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Covid, vaccini, miocardite e morti improvvise in Calabria: cardiologo chiarisce ogni dubbio

Morti improvvise, miocardite, coronavirus e siero vaccinale. Esiste tra loro una relazione, ma per comprenderne la reale ed effettiva portata è bene affidarsi alle evidenze scientifiche. A fornire chiarimenti tecnici utili a capire cosa stia succedendo è il primario dell’Unità operativa complessa di Cardiologia dell’Ospedale di Castrovillari, Giovanni Bisignani, noto per aver impiantato con la sua equipe il pacemaker più piccolo al mondo su un paziente affetto da fibrillazione atriale.

Miocardite e Covid

“La miocardite – spiega il dottor Bisignani – è una malattia infiammatoria del muscolo cardiaco, comunemente causata da infezioni da agenti virali, che interessa circa 10-20 soggetti su 100.000 ogni anno nella popolazione generale. La malattia si può presentare in svariate forme cliniche che vanno da quadri clinici stabili con decorso favorevole, nella maggior parte dei casi, a forme clinicamente instabili, oppure persistere come miocardite cronica. I virus sono la causa scatenante più comune con danno miocardico diretto del virus seguita da una seconda fase di risposta immunitaria con produzione di autoanticorpi antimiocardio. La pericardite acuta è causata dall’infiammazione del pericardio, la struttura a forma di sacco che avvolge il cuore.Tale infiammazione può essere determinata da varie cause, ma le infezioni virali sono la causa più frequente. Dall’inizio della pandemia, sono stati segnalati casi di miocardite in pazienti affetti da COVID-19, ed in alcuni casi è stata riconosciuta come causa di morte. Da un punto di vista fisiopatologico, si
ritiene che la miocardite da Covid-19 possa in parte essere conseguenza di un danno diretto causato dal virus e, in parte, essere mediata dalla risposta immunitaria del paziente stesso. La prevalenza della miocardite tra i pazienti con Covid-19 non è chiara, uno studio italiano ha rilevato che nei pazienti ricoverati per Covid 2,4 pazienti ogni 1.000 sviluppano una miocardite acuta, probabilmente innescata da una reazione immunitaria determinata dal virus: di questi pazienti, il 40% ha sviluppato forme gravi che nel 20.4% dei casi, ha portato a morte anche in pazienti giovani”.

Morti improvvise e Covid

“La morte cardiaca improvvisa –  chiarisce il dottor Giovanni Bisignani – è il termine medico per indicare una morte inaspettata causata da problemi cardiaci. La morte avviene entro un’ora dopo l’insorgenza dei sintomi iniziali. In Italia circa 60.000 persone muoiono di morte improvvisa all’anno. Non ci sono prove di un’associazione tra la vaccinazione Covid-19 e un aumento del rischio di morte improvvisa, al contrario l’infezione da Sars-CoV-2 si è associata ad un rischio sostanzialmente più elevato di morte per cause cardiache e per tutte le cause. Insomma, a provocare problemi è il virus, non il vaccino. L’infezione da Covid-19 può indurre un danno miocardico e un quadro di insufficienza cardiaca che possono essere complicate da aritmie, spesso gravi. Le aritmie sono quindi una manifestazione cardiaca molto comune nei pazienti con infezione da Covid-19. I sintomi possono variare da semplici palpitazioni fino all’arresto cardiaco. Le aritmie sono probabilmente la conseguenza del danno miocardico diretto o possono verificarsi come conseguenza del disordine metabolico, ipossia, alterazioni neuro-ormonali o stress infiammatorio nel contesto della viremia acuta”.

Vaccino, Covid e miocardite

“La vaccinazione contro il Covid – 19 è fortemente raccomandata per prevenire complicanze maggiori ed il decesso nella popolazione generale. Infatti, la valutazione rischio-beneficio per la vaccinazione contro il Covid-19 mostra attualmente un bilancio favorevole alla luce delle potenziali complicanze cardiovascolari e non cardiovascolari associate a questa malattia nel breve e lungo termine e la lunga aspettativa di vita in soggetti giovani senza comorbilità maggiori. Uno dei possibili effetti collaterali della vaccinazione – sottolinea il dottor Bisignani – è lo sviluppo di miocardite e pericardite. Le probabilità che ciò avvenga sono però estremamente basse, pari allo 0,003%. E proprio perché le infezioni virali sono associate ad un aumentato rischio di problemi cardiaci, la vaccinazione riduce il rischio di sviluppare una miocardite o una pericardite in seguito a Covid-19. L’Agenzia Italiana del Farmaco (AIFA) in una nota informativa pubblicata il 19 luglio 2021 in accordo con EMA riguardo ai vaccini ad mRNA riportava che “i casi di miocarditi e pericarditi si sono verificati principalmente nei 14 giorni successivi alla vaccinazione. Il rischio osservato è maggiore negli uomini under 40 rispetto alle donne e agli uomini over 40. Il rischio è massimo negli uomini tra i 12 ed i 17 anni. Alla luce dei report ad oggi pubblicati, è possibile identificare una ragionevole relazione tra miocardite e pericardite e vaccinazione nelle forme con esordio clinico entro un intervallo temporale “inferiore a 15 giorni dalla somministrazione della seconda dose di vaccino ad mRNA”. Intervalli temporali maggiori (fino a 21 giorni) rendono più debole la possibile relazione. Allo stato attuale delle conoscenze”, casi di miocardite e pericardite in giovani individui, prevalentemente di sesso maschile, dopo la vaccinazione mRNA contro il Covid-19 si possono verificare molto raramente e, comunemente, si manifestano con forme cliniche lievi caratterizzate da un’evoluzione favorevole. Nonostante questi rari eventi, in corso di pandemia, il bilancio tra rischio e beneficio è decisamente a favore della vaccinazione contro il Covid-19″.

Vaccinazioni nei bambini e probabilità di reazioni avverse

“La vaccinazione negli adolescenti e nei giovani – ricorda il dottor Bisignani – ha fatto molto discutere, e molti studi, soprattutto negli Stati Uniti, hanno rilevato rari casi di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione. Questa osservazione riguarda in particolare gli adolescenti maschi e i giovani adulti di oltre 16 anni che hanno ricevuto il vaccino a mRNA Questo possibile effetto collaterale si verifica in genere dopo alcuni giorni dalla vaccinazione, soprattutto dopo la seconda dose. Il Centro statunitense di Controllo delle Malattie e quello europeo EMA, che hanno indagato su queste segnalazioni di miocardite e pericardite dopo la vaccinazione, per accertare se realmente si tratti di un effetto avverso dovuto al vaccino hanno concluso che l’associazione tra vaccino anticovid-19 a mRNA e la miocardite è possibile con una incidenza di circa 4.8 casi su ogni milione di vaccinati e che tale evento avverso interessa prevalentemente i maschi più giovani dopo la seconda dose. La patologia è tuttavia lieve e prontamente risolvibile”.

Consigli utili

“Il consiglio più importante è quello di vaccinarsi per evitare la malattia in forma grave. In caso di infezione e di sintomi rivolgersi al medico, – avverte il dottor Bisignani – evitate il fai da te. Il percorso diagnostico della miocardite da Covid-19 e il suo trattamento non si differenziano da quello della miocardite “di per sé”, non essendo disponibili dati specifici in proposito. In caso di sospetto di coinvolgimento cardiaco, esami semplici come il dosaggio della troponina, l’elettrocardiogramma e l’ecocardiogramma possono essere validi strumenti diagnostici per un rapido inquadramento clinico”. (mti)

© Riproduzione riservata.

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