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Crisi europea da Covid19, Falcone :”La Calabria rischia di sparire”

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di Nico De Luca – La grande alleanza internazionale celebrata finanziariamente con la costituzione dell’Unione Europea sta accusando pesanti colpi in pieno viso. Il dilagare del Coronavirus avrebbe dovuto sublimare la causa comune della piena solidarietà.

Invece si discute ancora mentre la gente si ammala e muore. Qualche Paese, tra cui l’Italia e la Spagna, sono a dir poco insoddisfatte per le risposte economiche della Comunità Abbiamo chiesto ad un esperto di politiche europee, il dottor Vincenzo Falcone, già Direttore dei Lavori Consultivi e successivamente Segretario Generale del Comitato delle Regioni dell’Unione Europea presso Bruxelles dal 1994 al 2004,  già docente Universitario di Politica Econonica dell’Unione Europea presso l’Universita’ Magna Grecia di Catanzaro.

Dottor Falcone, la presunta robustezza politica europea vacilla sotto i colpi di un virus: e’ davvero a rischio la tenuta dell’Unione?

“Certamente si. I principi di solidarietà e di reciprocità, quali pilastri e fondamenta della costruzione europea, sono stati praticamente mutilati dalla forza dei nazionalismi e dalla doppia velocità che si è istituzionalizzata dopo l’allargamento dell’Unione a 27 Stati membri.
Tutto ciò ha creato dei grossi limiti nel processo di integrazione europea che si acuiscono sempre più quando si verificano eventi epocali come la grande ondate migratorie verso l’europa ed il “flagello coronavirus”.
Oggi più che mai, quindi, l’Unione Europea non solo si presenta come un sistema debole per affrontare simili eventi, ma corre il rischio di essere destabilizzata, in modo permanente, se non si trovano metodi e strategie comuni che sacrifichino gli interessi nazionalistici degli Stati più forti, nel contesto di una forte politica di coesione all’altezza delle sfide che impone il sistema globale.”

La Storia sta scrivendo un capitolo epocale : quali sono gli scenari che si potranno delineare finita questa terribile pandemia?

“La globalizzazione non perdona. Tutti i sistemi deboli o indeboliti dal mancato rispetto dei principi di solidarietà e reciprocità pagheranno molto cara questa incomprensibile incapacità di capire che il veloce ritmo dei mutamenti non consente ritardi nel definire strategie di adattamento rispetto alla rapida mutevolezza delle regole che impone il sistema globale.”

Perché alcuni Paesi sembrano voler subordinare persino l’interesse primario dei popoli a quello del potere finanziario?   

“Perché, specialmente negli ultimi decenni, la forza continua e sempre più crescente della finanza internazionale ha reso succubi tutti gli Stati a causa della debolezza dei sistemi politici incapaci di stabilità interna, di indeterminatezza nelle relazioni internazionali e di intrallazzi tra politica ed affari.”

In tutto questo, come può fare la Calabria ad avere qualche vantaggio da un eventuale reset, dopo essere stata ultima a livello nazionale ed europeo?   

“Per tutto quello che ho detto prima, la Calabria corre il rischio di sparire definitivamente dallo scenario planetario, per tre motivi fondamentali: -non esiste una classe dirigente capace di affrontare l’emergenza in una visione di crescita e sviluppo strutturale di medio e lungo periodo;
-la genetica invidia sociale e la “conquistata” litigiosità politica dei calabresi ci confina sempre più alla periferia dei centri di sviluppo;
-l’assoluta incapacità di sviluppare una cultura di rete tre i popoli delle Calabrie non consente di immaginare processi di crescita.
Qualche “bagliore oltre la siepe”, è comunque possibile; dipende solo da un possibile risveglio di noi “indigeni” per creare una nuova classe dirigente.”

 

© Riproduzione riservata.

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