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Coronavirus, Usb: “Fare tamponi a tappeto per evitare altri contagi tra i lavoratori”

“Altre ordinanze si susseguono in merito al contenimento del contagio COVID 19. In queste ore abbiamo chiuso il paese di Serra S. Bruno. Benissimo. Quello che non capiamo e ci colleghiamo anche al contagio del dipendente di un noto supermercato di Catanzaro ( a cui va tutta la nostra solidarietà)”. Inizia così la nota del sindacato Usb in merito all’emergenza Coronavirus e a tutti i provvedimenti adottati.

“Però, chiudere il paese di Serra, e lasciare che i mezzi, che giornalmente trasportano derrate
alimentari dentro la cinta del paese, vanno e vengono. Ci chiediamo che senso ha? Ci informano i
dipendenti dei trasporti che entrano ed escono dal paese dopo – 5/6 punti vendita – in modo quasi del
tutto regolare. E poi cosa fanno? Rientrano nei depositi e rifanno il giro per altri paesi! Capiamo che nessuno può morire di fame, nemmeno i nostri concittadini di Serra come pure degli altri paesi, ma chiudere a queste condizioni vuol significare solo cautele di circostanza per tappare la bocca all’opinione pubblica. Senza contenuti da parte delle autorità regionali. Ci sono modalità diverse per approvvigionare la cittadinanza magari fuori dal paese in aeree sanificare, ma non certo chiudere una porta ed aprire un portone
Stesse incertezze nutriamo per il dipendente del supemercato di Catanzaro dove viene minimizzato l’evento con chiusura di meno di 48 ore del punto vendita – ed immediata riapertura. Da quanto apprendiamo, sempre dai lavoratori, -va bene la sanificazione certificata, ma siamo certi che il dipendente nelle giornate di incubazione abbia si e no frequento solo 5 persone per un tempo limite di soli quindici minuti? Dove il virus non avrebbe fatto in tempo ad accorgersi di altre persone e quindi infettarle? A parte l’ironia chiediamo al Prefetto di Catanzaro, al Governatore della Calabria, di chiudere il punto vendita, fino a quando tutti i lavoratori non sono stati sottoposti al tampone, per scongiurare latenze del virus, a tutela dei dipendenti, ed accertare effettivamente quante persone sono state in contatto durante l’attività lavorativa del dipendente  Cosi come adottare sistemi di scarico e carico sicuri nei paesi sottoposti a chiusura. I lavoratori USB chiedono tamponi per tutti anche perché, chi sta incubando (l’incubazione del virus dura 14 giorni) – potrebbe risultare negativo oggi e contagiare domani. Inoltre chiedono di allargare lo spettro dell’esecuzione dei tamponi anche ai contatti occasionali, puntando così a isolare anche i positivi asintomatici, e ragionando anche sulla possibilità di concentrarsi su particolari categorie specifiche particolarmente esposte nelle giornate precedenti (in media ci vogliono 5 giorni per riscontrarlo), evitando il rischio di «mettere in libertà» persone che invece dovrebbero stare isolate. Peer la USB il beneficio di questa scelta non è misurabile: poiché nessuno sa qual è il numero reale dei contagiati. Basta continuare ad immolare altre persone – ora e nelle prossime settimane – in nome di un profitto a discapito della vita dei lavoratori. Sono scelte pesanti per le imprese ma necessarie per la USB e per l’incolumità della cittadinanza”.

Redazione Calabria 7

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