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Coronavirus, Unindustria: “Grave peggioramento economia Calabria”

Unindustria calabria

Gli industriali calabresi auspicano il rilancio degli investimenti pubblici in infrastrutture e servizi per i territori “mettendo a sistema le risorse già programmate ed assegnate per definire, insieme al Governo, il percorso per traguardare l’apertura dei cantieri”.

E ancora, la costituzione di un sistema di incentivi automatici finalizzati all’acquisto di servizi per la digitalizzazione dei processi, l’innovazione tecnologica, strategica, organizzativa e commerciale in ottica Industria 4.0, per il finanziamento di progetti di sviluppo innovativo, investimenti nelle infrastrutture e tecnologie ICT, nel cloud computing e nei big data e nel rafforzamento delle competenze digitali dei lavoratori delle PMI regionali. Passando ai settori del turismo, cultura ed ambiente gli industriali auspicano la definizione di un progetto strategico per questa filiera fondamentale per lo sviluppo del territorio, con la costituzione di una cabina di regia dedicata che, già in questa fase, inizi a lavorare ad una campagna di comunicazione e marketing che valorizzi e rilanci pienamente la Calabria come meta turistica “four seasons”.

Lo rende noto il presidente di Unindustria Calabria che con i colleghi delle sedi territoriali delle Associazioni degli Industriali di Catanzaro (Aldo Ferrara), Cosenza (Fortunato Amarelli), Crotone (Mario Spanò), Vibo Valentia (Rocco Colacchio), Reggio Calabria (Domenico Vecchio) e di Ance Calabria (Giovan Battista Perciaccante) ha presentato alla governatrice un documento contenente “misure urgenti per il sostegno del sistema produttivo regionale connesse all’emergenza Covid-19”. “L’Italia – spiega – è stataa colpita al cuore ed a farne le spese sono la salute dei cittadini e l’economia.

Con la diffusione del virus COVID-19 abbiamo registrato uno shock congiunto di offerta e di domanda: al progressivo e necessario blocco di molte attività economiche sul territorio nazionale, è seguito un crollo della domanda di beni e servizi, sia dall’interno che dall’estero”. Mazzuca commenta i dati presentati dal Centro Studi di Confindustria, secondo cui, se la fase acuta dell’epidemia finisse a maggio, avremmo una “caduta cumulata dei primi due trimestri del 2020 del Pil del -10%, con una successiva risalita lenta ed una stima del -6% per fine anno”.

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