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Coronavirus, l’incubo diventa realtà con la speranza che finisca presto (VIDEO)

Di Carmen Mirarchi- Un brutto film, immagini mai viste e che nessuno di noi avrebbe mai voluto vedere. In sostanza per salvare  il mondo dobbiamo proteggerci da un terribile virus che soffoca gli esseri umani.

Sembra la trama di uno dei quei film che raccontano la fine del pianeta ma è la dura realtà del 2020. Si cerca un vaccino ed intanto si sta a casa, chiusi il più possibile dentro quattro mura. Una prigione difficile da sopportare per gli essere umani che da sempre cercano la libertà. Scappano dalla guerra, dalla fame ma sopratutto scappano dai posti dove dittatori impongono leggi difficili da sopportare e coprifuoco. Adesso qui nel luogo dove la libertà fu costruita e protetta questa stessa viene vietata. Un virus ha messo in ginocchio l’economia delle regioni più ricche d’Italia e dopo è arrivata al Sud, in quelle regioni forse più povere ma dove in tanti da anni stanno facendo lo sforzo di stare a galla. Così progetti di giovani, aziende storiche, artigiani, insomma tutto a rischio,  tutto chiuso con lo scopo unico di salvare più persone possibili da un nemico invisibile.  I centri commerciali con le serrande abbassate sono il simbolo di quanto tutti stanno cercando di fare per combattere, si combatte stando a casa, chiusi tra quattro mura. Così sui social si scrive che i nostri nonni sono andati in guerra mentre a noi basta stare in casa per combattere. All’uomo e alle donne del 2020 per salvarsi viene chiesto di rinunciare alla libertà per distruggere un virus invisibile in attesa di un vaccino,  in attesa della riduzione dei contagi. In Calabria intanto i contagiati aumentano e cosi diminuiscono anche i cittadini che decidono di uscire. Pochissime persone per le strade, orma si esce solo per necessità o per rientrare nella proprie abitazioni. Si vive con la paura di dover giustificare ogni proprio movimento, si vive con il timore di essere fermati e non saper giustificare il perché si è usciti dì casa.  Un brutto film, è solo un brutto film che presto finirà sperano tutti. Ed intanto si vive sui social dove pagine di ogni genere spiegano il perché stare a casa, comunicano decessi falsi e fake news di ogni genere. Insomma la piazza di è spostata sul web, è virtuale adesso ma lì si continua a litigare come se ci si trovasse al bar. Il web aiuta però, c’è chi fa lezioni on line, chi si incontra grazie alle webcam, si fanno acquisti sui siti. Insomma muore l’economia reale e cresce quella virtuale. Così vedere la città deserta fa paura, uscire di casa da paura ed l’unica speranza è che tutto finisca presto.

Redazione Calabria 7

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