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Coronavirus, l’allenatore ai suoi ragazzi: “Torneremo a ruggire in campo”

Una lettera ai suoi ragazzi, per dar loro forza, coraggio e responsabilità, nei giorni del Coronavirus.

A scriverla è l’allenatore catanzarese Sonny Barbuto: “In questo momento di pausa forzata calcistica mister Sonny Barbuto vuole “tenere compagnia” e infondere coraggio a tutti i giovani atleti chiamati a questo stop con tanto senso del dovere e di responsabilità: torneremo a ruggire sul nostro rettangolo di gioco e quando lo rifaremo ricordiamoci di questi momenti in cui insieme, al di là dei colori o della rivalità, abbiamo sconfitto il male: se ricorderemo questa sfida che vinceremo insieme cominceremo a guardare gli avversari come rivali sportivi e non come nemici e capiremo ancora di più il valore della parola sport.

Sembra essere in un film , sembra non stia succedendo davvero ma quando guardiamo fuori dalla finestra e vediamo il nulla che si muove capiamo il momento tragico, per certi versi assurdo , che stiamo nostro malgrado vivendo . Prendo spunto da un mio collega giornalista per inquadrare il momento topico del match in questione: ”Per usare una metafora calcistica stiamo giocando la partita della vita. L’avversario è rapido, sfuggente, micidiale. Siamo in svantaggio e impegnati in una difesa estrema.

Dirci che prima o poi finirà equivale attendere passivamente il novantesimo per fare la conta dei gol subiti. Organizzare la ripartenza, agire da squadra, sapere che, al netto dei terribili lutti e dei danni, alla fine “tutto andrà bene” per tanti di noi, significa pensare a questi giorni bui come a un intervallo. E prepararsi a rimontare e vincere nel secondo tempo, o anche ai supplementari se serve, dando un senso a tanta sofferenza e tanti sacrifici. Si dice che l’agonismo sia una metafora della vita.

E’ un’esagerazione. In realtà, la vita ha percorsi ben più maestosi e drammatici. Ma quando il sentiero dello sport incrocia la strada maestra della storia, produce un effetto rivelatore. Un dramma planetario consumato nel segreto delle case e degli ospedali trova la sua rappresentazione pubblica più iconica e raggelante negli stadi vuoti, nel silenzio delle arene, nella sospensione fisica e televisiva di ogni passione giocosa. Per questo ha un senso continuare a parlare di sport in questi giorni”. Insomma cari ragazzi – continua lo special one del settore giovanile calabrese- teniamo duro perché solo noi sappiamo cosa sentiamo dentro quando respiriamo l’aria delle gare , delle partite e ricordiamoci sempre che non importa quel che si trova in fondo ad una corsa , ciò che importa è quel che provi mentre corri. #state a casa# andrà tutto bene”.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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