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Coronavirus, il triste San Giuseppe di Catanzaro e Cosenza

(D.C.) – Una vita sconvolta, o quantomeno stravolta, e non soltanto per la paura di contrarre un morbo terribile, questo stramaledetto Coronavirus, ma anche perché minata nelle abitudini e tradizioni più profonde e radicate che, soprattutto in una città di provincia (Catanzaro ad esempio lo è, malgrado formalmente sia un capoluogo di regione), ancora contano. Eccome.

Assai triste allora vedere una realtà in cui oggi, nel giorno di San Giuseppe, i bambini – a differenza di quanto abbiano sempre fatto finora nella fin qui breve vita – prima di andare a scuola hanno baciato i rispettivi papà, facendo loro gli auguri, per rivederli al termine dell’orario di lezione con un bel vassoio di dolci in mano, le tradizionali zeppole per lo più.

E ancora più doloroso per chi, di certo ormai adulto, non ha potuto, come ovvio a causa della quarantena imposta dal diffondersi del Sars-Cov-2, abbracciare fisicamente i suoi cari, magari anziani e malati (vittime dei soliti acciacchi connessi alla terza età, naturalmente), perché distanti pochi decine di chilometri ma residenti in un Comune diverso. Senza contare qualcuno fuori regione che, forse, se avesse potuto una ‘scappata’ dai genitori l’avrebbe pure fatta.

E invece niente, quanti ne hanno avuto l’opportunità si sono attrezzati con Skype e mezzi del genere per farsi una videochiamata e salutarsi così (strumenti peraltro non accessibili a tutti gli ultrasettantenni e ottantenni, purtroppo).

E che dire, infine, della Fiera di Cosenza che a metà marzo viene dedicata proprio alla ricorrenza che onora il Padre di Cristo. Ecco perché le immagini odierne dei luoghi della città brutia, dove per decine e decine di anni hanno trovato posto tantissimi stand e bancarelle, desolatamente vuoti non può che ulteriormente stringere il cuore e spingere a esclamare dal profondo dello stesso cuore “speriamo finisca presto e si possa vivere un 2021 pieno di serenità”.

Un proposito che di solito si fa il 31 dicembre, tuttavia mai calzante come stavolta in un mondo messo appunto sottosopra da un Virus subdolo e ‘straripante’. Chi l’avrebbe mai detto!

© Riproduzione riservata.

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