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Cosenza, così la salvezza diventa utopia: al “Marulla” passa anche il Frosinone

di Antonio Battaglia – Non doveva finire così. Non era nelle previsioni, almeno dopo la prima vittoria dell’era Pillon. Di fronte ad una situazione del genere, c’è davvero poco da fare: lo spettro della Serie C è dietro l’angolo, questa volta per davvero.

E’ inconcepibile che una squadra costruita per la salvezza sforni prestazioni del genere tra le mura amiche, che dovrebbero quantomeno fungere da fortino inespugnabile. E invece no: il fortino è sotto assedio da tempo, ma non sembrano esserci soluzioni.

Il Frosinone non è mai stato in partita: ha congelato il risultato di 2-0 nei primi 20 minuti, ha lasciato libera iniziativa ai Lupi e alla fine ha vinto senza patema alcuno. E’ utopia la salvezza? Sì, in queste condizioni sì. Non ci sono dubbi.

Andiamo alla cronaca. Inizio di gara a chiare tinte rossoblu: i Lupi amministrano il pallone in maniera ordinata, obbligando il Frosinone ad arretrare il proprio baricentro. Il primo brivido, tuttavia, lo crea il Frosinone: al 9′, Dionisi accelera da metà campo, dribbla un paio di avversari e conclude dai venti metri con la palla di poco sul fondo.

Nemmeno un minuto dopo, la pronta risposta del Cosenza: pallone crossato da Lazaar, colpo di testa di Carretta che manda di poco alto sopra la traversa. Il Frosinone, però, prende coraggio e al 13′, dopo una buona occasione capitata a Rohden, passa clamorosamente in vantaggio: Novakovic ruba il pallone a Lazaar, se ne va sul fondo e mette in mezzo per Dionisi, che anticipa Casasola realizzando un autentico gol di rapina.

La formazione di Pillon prova a reagire, ma gli avversari sono terribilmente cinici: chiudono tutti gli spazi, sono veloci nelle ripartenze, non lasciano scampo. La naturale conseguenza di tutto ciò è il fulmineo raddoppio, su ennesimo svarione del centrocampo: Rohden recupera la sfera e lancia Novakovich, che approfitta del movimento smarcante di Dionisi per fulminare Perina.

E’ il colpo che sembra uccidere definitivamente i padroni di casa, totalmente in bambola e incapaci di offrire una reazione consona alla categoria. Troppi i palloni regalati ai laziali, pochi quelli gestiti con ordine e cattiveria. Nella ripresa, sulla spinta del meraviglioso pubblico rossoblu, i Lupi scendono in campo con un pizzico di maggiore consapevolezza.

Prova ne è, al minuto 53, l’insidioso diagonale di Bruccini che si perde di poco a lato. Il Cosenza ha più motivazioni, deve averne, per provare a riprendere in mano il match. Al 10′, Bardi nega la gioia del gol al mediocre Kanouté con un intervento felino, mentre due minuti più tardi Lazaar fa tremare il “Marulla” con il suo letale mancino dalla distanza.

Il match procede senza particolari sussulti fino al 25′, con un’altra sassata su punizione del terzino ex Palermo abilmente deviata in angolo da Bardi. Null’altro, davvero null’altro. Prestazione ai limiti dell’osceno.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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