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Coronavirus, verso un lockdown nazionale nelle festività natalizie

lockdown non vaccinati

“Posso dirlo? Lo avevo previsto che un lockdown a Natale sarebbe servito”. E’ quanto ha affermato il noto virologo Andrea Crisanti. “Da ora in poi mi rifiuterò di fare previsioni. Prima di tutto perché non voglio portare sfortuna, successivamente – sorride – perché a questo punto posso solo sbagliare. Qui ci vuole un governo che tiri fuori l’autorità che gli è conferita. Guardiamo alla Germania, la Merkel non ha avuto esitazioni”.

In Italia ci sono ancora 5 Regioni classificate dall’Istituto Superiore di Sanità a rischio elevato, solo in 2 la situazione è migliorata da essere “promossa” a zona di rischio basso. L’epidemia Covid nel Belpaese rallenta, ma non si ferma. Siamo ancora lontanissimi dalla normalizzazione e dal definitivo allentamento delle misure, perché la pressione sulle strutture ospedaliere è ancora forte. In Italia si continuano a sfiorare i 500 morti al giorno e il governo deciderà se e come stringere ulteriormente le misure nelle festività natalizie, soprattutto per rendere impossibili gli assembramenti da shopping, verificatisi nelle grandi città, cercando di allontanare lo spettro della terza ondata nel 2021. La decisione arriverà entro domani, mercoledì 16 dicembre, con un’interlocuzione in corso con il Comitato tecnico scientifico che ha fatto trapelare la necessità di misure più rigorose.

L’ipotesi è quella di una zona rossa nazionale nei giorni festivi e prefestivi – un lockdown con il ritorno dell’autocertificazione per giustificare ogni spostamento -, dalla vigilia di Natale a Santo Stefano, da San Silvestro a Capodanno, solo con i servizi essenziali aperti. Oppure quella di una sorta di grande zona arancione, con i negozi aperti e i ristoranti chiusi. E con il coprifuoco anticipato alle 18 o alle 20.

Verso una nuova stretta

“In Italia la curva dei contagi è in fase calante, mentre in Germania sta salendo”, osserva; il che porta a escludere un lockdown nazionale di settimane sull’esempio tedesco. Ma la stretta ci sarà, con l’unica deroga forse degli spostamenti tra piccoli Comuni entro un certo numero di chilometri. Misure da consolidare ed eventualmente estendere e rafforzare con una sorta di lockdown per tutto il periodo di Natale. E’ quanto avrebbero detto, secondo quanto si apprende, gli esperti del Cts nella riunione con il premier Conte e con i capi delegazione. La necessità di una nuova stretta, è stato spiegato dai tecnici, è legata all’impossibilità da un lato di un controllo capillare del territorio e dall’altro a dati ancora “preoccupanti”, con un’incidenza dei nuovi casi ancora troppo alta.

Sileri: “Chi ha avuto il virus farà il vaccino”

L’Italia, fanno notare gli esperti, ha anche un numero di morti giornaliero che supera quello della Germania – che ha però 20 milioni di abitanti in più -, e oltre metà del paese con le strutture sanitarie ancora sotto stress. Dunque, è la conclusione, “bisogna estendere le misure, altrimenti a gennaio saremo nei guai”. Resta confermata la parte del Dpcm del 3 dicembre con la quale è stata disposta la chiusura nelle giornate festive e prefestive degli esercizi commerciali collocati all’interno di “parchi commerciali ed altre strutture ad essi assimilabili, a eccezione delle farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole”, a causa dell’emergenza Covid. Lo ha deciso il Tar del Lazio con due decreti monocratici firmati dal presidente della prima sezione.

Soluzione “arancione”

Altra ipotesi, su cui le divisioni sembrano minori, è quella di anticipare il coprifuoco. Non più alle 22, ma già dalle 18, per stroncare sul nascere cenoni, veglioni e feste di vario genere. Ma, come detto in precedenza, nel governo l’accordo è tutt’altro che unanime. Dalla parte opposta ai rigoristi, invece, si schierano sia il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, che la componente di Italia Viva, rappresentata da Teresa Bellanova, contrari a una stretta troppo stringente.

Si valuta, quindi, anche una zona arancione nazionale, che permetterebbe di lasciare aperti i negozi e garantirebbe più libertà di movimento, chiudendo di fatto solo bar e ristoranti. “Stiamo ragionando sulle due settimane delle vacanze di Nataledice il ministro della Salute Roberto Speranza , spero che in tempi brevi si possano prendere ulteriori misure per scongiurare un’ipotetica terza ondata. Dobbiamo essere più rigorosi durante le festività”, gli fa eco il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia.

 

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