Calabria7

Coronavirus, il prof Boccuto da Sidney a Los Angeles con il Covid (prima parte)…

di Luigi Boccuto e Danilo Colacino 

Un racconto, profondo e intenso, di un illustre studioso calabrese purosangue (di Catanzaro) che probabilmente l’ha scampata bella, rischiando di restare vittima del suo lavoro che poco più di due mesi fa lo ha portato a viaggiare dagli States (dove risiede attualmente) all’Australia. 

Sortita che al professor Luigi Boccuto (amico nostro, di calabria7 e peraltro ospite della puntata speciale di “A microfono aperto” sulla Sanità dell’antivigilia di Natale del 2019) è costata il Covid-19, anche se manca – e scopriremo il perché – il conforto di quei vetrini con cui, ironia della sorte, il nostro Luigi si misura nel portare avanti le sue delicate attività di ricerca nel campo medico. 

E proprio dalla piccola Odissea del prof. Boccuto, per il momento fortunatamente a lieto fine, partiamo per darvi uno spaccato – in più tronconi – degli Usa alle prese con il Coronavirus. Della iniziale impreparazione della più potente nazione del mondo, accortasi in forte ritardo dell’uragano che la stava per travolgere. Un’articolata e ‘vissuta’ testimonianza diretta, peraltro vergata dallo stesso Luigi in prima persona. 

Caro Danilo, mi rivolgo a te in forma diretta, alla luce della nostra trentennale amicizia, e ti scrivo questa sorta di diario della mia esperienza con la pandemia. 

Come ben sai, il membro della famiglia dei coronavirus denominato Sars-CoV-2 è stato segnalato nella provincia cinese di Hubei e in particolar modo nella zona intorno alla città di Wuhan fin dal dicembre scorso, iniziando a interessare altri Paesi dai primi giorni del 2020. 

Io intanto, nella terza settimana di gennaio, mi recavo a Sydney poiché invitato a partecipare a un congresso scientifico proprio mentre, appena un paio di giorni prima di rientrare (intorno al 24-25, dunque), arrivava l’annuncio dei primi due casi di contagio in Australia. 

Tuttavia all’epoca il virus non faceva tanta paura. Malgrado le informazioni provenienti dalla Cina sui primi decessi, il Covid-19 appariva infatti ancora come una sorta di malattia esotica molto rara e sicuramente lontana dal poter cambiare la vita del mondo intero.

Come puoi immaginare, il mio viaggio aereo fu molto lungo essendo caratterizzato dal tratto diretto Los Angeles – Sydney di 15 ore all’andata e 13 al ritorno che, al di là del Coronavirus, costituisce comunque un tempo assai prolungato di esposizione a molti potenziali germi a trasmissione aerea. 

Detto questo, un paio di giorni dopo essere rientrato, smaltita l’iniziale stanchezza da viaggio e il jet lag, ho iniziato a sviluppare i sintomi di quella che, con il ‘senno di poi’, era da inquadrare quale tipica manifestazione del Covid-19: febbre alta, con punte di 39-39,5° C, tosse secca assai forte, dolori toracici, stanchezza, sudorazione profusa, perdita di gusto e di olfatto. 

Nel frattempo, inoltre, il Virus cominciava a diffondersi interessando in maniera diffusa anche gli Stati federali Usa che si affacciano sul Pacifico: California, Oregon e soprattutto Washington, con un focolaio significativo intorno a Seattle. 

Ed ecco che pure io inizio a sospettare che un’apparente forma insolitamente grave di influenza possa invece essere l’infezione causata dal fantomatico Covid19. Trascorse quindi  circa 48 ore in preda ai sintomi descritti, chiamo il mio medico di famiglia e ho subito il primo sentore di come il sistema sanitario americano non sia preparato a fronteggiare la nuova e crescente emergenza. 

Basti pensare che mi viene detto: le linee guida sull’argomento suggeriscono di aspettare tre giorni e, se al quarto la febbre non scende sotto i 39° C, si deve indossare una mascherina e recarsi al locale pronto soccorso, riferendo i sintomi e il fatto, nel mio caso, di essere stato di recente all’estero (anche se l’Australia allora non rientrava nella lista rossa dei Paesi ad alto rischio che comprendeva solo gli asiatici quali Cina, Corea del Sud, Singapore e Giappone)…

La parte successiva del lungo racconto sarà pubblicata domani sempre alle ore 15.15

© Riproduzione riservata.

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