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Coronavirus, oggi le linee guida del Governo per la ripartenza delle attività

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Le Regioni sono pronte a riaprire progressivamente le attività, nei prossimi due mesi. La Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, come riportato da SkyTg24, è stata convocata alle ore 11 di questa mattina. La Conferenza affronterà vari temi fra cui le valutazioni sull’aggiornamento delle linee-guida per la riapertura delle attività economiche, produttive e ricreative. I primi a ripartire saranno i ristoranti a pranzo – le Regioni spingono per riaprirli anche a cena sfruttando gli spazi all’aperto -, successivamente i luoghi dello spettacolo e, solo in un secondo momento, palestre e piscine. Dalla metà del mese, nel rispetto della linea della “gradualità” scelta dal Governo, potrebbero essere consentite le cene nei locali pubblici.

Si ripartirà esclusivamente – secondo fonti autorevoli – nei territori che avranno dati da fascia gialla e con alcune limitazioni rispetto al passato. La prima istanza delle Regioni è consentire il ritorno alla libertà di movimento, almeno nelle aree che avranno meno contagi e saranno più avanti con la vaccinazione delle persone anziane e fragili. Tra i ministri c’è chi si aspetta la riapertura dei confini regionali a metà maggio e chi invece frena, ricordando che il Governo deve ancora riunirsi per impostare il nuovo decreto: se non ci saranno accelerazioni entrerà in vigore il primo maggio.

Incontro tra Draghi e Locatelli

Ieri il presidente Mario Draghi ha incontrato Franco Locatelli e Silvio Brusaferro, coordinatore e portavoce del Cts e domani, a quanto trapela da Palazzo Chigi, si riunirà la cabina di regia presieduta dal capo dell’esecutivo. Saranno esaminati i dati, come ogni venerdì, e si comincerà a discutere di riaperture. Forza Italia oggi alle 11 presenterà il suo piano da consegnare a Draghi, in cui si chiede il ripristino delle zone gialle “lì dove possibile”. Il M5S invece si affida a Speranza e al Cts: “Le riaperture possono essere programmate solo con il supporto del Cts e con l’enorme impegno con cui il ministro della Salute sta affrontando la gestione della pandemia”.

I protocolli sono pronti e in parte già approvati dal Comitato tecnico scientifico. Le regole, come riportato dal Corriere della Sera, saranno stringenti, ma consentiranno comunque alle attività di riprendere fiato. Anche Roberto Speranza, da sempre per la linea dura, ritiene “lecito aspettarsi riaperture a maggio”, sempre però monitorando i dati, ancora non troppo incoraggianti. “Se riaprono gli stadi, lo stesso valga per i concerti all’aperto”, incalza il ministro della Cultura Dario Franceschini

Linee guida

Il calendariodel Governo, in linea di massima, prevede un mese di riaperture graduali, per arrivare alla fine di maggio con svariate attività aperte. Per le Regioni oltre ai ristoranti e ai bar devono ripartire anche palestre, piscine, luoghi della cultura e dello spettacolo. Le linee guida che oggi la Conferenza illustrerà alla ministra Mariastella Gelmini prevedono la riapertura di ristoranti e bar sia a pranzo, che a cena, con regole molto stringenti al chiuso e maggiori libertà all’aperto. In una prima fase i locali potrebbero accogliere i clienti soltanto seduti. Per le Regioni la distanza minima tra i tavoli dovrebbe essere di due metri all’interno e di un metro all’aria aperta.

Palestre e piscine

I governatori spingono anche per la riapertura di palestre e piscine, strutture sulle quali il Cts ha già fissato le regole: 2 metri in palestra, 10 metri quadri in piscina. Nella fase iniziale il via libera potrebbe comunque riguardare solo gli allenamenti individuali.

Parrucchieri

Potrebbero essere riaperti in zona rossa, come chiedono le regioni di centro-destra e la ministra Gelmini, ma con regole molto rigide.

Cinema e concerti

Cinema, teatri e sale da concerto riapriranno dove e quando tornerà la fascia gialla. Il ministro della Cultura, Dario Franceschini, ha inviato al Cts un documento in cui chiede di aumentare i posti a sedere e spera che “la risposta sia positiva”: 500 persone al chiuso e 1000 all’aperto e un tetto del 50% al coperto, invece che del 25%.

Scuole d’estate

 

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