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Covid in Calabria, Spirlì: “In cinque mesi non si possono aprire ospedali chiusi da decenni”

“La situazione della sanità calabrese la conoscete meglio di me. Voi lo sapete da tanto tempo. Il quadro di oggi è figlio di ieri e dell’altro ieri”. Lo ha detto il presidente facente funzioni della Regione, Nino Spirlì in Consiglio regionale, in una breve informativa sulla situazione sanitaria della Calabria, rivolgendosi verso i banchi dei consiglieri della minoranza ai quali ha chiesto dove fossero “quando si chiudevano gli ospedali, e si riducevano i posti letto”. Ne è seguita una veloce disamina sulle iniziative intraprese con le sollecitazioni rivolte al generale Figliuolo e a Roma per apertura di nuovi centri vaccinali, nuove terapie intensive, attenzione sulla provincia di Cosenza. “Paola ha 4 posti di terapia intensiva in più – ha detto Spirlì – abbiamo firmato, prima che fosse fatto a livello nazionale, la convenzione con i medici di medicina generale e la scelta di ubicare a Taurianova il nuovo centro vaccinale è scaturita dalla presenza di un fabbricato idoneo allo scopo, strutturato su due piani, con ingressi indipendenti senza alcun limite per l’accesso ai disabili”. Il presidente ha parlato anche della “battaglia che si sta conducendo per Villa Bianca perché in cinque mesi non si possono aprire ospedali chiusi da decenni”.

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