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Coronavirus, Mancuso (Lega): “Sospendere tasse anche in Calabria”

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«La delicata fase che sta attraversando il Paese a causa delle note vicende sanitarie si è subito tramutata in una severa emergenza economica che rischia di colpire molto duramente. Già senza il coronavirus si registrava una pericolosa fase di stagnazione. Una brusca battuta d’arresto potrebbe significare il colpo fatale per molte aziende e lavoratori. Uno spauracchio per il sistema produttivo calabrese». Lo afferma il consigliere regionale della Lega Filippo Mancuso, raccogliendo la sollecitazione del sindaco di Catanzaro Sergio Abramo che nell’ultima seduta del Consiglio comunale aveva chiesto agli esponenti catanzaresi di Palazzo Campanella di prendere a cuore il problema coronavirus.

«La situazione – prosegue Mancuso- rischia di sfuggire di mano da un momento all’altro. Si deve agire in fretta. Credo, anzitutto, non si possa prescindere da un intervento del governo centrale. L’esecutivo nazionale ha già adottato un decreto che prevede la sospensione delle scadenze fiscali e degli adempimenti tributari. La deroga tuttavia vale soltanto per le aree ricadenti nella cosiddetta “zona rossa”, ossia quelle in cui al momento in cui si registrano focolai del virus. Ritengo che l’Italia, dal punto di vista economico-produttivo, debba essere intesa integralmente come “zona rossa” stante la stretta interdipendenza fra i territori e le pregresse debolezze del Mezzogiorno. Per questo chiedo che le misure già assunte siano al più presto estese anche al nostro territorio, in quanto l’economia calabrese è stata già gravemente colpita.

Senza dimenticare i futuri danni, con la stagione turistica, ad esempio, che rischia di essere compromessa. In più, ritengo – aggiunge il consigliere regionale della Lega- sia opportuno valutare la possibilità da parte della Regione Calabria, in persona dal nuovo Governatore, di riversare allo Stato parte dei fondi comunitari (purtroppo tanti) non utilizzati. Risorse poi da destinare alle aziende calabresi sotto forma di credito d’imposta quantomeno a parziale soddisfacimento dei mancati incassi dovuti alla crisi economica provocata dalla situazione sanitaria. Si dovrebbe consentire che tali crediti di imposta possano essere utilizzati anche per il pagamento di imposte, tasse e contributi da lavoro dipendente. Queste proposte serviranno almeno a lenire la “calamità” economica purtroppo già percepibile in mezzo alla gente. Il tempo stringe ed anche un piccolo ritardo rischia di risultare devastante per le attività economiche calabresi. I cittadini vogliono risposte».

Redazione Calabria 7

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