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Cosenza, non sembra esserci via d’uscita: passa il Pordenone. E Braglia scricchiola

di Antonio Battaglia – Doveva essere e non è stato. Il Cosenza era atteso da una vittoria scacciacrisi, sulla scia di quanto fatto vedere a Perugia: nulla di tutto questo. L’avversario non era dei più semplici, vero, ma la sconfitta odierna non fa altro che consolidare l’incubo retrocessione. E i Lupi oggi non potevano permettersi battute d’arresto.

Un remake di Cosenza-Spezia: dopo una prima frazione incredibilmente passiva, i Lupi hanno sputato sangue e polmoni per creare occasioni da rete. Risultato finale 1-2. Ah, aggiungiamo anche che la rete dei padroni di casa è arrivata su un tiro dagli oltre trenta metri di Lazaar. A testimonianza, se ce ne fosse ancora bisogno, della preoccupante involuzione di gioco della squadra silana.

Andiamo alla cronaca. Inizio in sordina per le due squadre, che danno vita ad una intensa fase di studio. Il primo squillo della gara avviene al 9′, sponda Cosenza: buon fraseggio dei Lupi al limite dell’area, D’Orazio arriva sull’out di sinistra e crossa in mezzo per Carretta che da buona posizione manda alto.

La partita si ravviva e al minuto 11 il Pordenone si rende pericoloso con un potente tiro di Pobega finito di poco a lato. La squadra di Tesser, dopo un timido avvio, prende in mano il pallino del gioco e tra il 17′ e il 20′ impensierisce Perina con due conclusioni dalla distanza di Zammarini e Burrai.

Il Cosenza, dalla sua, è costretto ad opporre una stoica resistenza, ma in contropiede riesce più volte a scardinare gli spazi avversari: al 22′ un siluro di Sciaudone termina di poco a lato, mentre qualche secondo più tardi Bàez indirizza male un traversone dal fondo.

Scocca la mezz’ora, il gioco del Cosenza diventa sempre più prevedibile e il Pordenone ne approfitta: lancio dalla trequarti di Burrai, Bittante sbaglia clamorosamente la marcatura su Strizzolo che di testa trafigge facilmente Perina.

Il Cosenza offre una timida reazione e al 34′ sfiora il gol, con Carretta che fallisce incredibilmente davanti alla porta un colpo di testa facile facile. I Lupi provano a impostare il gioco, ma qualsiasi tentativo appare sterile a fronte di una terribile povertà di idee. La difesa va in confusione, il centrocampo non fa filtro, gli attaccanti non ricevono palloni giocabili e vengono risucchiati nelle morse dei giganti avversari: la sintesi di una triste prima frazione.

Troppo cinico il Pordenone, che legittima il secondo posto in classifica. Dimostrazione al 42′, quando Candellone mette in mezzo per Strizzolo, che in spaccata indirizza sotto la traversa: è 0-2, stadio “Marulla” in silenzio. Anzi, all’intervallo i 4mila tifosi presenti intonano a gran voce: “Fuori le palle”. Inequivocabile.

A inizio ripresa va in scena lo stesso copione della prima frazione, con il Cosenza che prova a spingere ma si ritrova a fare i conti con l’ottima organizzazione difensiva dei friulani. Gioco sterile, vero, ma anche una dea Fortuna che gira le spalle: al 49′ Machach si fa tutto il campo in velocità e prova il destro a giro, Di Gregorio respinge corto e sulla ribattuta si avventa Rivière, che tutto solo colpisce clamorosamente la traversa.

La squadra di casa prova a costruire il gioco sugli esterni, ma oggi Bàez appare più impreciso del solito. Alla mezzora, lo stadio si risveglia con un grido liberatorio: il neoentrato Lazaar avanza in progressione verticale e conclude a rete con un siluro dagli oltre trenta metri, che si insacca alle spalle di Di Gregorio. A nulla servono i successivi tentativi a tinte rossoblu, è un’altra sconfitta dolorosissima e meritata. Crisi nerissima dalle parti di via degli Stadi.

Redazione Calabria 7

 

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