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Coronavirus: “Io resto a casa”, ma gli altri continuano a partire per il Sud

C’è qualcosa che non quadra. I cittadini, chiusi in casa ed attenti ad ogni notizia, sperando che prima o poi comincino a circolare quelle buone, commentano sui social qualcosa di paradossale, che non comprendono e che, oggettivamente, non si capisce.

Si sono fermati i voli, chiusi alcuni aeroporti in Italia ed aperti solo quelli necessari ai viaggi motivati. Ma i viaggi verso il Sud continuano. Incredibilmente, nonostante le norme in atto con il decreto “Io resto a casa”, un buon numero di persone ieri sera ha utilizzato i treni che dalle città del nord portano al Sud.

Da Milano, ieri sera, diversi sono partiti e non si capisce quanto responsabile sia il loro fare. Ma ancor più non si capisce perché il Governo, che costringe in casa per settimane, permetta che accada tutto questo. E’ un paradosso senza risposta logica, che dimostra che qualcosa non quadra.

Stando a quanto riportato da La Repubblica Milano, il personale viaggiante denuncia: Non ci sono garanzie di sicurezza sanitaria, la gente è disposta a viaggiare tutta la notte con persone sconosciute, nella promiscuità obbligata degli spazi di un vagone letto, cioè tre posti, e delle cuccetta a quattro posti”. Inoltre, lamenta la mancanza di sicurezza igienica sia per sé che per i viaggiatori: “Noi del personale viaggiante abbiamo un solo paio di guanti e una mascherina per il viaggio di andata e per il ritorno”. Stretti i controlli della polizia ferroviaria sugli accessi, gli agenti fanno mantenere rigorosamente le distanze di sicurezza e esigono l’autocertificazione.  Ma come diceva uno di loro, “non si capisce perché  tutta questa gente possa partire, visto che l’ultima ordinanza ha fermato l’Italia“. (Foto Repubblica)

Redazione Calabria 7

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