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Corte dei Conti, mala gestio e debiti: il “sistema” che impedisce di uscire dal disavanzo sanitario

di Bruno Mirante – “Siamo riusciti a depositare parecchi atti per circa 30 milioni di euro solo per ciò che riguarda le citazioni, abbiamo fatto sequestri, atti di impugnazione, molte deleghe alla Guardia di Finanza per circa 100 milioni di euro. L’attività dunque è proseguita nonostante i limiti imposti dalla pandemia da Coronavirus”. Lo ha affermato il procuratore regionale della Corte dei Conti Maria Rachele Anita Aronica nella relazione per l’inaugurazione dell’anno giudiziario che si è svolta questa mattina nella sede regionale di Catanzaro.

Il procuratore generale si è soffermata sulle norme sostanziali sulla responsabilità che sono intervenute nel periodo emergenziale, in particolare l’art. 21 del decreto semplificazioni che determina l’accelerazione delle procedure d’appalto: “l’articolo 21 prevede, sia pure per un arco di tempo limitato e collegato all’emergenza sanitaria cioè fino al 31 luglio 2021, che la responsabilità erariale per condotte attive sia limitata a quelle dolose (escluse quindi quelle gravemente colpose).  Questo per rimediare alla cosiddetta “paura della firma”.  Secondo Aronica “più che limitare la responsabilità erariale il legislatore dovrebbe intervenire a livello normativo con leggi chiare perché questo pure costituisce impedimento all’azione degli amministratori e  dei dirigenti pubblici. Anche il personale dovrebbe essere adeguato, senza personale è ovvio che non si può agire bene, le strutture della pubblica amministrazione devono essere dotate di personale sia da un punto di vista quantitativo che qualitativo attingendo alla formazione. Siamo in presenza di enormi risorse che ci verranno accreditate dall’Unione europea in cui l’unico limite che viene posto è quello di spenderli bene. Auspico che gli amministratori, i dirigenti e i funzionari pubblici agiscano sia tempestivamente per utilizzare le enormi risorse assegnate per superare questo drammatico momento ma, soprattutto efficacemente quindi rispettando le regole che sono a presidio dell’effettiva realizzazione di quei risultati programmati che la comunità attende. Perché – ha aggiunto il procuratore regionale della Corte dei Conti – finora le citazioni che abbiamo depositato sono numerose e gli importi sono notevoli. Si tratta spesso di finanziamenti per investimenti senza che l’opera viene realizzata o viene realizzata male e quindi diventa un’opera incompiuta”.
Aronica ha poi specificato: “Spesso di tratta di finanziamenti non utilizzati non solo dai privati ma anche da enti pubblici. Paradigmatica la mancata realizzazione della stazione radar della Protezione civile: il radar è stato per oltre un milione ma è ancora in Germania perché non è stato trovato il posto in cui allocarlo. E’ un caso emblematico di cattiva gestione dei fondi pubblici: si è perso il finanziamento e la Regione ha pagato più di un milione”.

Mala gestio: la scure dei ritardi nei pagamenti delle Asp

“Un ricorrente fattispecie dannosa tipica espressione di mala gestio – ha rilevato Aronica –  si verifica nelle Aziende sanitarie, per i sistematici mancati o ritardati pagamenti. Si assiste, in definitiva, ad una lievitazione esponenziale del debito, che sfocia, frequentemente, nella nomina di un commissario ad acta per l’esecuzione della sentenza di condanna. Tutto ciò determina un incremento del debito, per interessi, spese e anche compensi dello stesso commissario ad acta, che costituiscono danno erariale. Un’altra pratica diffusa e collegata alla prima – ha aggiunto Aronica – è quella del ricorso – anche questo sistematico – alle anticipazioni di tesoreria (liquidità), che sono nella sostanza debiti e che producono spese ultronee per interessi e compensi sull’anticipazione, il quadro è sconfortante stante il noto disavanzo in cui versa la Sanità calabrese e che difficilmente potrà rientrare se non si pone fine a questo modus operandi nella gestione del debito”.

 

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