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Coronavirus, il Governo non abbandoni la Calabria

regionali in calabria

Il commento dei segretari della regione Calabria di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Antonio Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo sull’emergenza Coronavirus

“La visita del vice ministro alla Salute, Pierpaolo Sileri, è un atto di attenzione apprezzabile da parte del Governo Conte, peraltro, già significata dalla presenza in Calabria dell’ex ministro Grillo e dell’attuale titolare del dicastero della sanità, Speranza. Non vorremmo, però, che anche questo momento di vigilanza istituzionale si trasformasse nell’ennesima “gita fuori porta” della politica nazionale. Di questo la Calabria non sente proprio il bisogno”. Lo scrivono i segretari regionali di Cgil, Cisl e Uil Calabria, Antonio Sposato, Tonino Russo e Santo Biondo. “Oggi la sanità calabrese – spiegano – ha bisogno di medici, infermieri, operatori specializzati nell’assistenza, di ventilatori polmonari, di presidi medicali, di mascherine e di guanti. Auspichiamo che oggi il vice ministro arrivi a Catanzaro con queste notizie e perché no, con una fornitura di Dpi e strumenti biomedicali necessari in questo momento.

La pandemia da Covid-19 in corso, per l’ennesima volta, ha messo in evidenza, davanti alla comunità nazionale, europea e mondiale, l’assai precario stato di salute del sistema sanitario regionale calabrese. Una precarietà dovuta ai tagli lineari imposti dall’insipienza del ceto politico locale prima e da una prolungata gestione commissariale dopo, che hanno finito per danneggiare un quadro clinico già compromesso, al quale un colpo definito è stato assestato dall’inopinata scelta di emanare il cosiddetto “Decreto Calabria” e la successiva scelta di darne applicazione almeno per quanto attiene alla parte relativa agli appalti, alle forniture di beni e servizi, la cui errata gestione è il vero vulnus del sistema sanitario regionale”.

“C’è la necessità di una profonda riforma del sistema sanitario regionale”

Lo abbiamo ricordato anche al ministro Speranza, quando egli ha scelto di riceverci a Roma presso la sede del ministero. Da allora sono passati cinque mesi – scrivono i tre segretari – e le promesse di allora, purtroppo, non si sono trasformate in atti concreti. E la pandemia in atto non può rappresentare una scusante. Il punto di non ritorno per la sanità calabrese è stata la gestione del caso di Chiaravalle, per il quale chiediamo venga effettuata una campagna di controlli massiva con l’effettuazione di tamponi ad ampissimo raggio”.

In Calabria, per i sindacati, “c’è la necessità di superare la stagione commissariale delle Aziende sanitarie provinciali e delle Aziende ospedaliere che avrebbero, in alcuni casi, la necessità di avere una governance di comando certa, con manager di comprovata esperienza, che siano presenti costantemente sul territorio”. Tutti gli ospedali, fanno poi rlevare,” sono a corte di personale e hanno notevoli difficoltà strutturali e, lo ricordiamo anche oggi, nel disordine del bilancio regionale la spesa per il personale è sottodimensionata. In quella sede, poi, avevamo ribadito la necessità di rendere operativa in Calabria, l’unità di crisi regionale, come già concordato dalla segreterie regionali e il commissario ad acta Cotticelli, presso la Prefettura di Catanzaro con tre tavoli di confronto specifici, sul piano operativo, la riorganizzazione della rete ospedaliera e la medicina di territorio, lo sblocco delle assunzioni del personale medico, infermieristico, il servizio appalti e forniture, le internalizzazioni.

Ad oggi, anche in questo ambito – lamentano Cgil, Cisl e Uil – non abbiamo registrato cambiamenti sensibili. Anzi, il commissario, in barba alle richieste di concertazione avanzate dal Sindacato confederale, ha scelto di procedere in solitaria sulla formulazione e, successiva, approvazione del nuovo programma operativo”. I sindacalisti, infine, evidenziano “la necessità di aprire un confronto serio con le Organizzazioni sindacali confederali per disegnare una sanità efficiente e per farlo sul territorio, senza scelte assunte a Roma e calate dall’alto, e sottolineiamo l’indispensabilità del mantenimento di un livello di verifica delle azioni intraprese e di quelle da intraprendere direttamente con il ministero competente. Chiediamo al Governo di non lasciare sola la Calabria”.

Redazione Calabria 7

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