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Covid, confronto Governo-Regioni su riapertura attività: coprifuoco alle 23?

Decreto Green Pass

Oggi il Comitato tecnico scientifico, poi il confronto con le Regioni e mercoledì o giovedì il Consiglio dei ministri per trascrivere il nuovo decreto contenente il calendario e le regole per le riaperture, con 11 regioni che puntano spediti alla zona gialla. Il Governo conferma la road map annunciata dal premier Mario Draghi stoppando da un lato le pressioni che arrivano dal centrodestra per posticipare il coprifuoco e aprire in zona gialla anche i bar e i ristoranti al chiuso e dall’altro quelle di buona parte delle Regioni che chiedono di rivedere la scelta di riportare tutti gli studenti in classe dal 26 se non si interverrà sui trasporti.

Nel frattempo il tasso di positività è calato al 6 per cento. L’Italia supera gli 11 milioni di vaccinati con almeno una dose e ieri sono arrivate altre 430 mila dosi di AstraZeneca. Atteso per oggi il parere dell’Ema su Johnson&Johnson. Prosegue la campagna di vaccinazione, mentre Pfizer annuncia l’arrivo di altre 100 milioni di dosi all’Ue nel 2021.

Pass per spostamenti

Il primo passaggio è la riunione degli esperti del Cts che dovranno esprimere un parere sul pass che servirà per spostarsi tra le regioni di colore diverso ma anche per accedere ad alcuni eventi, come assistere a spettacoli dal vivo o andare al cinema.

Le certezze al momento sono due: la prima è che non sarà pronto per il 26 aprile, dunque da lunedì prossimo ci si sposterà verso le regioni rosse e arancioni con l’autocertificazione e uno dei tre documenti necessari allegato, il certificato vaccinale, quello di avvenuta guarigione o l’esito del tampone negativo effettuato nelle 48 ore precedenti. Elemento, quest’ultimo, sul quale il sottosegretario all’interno Carlo Sibilia chiede un intervento del Governo per eliminare o abbassare i costi ed evitare discriminazioni tra cittadini.

L’altra è che il pass sarà in linea con quello europeo che dovrebbe diventare operativo tra giugno e luglio. Prima si capisce come funziona quello Ue e poi ci si adegua. L’ipotesi più concreta è utilizzare un’App che contenga un Qr-code con le informazioni, da esibire a richiesta. L’indiziata numero uno è “Io”, l’App della Pubblica amministrazione già utilizzata per il cashback di Stato. È costruita – dicono gli esperti – secondo tutti i canoni europei per quanto riguarda l’identità digitale e il rispetto della privacy, dunque già pronta per l’utilizzo. In ogni caso una decisione definitiva ancora non c’è e al momento non sono escluse neanche le altre due opzioni: rimanere con il certificato cartaceo o utilizzare la tessera sanitaria.

Coprifuoco

La Lega presenterà la proposta di rinviare il coprifuoco alle 23, già dal 26 aprile, al prossimo Consiglio dei ministri? “Sicuramente, lo chiedono gran parte delle regioni e dei sindaci a prescindere dai colori politici”. È quanto ha dichiarato il leader leghista Matteo Salvini su Radio 24. “Non è una richiesta di Salvini e della Lega, ma è fondata sui dati scientifici in miglioramento e sul buon senso. Lo stesso ministro Speranza, da questo punto di vista, qualche ascolto ha iniziato a darlo”.

“I lavoratori che protestano – ha concluso Salvini – hanno ragione, siamo a metà dell’opera. In altre città europee da tempo non solo sono aperti bar e ristoranti ma teatri e cinema. Se i dati lo consentiranno nei prossimi giorni, non vedo perché si potranno aprire solo i locali all’aperto e non quelli al chiuso”.

Ristoranti, bar e palestre

Sul tavolo degli esperti del Cts ci saranno anche le linee guida delle Regioni per le riaperture che, almeno su due punti, suscitano perplessità e preoccupazione: né la richiesta di riaprire bar e ristoranti anche in zona arancione e rossa, né l’utilizzo degli spogliatoi in piscine e palestre (su queste ultime le regioni chiedono che possano aprire dal 15 maggio e non il primo giugno) dovrebbero passare il vaglio.

Undici regioni verso la zona gialla

Il consueto monitoraggio di venerdì dell’Istituto Superiore della Sanità determinerà le prime regioni in cui sarà possibile riaprire. Stando ai dati attuali, secondo quanto riportato dal Messaggero, sono 11 le regioni che mirano alla zona gialla: Abruzzo, Emilia Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lazio, Liguria, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, Umbria e Veneto. Le stesse regioni, infatti, hanno un valore Rt sotto l’1 e un “rischio basso o moderato”. In zona arancione sarebbero invece Calabria e Sicilia mentre Basilicata, Campania e Toscana sono a rischio: hanno un Rt molto vicino a 1 e un’incidenza sopra 200. Niente da fare per Puglia, Sardegna e Valle d’Aosta.

I dubbi dei medici

Ha qualche perplessità Filippo Anelli, presidente della Federazione degli Ordini dei Medici (Fnomceo). “Come medici non possiamo dire di non essere preoccupati che la situazione sfugga di mano” ha detto all’Ansa. I medici sono preoccupati perché le terapie intensive sono ancora piene, la pressione sugli ospedali resta forte, “bisogna occuparsi maggiormente dei pazienti non Covid”.

Tuttavia, ci sono due dati positivi che possono creare una situazione favorevole, spiega: stiamo andando verso la bella stagione, che spinge a stare di più all’aperto con minore rischio di contagio. E stiamo vaccinando di più, il che aiuta a ridurre le possibilità di recrudescenza del virus. La riduzione della mortalità Covid passa attraverso i vaccini, sottolinea.

Su posizioni ancora più dure Sergio Abrignani, immunologo componente del Cts: “Vorrei capire cosa è stato calcolato e ragionato, quanti morti siamo disposti a tollerare. Non si vaccina – conclude il medico – con alti livelli di trasmissione, è un azzardo biologico perché si dà al virus l’opportunità di mutare”. Risponde a tema il virologo italiano Pregliasco: “Le riaperture saranno irreversibili, ma ci sarà un prezzo da pagare di cui tenere conto. Un prezzo che, se sapremo rispettare i protocolli, potrebbe anche non essere così alto. Ma che senza dubbio peserà. I numeri non giustificano le decisioni del Governo. Quanti morti di Covid – conclude – siamo disposti a tollerare?”

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