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Corruzione e falso, indagato tecnico. Perquisizioni in cinque Comuni del Catanzarese

Coronavirus borgia

di Gabriella Passariello

Il personale della sezione di pg dei carabinieri ha bussato alla porta del tecnico comunale Ubaldo Valentino, 58 anni di Palermiti, notificando un decreto di perquisizione e sequestro vergato dal sostituto procuratore della Repubblica di Catanzaro Veronica Calcagno. Un atto che vale come avviso di garanzia a carico di Valentino, indagato per falsità ideologica commessa dal pubblico ufficiale in atti pubblici, corruzione e abuso di ufficio, attuato nell’esercizio delle funzioni di tecnico comunale. Gli uomini della pg hanno scartabellato e acquisito una serie di documenti e di carte, dopo aver riscontrato, nel corso delle indagini che nelle cinque Amministrazioni comunali dove Valentino svolge l’incarico di responsabile del settore tecnico, come dipendente o per via di un incarico affidatogli, gli atti relativi a determine, affidamento incarichi, appalti è nell’esclusiva disponibilità dello stesso Valentino, sia in forma cartacea, che su supporto informatico. Documenti, peraltro, privi di qualsiasi protocollazione informatica e certificata, in semplice formato word e pdf, che, per inquirenti e investigatori, possono essere facilmente modificabili in qualsiasi momento, eliminando tracce fondamenti per l’inchiesta.

Pericolo di inquinamento delle prove. Il personale della sezione di Polizia giudiziaria dei carabinieri stanno perquisendo gli uffici, i locali dei cinque comuni, Centrache, Palermiti, Olivadi, Stalettì, Borgia, dove lavora il geometra, la casa di residenza dell’indagato, che si trova a Davoli e l’abitazione di Palermiti, dove Valentino è domiciliato, prelevando personal computer, tablet, penne usb, documenti cartacei e informatici e ogni altro atto utile alle indagini. Il decreto di sequestro e di perquisizione si è reso necessario dal momento che la richiesta del carteggio da parte della pg, delegata alle indagini, agli uffici competenti, non ha avuto seguito, è rimasta inevasa. Per la Procura sussiste il rischio che gli atti  possano essere, manipolati, alterati o contraffatti, inquinando le prove a sostegno dei reati contestati al tecnico comunale e commessi, secondo le ipotesi accusatorie, in data prossima o anteriore al 31ottobre 2017. Ragioni di urgenza, dunque, alla base del decreto, derivanti dal concreto pericolo che i beni ricercati vengano dispersi, facendo naufragare un’inchiesta, che secondo alcune indiscrezioni, porterebbe a scenari inquietanti.

 

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