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Covid, slitta ancora il voto in Calabria: il silenzio del centrodestra e l’imbarazzo del Pd

elezioni regionali

La politica calabrese ha già metabolizzato la decisione del governo nazionale di rinviare le elezioni regionali in autunno, in un “range” tra il 15 settembre e il 15 ottobre. Del resto, la decisione era attesa da parte di tutte le forze politiche, e secondo molti analisti è stata “sotto sotto” anche gradita, considerando che le due coalizioni principali, il centrodestra e il centrosinistra ancora devono risolvere una serie di nodi interni e intanto possono procrastinare di altri sei mesi questa tormentata 11esima legislatura regionale. Dopo l’annuncio dello slittamento – il secondo relativo al voto in Calabria, dopo il primo, programmato per il 14 febbraio e posticipato all’11 aprile – la politica calabrese dunque, al di là delle dichiarazioni di facciata, dà l’impressione di essersi già sostanzialmente adeguata alla nuova situazione, che peraltro darà più tempo ai partiti per definire le loro scelte.

La posizione di De Magistris e quella di Irto

Oggi, a parte alcune rare eccezioni, bocche sostanzialmente cucite. Del resto, ieri già qualcuno si era fatto sentire, segnatamente due dei tre candidati alla presidenza della Regione al momento in campo, Nicola Irto per il Pd e il sindaco di Napoli, Luigi de Magistris, leader di un’aggregazione civica legata comunque sostanzialmente alla sinistra: fortemente critico rispetto allo spostamento è stato il commento di de Magistris, che ha parlato di “grave rinvio” osservando che si poteva far votare in Calabria anche a giugno, mentre Irto ha detto che il rinvio delle Regionali in autunno “non è sicuramente una buona notizia” ma che “le decisioni del governo vanno rispettate”.

Bocche cucite nel centrodestra

Silenzio invece dal centrodestra, a partire da Forza Italia, il partito che ha indicato come candidato alla presidenza della Regione il capogruppo facente funzioni degli azzurri alla Camera, Roberto Occhiuto: alla vigilia della decisione del governo, i capigruppo della maggioranza regionale di centrodestra, composta tra l’altro oltre che da Fi anche da Lega e Fratelli d’Italia, avevano diffuso una nota in cui chiedevano a gran voce la conferma delle regionali l’11 aprile, ma oggi non si è alzata alcuna voce, né di dissenso né di consenso, da parte dei vertici regionali dello schieramento. Gli unici a intervenire, a sostegno della bontà della decisione del posticipo delle Regionali, sono stati il leader della Lega, Matteo Salvini, per il quale “nel giorno in cui chiudono le scuole in mezza Italia sarebbe stato complicato pensare di mandare al voto la Calabria a metà aprile”, e il presidente facente funzioni della Regione Calabria, Nino Spirlì, anch’egli della Lega, che ha detto di “non credere che ci sia un governo che prenda una decisione ingiusta”. Un altro commento è arrivato da Berto Liguori, uno dei coordinatori regionali e componente della direzione nazionale di Articolo: “La decisione assunta dal governo risponde a criteri di buon senso. L’aumento esponenziale dei contagi ed il diffondersi delle varianti da coronavirus – ha sostenuto Liguori – impongono la massima attenzione e salvaguardia nei confronti della vita delle persone. La regione Calabria concentri ora tutte le proprie energie nell’affrontare la fase di emergenza in atto. Servirebbe davvero praticare un cambio di passo concreto e condiviso il più possibile nella gestione di questo particolare momento”.

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