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Covid, il suggerimento del Cts al governo: “Servirebbe subito un lockdown duro”

coronavirus lockdown

L’attuale situazione pandemica in Italia richiederebbe subito un lockdown duro. In alternativa, l’unico compromesso possibile è quello di una zona rossa automatica nel momento esatto in cui si supera la soglia dei 250 contagi per 100mila abitanti. Questa la posizione del Comitato tecnico scientifico che, secondo quanto apprende l’AGI, avrebbe “caldamente” suggerito al governo di ancorare l’automatismo a questa soglia oltre la quale la gestione sanitaria diventa fuori controllo. Il limite dei 250 casi compare nel Dpcm che entra in vigore oggi, ma rimette ai governatori la possibilità di decidere se attuare o meno la zona rossa. Per il Cts però il cambio colore non dovrebbe essere facoltativo alla luce della condizione di stremo in cui versa il Paese. D’altronde, i dati aggiornati del monitoraggio settimanale ieri parlavano chiaro: la situazione epidemiologica segna un peggioramento, l’Rt è in salita e si fissa a 1,06. E si tratta di dati in ‘ritardò di 15 giorni. Forse troppo vecchi, secondo gli esperti che fanno appello a una revisione del sistema.

Il nuovo Dpcm

È entrato in vigore oggi, fino al 6 aprile, il nuovo Dpcm per il contrasto alla pandemia di coronavirus. Il provvedimento conferma il coprifuoco dalle 22 alle 5 del mattino ed estende il divieto di spostamento tra regioni fino al 27 marzo. Da oggi nelle zone rosse sarà sospesa l’attività in presenza nelle scuole di ogni ordine e grado. Stop anche per i servizi alla persona come parrucchieri ed estetisti.Dal 27 marzo, poi, potranno riaprire cinema e teatri nelle aree gialle, con una capienza del 25% ed un massimo di 400 spettatori all’aperto e 200 al chiuso. Restano chiuse invece palestre e piscine. Eliminato poi il divieto di asporto oltre le 18 per enoteche e vinerie.

Il nuovo Dpcm, infine, istituisce un tavolo di confronto presso il ministero della Salute, con componenti in rappresentanza dell’Istituto superiore di sanità, delle regioni e delle province autonome, del Ministro per gli affari regionali e le autonomie e del Comitato tecnico scientifico, con il compito di procedere all’eventuale revisione o aggiornamento dei parametri per la valutazione del rischio epidemiologico, in considerazione anche delle nuove varianti. Da lunedì, infine, saranno attive le nuove zone, così come predisposto dalle ordinanze del ministro della Salute, Roberto Speranza. In rosso Campania, Basilicata e Molise, in giallo Liguria, Lazio, Calabria, Puglia, Sicilia e Valle D’Aosta, in bianco, per la prima volta, la Sardegna. Tutte le altre regioni saranno arancioni.

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