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Crollo ponte SS 106, Codacons: “Verifiche su materiali e modalità realizzazione”

Durissimo il Codacons dopo il crollo del ponte a Cropani. A pochi mesi dalla nostra denuncia sulla poca sicurezza nelle opere sostitutive che si stanno realizzando nella frettolosa chiusura dei passaggi a livello – si legge in una nota diffusa dall’Associazione – ecco che viene giù un ponte appena realizzato sulla tratta ferroviaria jonica.

È inaccettabile che in Calabria ponti e viadotti, tra l’altro nuovi di zecca, crollino con una frequenza tale da rappresentare un pericolo per la popolazione.

E’ intollerabile mettere a repentaglio la vita delle persone – sostiene Francesco Di Lieto del Codacons – che punta il dito contro RFI e Regione Calabria.

RFI deve fornire precise garanzie nell’interesse degli Utenti perché non si gioca con la vita delle persone.
Ne appare ipotizzabile quella che abbiamo udito essere la presunta causa del crollo, ovvero una perdita da un acquedotto del consorzio di bonifica.

Anzi – si legge nella nota del Codacons – riteniamo che sia una colossale bufala. Ci sono normative tecniche ben precise, relative all’attraversamento longitidinale o trasversale nonchè a come procedere laddove vi sia la presenza di reti di acquedotto.

Appare ovvio che un manufatto debba essere realizzato prevedendo la “sicurezza assoluta” e, nel caso di condotte idriche, sono imposti precisi accorgimenti per il contenimento delle acque che potrebbero fuoriuscire in conseguenza di una improvvisa rottura.

Siamo stanchi di opere eseguite in maniera indecente, che crollano subito dopo il taglio del nastro.
Siamo stanchi di chi pensa solo a spendere senza curarsi di vigilare e verificare la corretta esecuzione dei lavori.

La Calabria ne ha già viste tante, troppe, di queste opere.  Il Codacons rende noto di aver chiesto all’Ufficio di Procura di aprire un’inchiesta su quanto accaduto nonché disporre un monitoraggio costante durante l’esecuzione di tutti i lavori lungo la tratta ferroviaria, specie dove si ipotizza l’infiltrazione della criminalità organizzata.

A tal proposito lo scorso aprile il Codacons aveva chiesto all’Anac di “vigilare affinché le opere vengano realizzate in maniera decente, per evitare ricadute negative sui Cittadini e scongiurare lo sperpero del danaro pubblico che rischia di alimentare la criminalità”.

Alla luce del disastro verificatosi oggi e dopo aver sentito le dotte rassicurazioni da parte del Governatore Oliverio, dell’Assessore Musmanno e di RFI, in quello che era apparso qualcosa di molto simile ad un tour elettorale itinerante, sarebbe doveroso chiedere scusa ai Calabresi per come vengono utilizzate le risorse.
Senza essere costretti ad attendere nuovi crolli o, peggio, delle vittime.

Redazione Calabria 7

© Riproduzione riservata.

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