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Coronavirus, il Sinappe: “Sono consentiti o no i colloqui in carcere”

crotone

“Nella recrudescenza del fenomeno pandemico che sta interessano il Globo, il Governo ha emanato con l’ultimo Dpcm, una serie di regole e limitazioni, differenziandole sulla base dello stato del contagio nelle regioni italiane. Il Dpcm in questione nulla dice – al contrario di come accaduto in passato – in relazione alla possibilità che vengano effettuati i colloqui in carcere fra i detenuti ed i propri familiari”. Lo afferma in una nota il sindacato di polizia penitenziaria Sinappe.

“Nelle Faq – si legge ancora nella nota –  il Governo chiarisce che nelle zone rosse sono vietati gli spostamenti per fare visita alle persone  detenute in carcere, non essendo giustificati da ragioni di necessità o da motivi di salute. Ma altrettanto vero è che la disposizione riguarda gli spostamenti e non l’effettuazione del colloquio in sé, così che se il singolo si presenta all’ingresso del carcere, pare non vi sia titolo alcuno per il personale penitenziario di vietare l’ingresso e limitare l’effettuazione del colloquio”.

Il Sinappe chiede all’amministrazione chiarimenti in merito alle modalità di svolgimento dei colloqui, se da effettuare in modalità fisica o a distanza” dichiara Roberto Santini, segretario generale del Sinappe. “Tale confusione rischia di generare una parcellizzazione operativa pericolosa, con conseguenze che potrebbero essere non dissimili dalle devastazioni di marzo. Per questi motivi” ha concluso Santini “si chiariscano con assoluta urgenza se debbano autorizzare i colloqui nelle varie zone di Italia e si disciplinino in maniera dettagliata i conseguenti
aspetti operativi”.

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