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Corruzione in Corte d’appello a Catanzaro, inchiesta chiusa per il giudice Petrini e l’avvocato Manna

La Procura di Salerno ha chiuso un altro filone della maxi inchiesta sul presunto aggiustamento di processo nella Corte d’Appello di Catanzaro notificando l’avviso di conclusione delle indagini preliminari al giudice Marco Petrini (sospeso dalle funzioni e condannato in primo grado a quattro anni e quattro mesi nel processo celebrato con il rito abbreviato) e l’avvocato Marcello Manna, attuale sindaco di Rende ed ex presidente della Camera penale di Cosenza. Il provvedimento portata la firma del pm Francesca Fittipaldi e nei confronti dei due indagati l’accusa contestata è corruzione in atti giudiziari.

Le accuse di Petrini, la difesa di Manna

Secondo l’ipotesi accusatoria, Petrini (difeso dall’avvocato Francesco Calderara) avrebbe ricevuto da Manna (assistito dagli avvocati Armando Veneto e Paolo Carbone) cinquemila euro al fine di decretare l’assoluzione nel processo d’appello del boss di Rende Francesco Patitucci, accusato di concorso nell’omicidio di Luca Bruno (ritenuto il reggente dell’omonimo clan di Cosenza) e condannato in primo grado a 30 anni di reclusione. In sede di incidente probatorio Petrini aveva confermato di aver ricevuto denaro dall’avvocato Manna ma il legale cosentino aveva respinto ogni accusa evidenziando a sua difesa le contraddizioni emerse nel racconto del giudice. A rendere ancora più complicata la vicenda anche un filmato girato dalla Guardia di finanza allegato agli atti dell’inchiesta. In questo video si vede Manna consegnare una cartella a Petrini. Sul contenuto è ancora mistero e le dichiarazioni fornite dai due indagati agli inquirenti sono diametralmente opposte.

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