Coronavirus, Italia in zona rossa e massimo 2 invitati al cenone: è scontro

sistema dei colori

L’accordo sulle nuove restrizioni in vista del Natale è praticamente chiuso, manca solo l’ufficialità. Si andrà in lockdown per tutto il periodo delle feste. Ieri, dopo una lunga ed estenuante giornata di trattative nella maggioranza, pare si sia raggiunto infatti un compromesso tra la linea più rigorista, portata avanti dai ministri Boccia e Speranza, e quella meno rigida del presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

Le questioni aperte riguardano il giorno dell’Epifania e, soprattutto, la deroga per “un massimo di due congiunti non conviventi ad andare a trovare parenti di primo o secondo grado” anche fuori dai confini comunali o regionali. Conte vorrebbe una norma più allentata: a casa si potrebbero ospitare 2 persone non conviventi, senza specificare se parenti o meno. Quasi sicuramente cadrà la condizione che gli ospiti siano “genitori anziani o persone in situazione di fragilità”. Se la formulazione restasse questa, sarebbe possibile trascorrere il Natale o altri giorni di festa con i figli non conviventi, i fratelli, altri parenti di secondo grado. Con il limite di due persone in macchina durante il tragitto.

Le questioni aperte riguardano il giorno dell’Epifania e, soprattutto, la deroga per “un massimo di due congiunti non conviventi ad andare a trovare parenti di primo o secondo grado” anche fuori dai confini comunali o regionali. Conte vorrebbe una norma più allentata: a casa si potrebbero ospitare 2 persone non conviventi, senza specificare se parenti o meno. Quasi sicuramente cadrà la condizione che gli ospiti siano “genitori anziani o persone in situazione di fragilità”. Se la formulazione restasse questa, sarebbe possibile trascorrere il Natale o altri giorni di festa con i figli non conviventi, i fratelli, altri parenti di secondo grado. Con il limite di due persone in macchina durante il tragitto.

La deroga al “tutti in casa” comporterebbe una dolorosa selezione, vista la tradizione di trascorrere il Natale assieme a più nuclei familiari. Secondo il ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia, questa opzione “rischia di aprire una falla nel sistema di prevenzione dei contagi, in quanto renderebbe molto difficili i controlli” da parte delle forze dell’ordine.

Le ipotesi

Potrebbe esserci infatti un blocco della circolazione dal 24 al 3 gennaio, nei giorni festivi e prefestivi, quindi dal 24 al 27, e ancora dal 31 al 3, con la sola eccezione di un allentamento della stretta il 28, 29 e 30, per ridare fiato alle attività commerciali. Secondo questo calendario di chiusure sarebbe ‘salva’ l’Epifania. Oppure si valuta ancora una zona rossa soltanto per la Vigilia, per il giorno di Natale, per il 31 dicembre e per l’1 gennaio, e far entrare l’Italia in zona arancione nei restanti giorni. Dal 4 al 6 gennaio in ogni caso dovrebbero riaprire sia i negozi sia le attività di ristorazione, e dovrebbe essere consentito anche uscire dal proprio Comune, per chi vive in zona gialla.

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