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Coronavirus, scienziati contrari ad apertura aziende: rinviata Fase 2

“Per noi le condizioni per ripartire non ci sono ancora. E tanto meno per mandare la gente a spasso.”

La proroga al lockdown, previsto fino al 13 aprile, è sempre più vicina. Già domani, venerdì 10 aprile, Giuseppe Conte potrebbe firmare un nuovo DPCM che predispone la chiusura di tutte le attività non essenziali per altre due settimane, fino a fine mese.

“Ma se proprio si deve – affermano gli scienziati – limitiamo la ripartenza a qualche comparto industriale più essenziale, seguendo le misure di sicurezza che vi suggeriamo”. Questo il pensiero della scienza riguardo alla situazione di emergenza da Covid-19. Qualche giorno fa, il Premier era stato ferreo col Comitato scientifico: “Non posso fare quello che dite voi, l’economia deve ripartire o il Paese rischia di fallire. Non possiamo nemmeno obbligare troppo a lungo la gente a casa».

Ma, ad ogni modo, il nuovo decreto di Conte, probabilmente in arrivo nella giornata di domani, confermerà il lockdown per altri quindici giorni.

Le eventuali riaperture dovranno essere accompagnate dalle tutele e prevenzioni necessarie, nel pieno rispetto dei protocolli di sicurezza. Varie le misure da adottare: oltre alla sanificazione dei locali e all’uso obbligatorio di mascherine, si ipotizza anche la possibile riduzione nell’orario dei turni per facilitare il distanziamento sociale e il controllo della temperatura corporea dei dipendenti, con il divieto di lavorare per chi ha una temperatura troppo elevata.

Leggi anche: Coronavirus, come funzionerà la fase 2: ecco le ipotesi di un'Italia che riparte

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