo coronavirus. “Abbiamo più contagiati dei casi per ora accertati – ha spiegato – e la letalità è più alta perché stiamo facendo i calcoli solo su quelli sintomatici e non sulla stima globale”.

“Nella zona di Vo’, sono stati fatti tantissimi tamponi e si sono visti stati risultati. La scelta di non farne altrettanti in altre zone per me – ha aggiunto Galli – è discutibile, anche se probabilmente è dovuta alla disponibilità negli spazi di laboratorio nel fare tutti questi tamponi. La battaglia si vince nei territori, come sul campo di battaglia. Gli ospedali sono nelle retrovie, se continuano ad arrivare feriti, non riusciranno mai a reggere. Il circolo vizioso va interrotto sul campo. C’è da coinvolgere di più la medicina territoriale per ridurre la portata del virus”.

Se le misure attuate avranno risultati si potrà vedere “ottimisticamente in due settimane. Faccio un paragone Wuhan attorno al 25-26 gennaio c’era un numero di casi paragonabile a quello della Lombardia al 3 di marzo. E noi abbiamo avuto 3-4 settimane il cui il virus ha circolato liberamente. Questa è una bestia che ci ha invaso e che ci terrà compagnia per un periodo ancora non breve e la mobilitazione di tutti è fondamentale perché questo periodo venga accorciato”.

Le città pensano anche a preparare nuovi posti letto per curare malati e convalescenti in piena pandemia da coronavirus.

“Il problema vero sono i respiratori e il personale che deve essere formato e qualificato. Oggi abbiamo un incontro con la Protezione Civile che ci deve dare una risposta definitiva, ci devono dire sì o no”, ha detto l’assessore lombardo al Welfare Giulio Gallera. “Noi in meno di dieci giorni lo realizziamo, ma la Protezione Civile deve fornirci respiratori personale e qualificato. Non abbiamo tempo, ogni ora è preziosa, noi abbiamo bisogno di una risposta oggi” ha detto Gallera in collegamento con Mattino Cinque. “Il bello del nostro modulo – ha aggiunto – è che una volta finita l’emergenza in Lombardia si può trasferire così com’è”.

Redazione Calabria 7

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