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Cosca Gallace, no alla sorveglianza speciale per Origlia. I giudici: “non è pericoloso”

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“Non ci sono elementi da cui si possa desumersi la pericolosità sociale di Domenico Origlia”, considerato dalla Dda di Catanzaro elemento di spicco della cosca Gallace-Novella di Guardavalle. La seconda sezione penale del Tribunale del capoluogo calabrese, misure di prevenzione, ha bocciato la richiesta di applicazione della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza con obbligo di soggiorno a Guardavalle, Comune di residenza avanzata dalla Procura distrettuale, accogliendo le tesi difensive dell’avvocato Vincenzo Cicino, che si è battuto per dimostrare come la richiesta della Procura faccia riferimento a fatti precedenti all’esecuzione del procedimento Itaca, non essendosi registrate in epoca successiva frequentazioni con persone appartenenti alla cosca di Guardavalle. Tra l’altro il processo Itaca si era concluso con l’assoluzione di Origlia dal capo di accusa relativo all’associazione mafiosa, condannato invece per il reato di estorsione aggravata, reato poi riqualificato in violenza privata. Inoltre Origlia avrebbe “subito plurimi episodi di carcerazione, con efficacia risocializzante e deterrente rispetto alla commissione di altri delitti”.  Origlia è da tempo dedito allo svolgimento di attività lavorativa lecita e quanto alle frequentazioni “di dubbia liceità” si sarebbe trattato di elementi già in parte sottoposti alla cognizione del tribunale in precedenti procedimenti e comunque di incontri occasionali con parenti amici o concittadini. Per il collegio giudicante, presidente Michele Cappai, a latere Gaia Sorrentino e Giuseppe De Salvatore, “le risultanze processuali consentono di affermare che per un periodo significativo della sua esistenza, Origlia ha fatto parte dell’associazione mafiosa della cosca Gallace, desunta dal contenuto delle conversazioni intercettate, nonché dalle dichiarazioni dei collaboratori di giustizia. Tant’è che Rosetta Costa ha indicato Origlia come il portavoce di Vincenzo Gallace, Domenico Todaro lo ha indicato come facente parte della “sua copiata”, come colui che aveva la disponibilità del capannone per ricovero di roulotte nel quale era stata celebrata la cerimonia di affiliazione. Origlia, avrebbe anche partecipato alla spedizione punitiva nei confronti di Maurizio Tripodi e Vittorio Sia. Belmone ha riferito come  fosse la persona più vicina a Vincenzo Gallace, il punto di riferimento per poter parlare con il capocosca”, ma oggi non risultano elementi da cui possa desumere la sua pericolosità sociale presupposto imprescindibile per l’applicazione della misura di sicurezza.

Redazione Calabria 7

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