Assemblea azienda ex Mater Domini di Catanzaro, Cisl Medici proclama stato di agitazione

Il sindacato: “Scelta unilaterale del direttore amministrativo e di quello sanitario mette a rischio la sicurezza delle cure”
Un terzo dei cittadini si è visto rimandare un intervento chirurgico o una terapia per indisponibilità delle strutture sanitarie

“Quanto si sta verificando nell’iter organizzativo dell’Azienda OU Renato Dulbecco appare violare tutti i principi di trasparenza e correttezza, ignorando la dignità professionale del personale medico ospedaliero ed universitario dell’ex Azienda Ospedaliero Universitaria Mater Domini”. Così la Federazione CISL MEDICI Calabria, che ha proclamato lo stato di agitazione del personale sanitario della struttura. Secondo la federazione, l’attuale management della “Dulbecco” dimostra, “in presenza di una autoreferenzialità inverosimile (la commissaria Carbone non ha mai formalmente incontrato le OO.SS. della dirigenza medica e sanitaria!), di non conoscere le reali problematiche organizzative dell’ex Azienda Mater Domini.”

In particolare, l’ente fa riferimento alle determinazioni, predisposte dalla dirigenza amministrativa e sanitaria, riguardante alle guardie notturne e festive. Sull’argomento, “tutti i management precedenti alla gestione Mantella/Panella, consci della carenza di personale medico, avevano condiviso l’istituzione di due guardie interdivisionali, una per l’area chirurgica ed una per l’area medica, svolte al di fuori delle 38 ore del normale orario di lavoro, la cui remunerazione era stata cristallizzata in due accordi con le OO.SS. del 2004 e del 2014”, ricorda il sindacato in nota. “Il compenso era perfino più vantaggioso per l’amministrazione, tanto che la Cisl medici non lo aveva condiviso, come non aveva condiviso il coinvolgimento delle discipline specialistiche (Oculistica, Otorino ed altre)”, continua.

Ora, retroattivamente dal mese di ottobre, il direttore amministrativo Mantella ha stabilito, secondo quanto riporta il sindacato, la remunerazione delle stesse prestazioni con un compenso pari a quello che viene erogato per una guardia di reparto o per aree omogenee svolte all’interno del normale orario di lavoro. La decisione sarebbe stata presa in maniera unilaterale senza coinvolgimento delle OO.SS. e in assenza di una riorganizzazione del sistema della continuità assistenziale da parte del dott. Panella, che è stato già direttore sanitario.

“Non corrispondenza tra prestazione e remunerazione”

“Ciò determina l’assenza palese di corrispondenza tra prestazione e trattamento economico – continua la nota. In sostanza le 12 ore di una guardia notturna, o più, che si vengono a sommare alle 38 ore, vengono remunerate analogamente alle guardie di reparto svolte in orario di lavoro, senza possibilità di recupero dell’orario eccedente. Alla diffida della CISL Medici a conformarsi al citato accordo o a programmare con immediatezza i normali turni di guardia per singoli reparti, che sicuramente creerà uno scompiglio nell’attività assistenziale del presidio, è seguita l’indifferenza del direttore amministrativo e l’inerzia del direttore sanitario. Un silenzio intollerabile ed irrispettoso!”, afferma.

L’assemblea della dirigenza medica dell’ex Azienda OU “Mater Domini”, convocata nei giorni scorsi dalla CISL Medici Calabria, ha stigmatizzato tale comportamento, ribadendo “la inaccettabile condotta del management aziendale, che ha ignorato gli accordi sindacali e l’assunzione di responsabilità dei professionisti che effettuano guardie notturne e festive perfino in altre discipline non affini e quindi non di loro competenza. Forse il direttore sanitario e quello amministrativo sono coscienti della carenza di personale in alcune strutture e quindi dell’impossibilità di dare risposte concrete ed in conformità alle norme statali e contrattuali?”

Stato di agitazione a tutela delle attività assistenziali

L’assemblea ha quindi deciso di proclamare lo stato di agitazione riservandosi ulteriori iniziative anche giudiziarie a tutela delle attività assistenziali e della qualità dei servizi offerti ai cittadini. Il CISL Medici Calabria ricorda che solo il 29 dicembre è pervenuta una comunicazione della dirigenza con cui si dispone la riorganizzazione delle procedure sui ricoveri a far data dal primo gennaio, quindi appena tre giorni prima. “Se questi sono i presupposti e i comportamenti dell’attuale management, con quale consapevolezza si è pensato di redigere un progetto per l’istituzione di un altro Pronto Soccorso e l’atto aziendale della “Renato Dulbecco”?”

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