Coronavirus, Italia senza mascherina… ma attenzione alla variante Delta

Le riaperture saranno completate entro il 10 luglio con la ripartenza delle discoteche
mascherine all'aperto

La settimana che si apre vede l’Italia tutta in zona bianca. L’ordinanza è stata firmata lo scorso venerdì dal ministro della Salute, Roberto Speranza, ed entra ufficialmente in vigore a partire da oggi, lunedì 28 giugno. Anche l’ultima regione che mancava, la Valle d’Aosta, entra nella fascia con minori restrizioni. Dalla giornata odierna cessa l’obbligo di mascherine all’aperto (se c’è la distanza; vanno comunque portate con sé). Una rivoluzione rispetto agli ultimi 7 mesi. Con l’incognita della variante Delta – quadruplicati i casi a giugno rispetto a maggio -, che potrebbe imporre nuove zone rosse limitate, le riaperture saranno completate entro il 10 luglio dalle discoteche sotto le stelle.

Caso unico

Caso unico

L’unica eccezione è rappresentata da Norcia, comune umbro: in serata il sindaco Nicola Alemanno ha firmato il provvedimento con cui si proroga per sette giorni, fino al 4 luglio, l’obbligo di indossare la mascherina all’aperto. La misura è stata adottata su richiesta del Commissario regionale per l’emergenza Covid, Massimo D’Angelo, poiché l’incidenza dei casi settimanali è superiore a 200 su 100mila abitanti ma nessuno legato alla variante delta. Scelta adottata anche perché in questa settimana sarà completata la campagna vaccinale.

L’immunità di gregge

Il commissario Francesco Figliuolo lancia un appello ai giovani: “Devono poter tornare in discoteca con atteggiamento responsabile e con il green pass“. L’immunità di gregge in Italia, ha detto il commissario per l’emergenza, “èall’80% dei 54 milioni della platea di vaccinabili, e sono assolutamente convinto che raggiungeremo questo obiettivo a fine settembre. Ma bisogna andarsi a vaccinare, come dimostra anche l’esperienza di altri Paesi a un certo punto si fa fatica a trovare i vaccinandi. Ma di vaccini a Rna (Pfizer e Moderna) ne abbiamo a sufficienza , a luglio solo poco meno di giugno. Ora usiamo AstraZeneca solo per la seconda dose agli over 60 e Johnson per le persone difficili da individuare o per categorie particolarmente mobili”.

Il generale elogia il comportamento degli italiani e fa mea culpa su AstraZeneca un po’ a nome di tutte le autorità. “Nonostante tutto i nostri concittadini hanno dimostrato di essere migliori di questa confusione che si è creata. Su AstraZeneca ci sono state più di 10 indicazioni diverse nel tempo, ma questo è figlio di un virus nuovo e sconosciuto e dei progressi della farmacovigilanza. Ci sono state delle motivazioni da parte della gente. In un’altra condizione si utilizzava tutto quello che avevamo per far calare la curva dei contagi, ora invece possiamo usare altri vaccini per l’eterologa con la seconda dose” di Astrazeneca. Così il commissario Francesco Figliuolo a Domenica In, secondo il quale “forse si poteva comunicare meglio”.

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