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Coronavirus, raggiunta l’intesa sul coprifuoco

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Schiarita nella maggioranza sul coprifuoco. Grazie alla mediazione del ministro per i rapporti con il Parlamento, Federico D’Incà – e dopo il via libera del premier Mario Draghi – è stata raggiunta un’intesa sul seguente testo: Si “impegna il Governo a valutare nel mese di maggio, sulla base dell’andamento del quadro epidemiologico oltre che dell’avanzamento della campagna vaccinale, l’aggiornamento delle decisioni prese con il decreto-legge n. 52 del 2021, anche rivedendo i limiti temporali di lavoro e spostamento”.

Tensioni in aula

L’accordo è stato messo nero su bianco nella proposta di riformulazione dell’ordine del giorno di FdI sul coprifuoco. Tuttavia, il partito di Giorgia Meloni ha fatto sapere al governo che non avrebbe accettato la riformulazione, il che comporterebbe la messa in votazione del testo originario dell’odg, che prevede l’abolizione del coprifuoco. Successivamente l’Aula della Camera ha respinto l’ordine del giorno di FdI che impegnava il governo “a valutare l’opportunità, nei provvedimenti di prossima emanazione, di assicurare che nelle zone gialle i ristoranti possano rimanere aperti fino alle 24”. Lega e Forza Italia non hanno partecipato al voto. Decisione, quest’ultima, che ha fatto infuriare Pd, M5s e Leu. “Non può esserci una maggioranza a la carte, che decide di stare dentro o fuori, che non affronta con coraggio e fiducia unita e coesa il difficile momento che stiamo attraversando, mi auguro che la maggioranza comprenda che l’unità e la coesione non vadano mai messe davanti all’interesse di questo o quel partito ma all’interesse nazionale”, ha detto la capogruppo del Pd alla Camera, Debora Serracchiani, intervenendo in Aula dopo che Lega e Forza Italia non hanno partecipato al oto sull’odg di FdI sul coprifuoco, che è stato comunque bocciato. “Evitiamo propagande inutili. E’ quanto mai paradossale che questa maggioranza” voti o non voti “per tornaconto personale”, ha incalzato il presidente dei deputati M5s, Davide Crippa. Per il capogruppo di Leu Federico Fornaro c’è “la questione di come si sta in una maggioranza, rispetto e lealtà devono essere le fondamenta e invece qui c’è un problema che non è superabile con le dichiarazioni o i tweet. A chi giova questo gioco?”.

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