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Cosenza criminale, operazione Testa di Serpente: assolto il presunto poliziotto infedele

testa di serpente

di Maria Teresa Improta – Presunto poliziotto infedele assolto. Il gup distrettuale di Catanzaro Matteo Ferrante oggi si è espresso sulla posizione dei sette imputati del processo scaturito dall’operazione Testa di Serpente che hanno scelto di essere giudicati con rito abbreviato. Chiarita la posizione di Dario Brancaleone l’agente della Polizia di Stato finito nel calderone delle indagini coordinate dalla Dda di Catanzaro guidata dal procuratore Nicola Gratteri e volte a disarticolare i vertici dei clan degli “italiani” e degli “zingari” operanti nella città di Cosenza. Il poliziotto non è stato ritenuto responsabile dei reati contestati dalla pubblica accusa ed assolto così in primo grado con formula piena perché il fatto non sussiste.

Testa di Serpente, sentenza in abbreviato

Tra i vari reati contestati detenzione e traffico di armi e stupefacenti, estorsioni, minacce, usura, lesioni, una serie di violenze perpetrate ai danni di imprenditori e persone in stato di bisogno, fino al coinvolgimento nell’omicidio di Luca Bruni. Condannato a 11 anni otto mesi e 20 giorni di reclusione Roberto Porcaro ritenuto uomo al vertice del clan Lanzino-Patitucci insieme all’antagonista della criminalità nomade, il collaboratore di giustizia Celestino Abbruzzese alias Micetto, che ha incassato una pena pari a 1 anno 5 mesi e 10 giorni di detenzione. Carlo Drago è stato condannato a 7 anni e 4 mesi di reclusione, Danilo Turboli a 7 anni e 2 mesi di reclusione con l’esclusione dell’aggravante mafiosa, Andrea D’Elia 3 anni e 4 mesi di reclusione con l’esclusione dell’aggravante mafiosa. Oltre al poliziotto ad essere assolto è stato Antonio Colasuonno “per non aver commesso il fatto”, difeso dall’avvocato Chiara Penna, e per il quale la Procura aveva chiesto una pena pari a 9 anni di reclusione.

Confisca

Il gup distrettuale di Catanzaro ha inoltre ordinato la confisca dei conti correnti personali di Roberto Porcaro e di Carlo Drago. Nei confronti di quest’ultimo è stata disposta anche la confisca delle quote e dell’intero compendio aziendale della società Gioia Giochi srl; della ditta L’isola degli animali; di due immobili a Rende e di uno a Castrolibero, di una Fiat Panda e una Volkswagen Golf. Dissequestrate invece la ditta individuale La locanda dei sogni e di alcune cambiali che sono saranno restituite all’avente diritto. Entro 90 giorni saranno depositate le motivazioni della sentenza che sarà trasmessa alla Procura della Repubblica presso il Tribunale Cosenza per le valutazioni di competenza.

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